MANGONI SI BATTE IL PETTO: «HO SBAGLIATO NEI MODI, MA IL CONCETTO CHIAVE RESTA LO STESSO»

Giacomo Mangoni
Giacomo Mangoni

AGLIANA. Puntuale, come richiesto da tutta un’ala del partito, soprattutto ad alte sfere, nonché dal comitato organizzatore delle Primarie di Agliana, è arrivato poco dopo mezzogiorno, con semplicità il “mea culpa” pubblico del candidato Giacomo Mangoni che ha osato pronunciarsi domenica scorsa sul suo profilo Facebook senza filtri di sorta contro il suo stesso partito e quelle gerarchie abbarbicate al “palazzo” e alle “poltrone” e soprattutto alle proprie immani paure di fronte a un cambiamento in atto che, partito da Firenze, ha raggiunto Roma, al massimo livello.

Il renziano, il cosmopolita, l’europeo, il barbaro Mangoni, pena anche (forse) l’esclusione dalla competizione interna al Partito Democratico, in nome di un regolamento che non transige ha fatto un passo indietro (sui modi e termini utilizzati per esprimere i propri concetti), senza però rinnegare il “nocciolo” del suo intervento, quel concetto-chiave legato al ricambio generazionale sempre più necessario sia a livello centrale che periferico in Italia.

Ecco il testo pubblicato dal pentito:

Care elettrici e cari elettori del centro sinistra,

voglio scusarmi con voi per i toni usati nel post comparso sulla mia pagina facebook la scorsa domenica. Ci sono tante maniere per esprimere un concetto e sicuramente le parole che ho usato sono state troppo forti. In questo il fatto di essere giovane e non un politico di professione non ha giocato a mio favore. Tutti sbagliamo. L’importante è saper imparare dai propri errori e non commetterli più. Sarò più moderato nel linguaggio d’ora in poi, ma senza perdere la passione e l’energia che mi contraddistinguono. Detto ciò il concetto chiave che volevo esprimere resta lo stesso. È necessario un ricambio generazionale nella classe politica di Agliana, e per il futuro (quindi anche per me) che gli incarichi pubblici non siano ricoperti per troppo tempo dalle stesse persone.

Un saluto, Giacomo.

È passato quindi a parlare di “programmi” illustrando l’idea “semplice ma geniale” suggeritagli da un piccolo imprenditore aglianese.

“Si chiama appalti a km zero. In parole povere privilegiare il concetto di territorialità quando si tratta di affidare un appalto pubblico nella nostra città. Questo garantisce minori costi e una maggiore attenzione ai lavori di manutenzione. È una maniera sana per far respirare le nostre imprese e creare qualche opportunità professionale in più per gli aglianesi senza lavoro. Se verrò eletto mi batterò affinché il concetto di “appalto a km zero” entri nella nostra pratica politica. Più vado avanti in politica e più mi rendo conto che le proposte migliori vengono dalle persone normali e non dai politici (incluso me). Per cui quando dico che ascolterò le idee dei cittadini, non è retorica ma buona politica, perché quasi sempre le idee geniali vengono da coloro che lavorano e vivono sul territorio”.

 

BRAVI TUTTI!

La Chiesa ha vinto ancora...
Galileo. La Chiesa ha vinto ancora…

 

Bravi davvero. Tutti. Bravi perché, con una spedizione degna di una crociata, il Pd ha saputo schiacciare una zecca con uno scarpone chiodato da rocciatore di K2.

Agnosco stilum Romanae ecclesiae, disse il povero Galileo quando fu costretto a ritrattare. È bellissimo il Galileo di Brecht. Non sarebbe male che il Pd (specie quello di Agliana) se lo rileggesse (se ci arriva).

Dispiace per la genuina imperizia di Mangoni – che ancora non capisce che, chinata la testa una volta, la strada è definitivamente segnata dinanzi a tutti i papocchioni del Pd, che è – come ben sappiamo – una chiesa alternativa, ora anche più santa che mai con tutte le new entries democristiane della Seconda e, in arrivo, Terza Repubblica. Ma PD può voler dire anche… Partito Democristiano.

La risposta migliore, oggettivamente, sarebbe stata forse il silenzio pervicace: frangar, non flectar, «mi spezzerò, ma non mi piegherò». Per la cultura comunista e post-comunista, poi, la bellissima frase di quel raccattasoldi di Benigni che esclama (Johnny Stecchino) «Dante non si pente più!» e manda il maresciallo basito a fandòmo.

Speriamo che con questa ammissione domani non si debba dire: «Mangoni che ha ritrattato, Mangoni ormai fregato»!

e.b.

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