manovre. AVVIATA LA FUSIONE DI MONTALE-AGLIANA

Con la stipula delle convenzioni di associazione dei servizi viene gettato il seme per la fusione dei comuni
Betti e Mangoni firmano il protocollo Agliana-Montale

MONTALE-AGLIANA. C’è già la stazione ferroviaria che associa i nomi dei due comuni e dunque i cittadini non avranno difficoltà a riconoscersi nella fusione in un unico ente con 28.000 abitanti.

Nella sera di mercoledì 28 il consiglio comunale di Agliana ha approvato le convenzioni con il Comune di Montale che prevedono – entro e non oltre il 30 settembre prossimo – la associazione di quattro servizi (manca però quello strategico e complesso della Urbanistica-Ll.Pp.): Polizia locale (l’aggettivo municipale sarà superato) sotto la direzione della Dott.ssa Paola Nanni (Montale); quello della Ragioneria, Personale ed Economato, sotto la direzione della Dott.ssa Tiziana Bellini (Agliana); i Tributi, sotto la direzione del Dott. Roberto Fiaschi (Montale) e gli Affari Generali, affidato alla Dott.ssa Elena Santoro (Agliana).

I due Comuni distanti 6 km, avranno sicuramente da conoscere dei periodi di turbolenza, vista la sussistenza di oltre un centinaio di regolamenti che spaziano dai rumori, ai tributi e sopratutto al molto conflittuale settore dell’edilizia, non a caso escluso oggi, da ogni associazione di servizio.

Ogni Comune, adotterà il regolamento comunale del dirigente assegnato come capofila e impegnato nella direzione del servizio. Noi, già immaginiamo la valanga di ricorsi al Tar per delle ipotesi di illegittimità che saranno riconosciute dai cittadini in esito all’applicazione di un Regolamento comunale non riconosciuto come “ortodosso” e con sicure incongruenze.

Il progetto di fusione andrà a regime con una formale rogatoria da stipulare entro il 30 aprile del 2019 e così permettere l’insediamento del nuovo mayor per le successive elezioni amministrative (ci saranno nel giugno), che sarà così chiamato a guidare il secondo comune della Provincia, anche superiore a Quarrata.

Favorevoli i guerciniani, che vedono un accorpamento dell’elettorato con un effetto di traino nell’intera area della sinistra moderata, insieme ai blimundiani* e democrat.

Contrari Fdi/An e Obiettivo Agliana con una posizione defilata dei pentastellati di Bartoli – che dicono di non vederci chiaro e che dunque, si “riservano” – e il distinto diniego della consigliera Lucia Salaris, sempre originale nelle sue interpretazioni da “statista comunale” (comunista non si può dire, è uncorrect).

Dopo i ribaltamenti avvenuti a Serravalle P.se e Pistoia, i due Comuni, diventeranno sicuramente terreno di un esacerbato confronto i rappresentanti politici espressione della massima contrapposizione della politica locale.

* simpatizzanti della feisbucchiana pistoiese Blimunda, bene intrigata nella piana d’intorno a Stazione.

[Alessandro Romiti]

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