«MANE[S], THECEL, PHARES» E I POMODORI VERDI FRITTI

La Nazione - Lucca, 2 ottobre 2016
La Nazione – Lucca, 2 ottobre 2016

FORNACI DI BARGA-LIMESTRE. Quelle famose tre parole, la prima delle quali fa pensare al business-man di Renzi, capoccia del terzo settore redivivo dopo che Mario Monti ne aveva giustiziato il capo, il famoso professor Zamagni dell’UniBologna; quelle famose tre parole furono intrepretate dal profeta Daniele come una sentenza di condanna a morte di Baldassarre figlio di Nabucodonosor.

Manes, questa volta Vincenzo, è quel distinto signore che prima aveva fatto spostare – se non sbagliamo – i pistoiesi al lavoro in Garfagnana.

Ora gli manca il rame – dice – e, come vedete, cerca di giocare sugli esuberi da trasferire dalla Garfagnana ai suoi feudi di Limestre, spalmati su due comuni (San Marcello e Piteglio), che presto saranno riunificati sotto l’egida della fusione (guidata dall’afono Moreno Seghi e sorretta dai Sichi dei lupi e dai Bugelli delle Coop?).

Non è una storia. Guardate cosa si leggeva ieri in Lucchesia sulla Nazione:

NON CONVINCONO i criteri di scelta dei lavoratori da ricollocare, nell’ambito del pacchetto dei 275 esuberi e non convincono le attività formativa previste, ma anche ci sono contrasti per le mansioni che questi dovrebbero svolgere che sarebbero molto diverse da quelle svolte da un lavoratore metalmeccanico, posizioni professionali rivolte allo sviluppo del turismo ecologico sulla montagna pistoiese.

Manes aveva detto anche di volersi dedicare ai pomodori (vedi). Per quelli in idroponica gli basterà il rame (poco) che gli è rimasto?

E perché, di rame, glie n’è rimasto poco? Lo ha forse consumato a fare tutti i centesimini di euro per i lauti risparmi degli italiani che sono stati fatti fuori dal tonfo di Banca Etruria benedetto da Renzi a nostre spese?

[Edoardo Bianchini]

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