marcello mc cantini. COSÌ AD AGLIANA TUTTI SANNO TUTTO DI TUTTI A METÀ “PREZZIO”…

Avete mai visto una famiglia, anche fra quelle dei cosiddetti contadinoni (famiglie estese tipo quella del mio bis-zio con 2 figli maschi, tre figlie femmine, e perciò almeno 20 persone e tutte insieme in casa: quindi un bel gruppone, come proletariato comanda); avete mai visto una famiglia così, in cui uno che sa una cosa riesce a mantenerne il segreto? [Nell’immagine non c’è errore]

CIACCIA E ZOMPA L’AGIL ZORRO:

MA VA LÀ. . . SI CURI IL PORRO!


All’appello mancano solo il ciuco di Pipone e i pakistani clandestini cari a Sua Eminenza Tofani

 

Salve amigos sono Zorro, sulla fava tiengo un porro.
Lascio il segno fatto a zeta, ogni donna è la mia meta.
Sono habile di frusta, e se a qualcuno gusta,
lo depilo sulle palle, e gli faccio certe galle…
Ad un piatto di paiella, preferisco tua sorella,
poi mi fumo anche una canna, e mi faccio la tu’ mamma…

Canzone dei Piattons di Prato

 


 

IN QUESTI giorni i nostri affezionati lettori hanno assistito a una serie di rivelazioni interessanti. Si è finalmente capito che ad Agliana non esistono segreti per nessuno, basta che non riguardino il Cardinal Tofani, il presidente Artioli e la Corte dei Conti. Questi signori sono tutti blindati.

 

Luxuria in visita con la sindaca Ciampolini e don Paolo Tofani

Il primo è protetto da sinistra a destra: perché ora nemmeno il sindaco Benesperi ne svela le oscure trame rosse che pretendono l’estensione delle provvidenze-spesa per i bisognosi anche ai pakistani et eziandìo clandestini, gente che sta qui a nessun titolo, checché ne dica il fedele seguace del Cardinale Zuppi, arcivescovo di Bologna e illustre compositore dell’enciclopedia antisalviniana dal titolo Odierai il prossimo tuo (sottotitolo: Come la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana).

Chiesi di sapere cosa ha chiesto Sua Eminenza Tofani, e lui è assai probabile che si blinderà dietro il segreto della confessione e ci farà rispondere che è contrario a che noi vediamo le sue pretese sociali, facendocelo scrivere alla signora Morabito.

Il secondo, il misericordioso presidente Artioli, geometra, che non sa il greco, ma che, per usare una classicissima formula che s’adatta a pippo a tanta albagìa e splendore (ora s’incazza come una belva e mi rifà querela: ma poi rideremo in aula…), ùtos ekèinos, questi è colui che – non dimentichiamocelo – ha tenuto in ostaggio lo Statuto della Misericordia per anni; ha regolato il flusso di ingresso e di uscita degli aspiranti a soci selezionandoli a dovere (alla faccia dell’accoglienza misericordiosa!), e ha fatto e disfatto (checché ne dica e ne pensi) come cazzo gli è parso.

Misericordia Agliana: Corrado Artioli e Ilaria Signori

E anche quando ha raccontato bombe più grosse di quelle che uscivano dallo sfintère di Renzi dopo gli incontri erotici con qualche sua fan, e che erano veri e propri falsi documentali, ben assistito e sostenuto da certi solerti membri della polizia giudiziaria (ne pubblicherò i verbali e saranno una rivelazione come i segreti di Fatima), se l’è cavata con una pacchetta sulle spalle e non (come dio avrebbe voluto) con un bel paccone tra capo e collo come si conviene a chi, con la storia Mangoni & Turelli, ha buttato via mezzo milione di lilleri con cui poteva lallerare aiuti e benefizi al popolo insieme ai suoi schiavi-volontari lavoratori a costo zero.

Ma, a dir suo e dei suoi fedelissimi, la colpa era nostra – come dichiarò in aula giurando – perché gli avevamo fatto perdere centinaia di migliaia di €uro in offerte perché, fetenti quali siamo, gli abbiamo tirato giù le brache e messo in mostra il suo deretano (versione Mario Giordano), detto anche volgarmente culo da un simpaticissimo antipatico: Vittorio, più che Sgarbi, sgarbato e politicamente scorretto oltre ogni limite.

Ma lode allo Sgarbo che non è idiota come tutti i politicamente corretti! Faccia quel che vuole, il misericorde: non imparerà a vivere certo alla sua età. Ma di storie belline da raccontare ce ne sono ancora tante, su lui e – come si dice – su’ sua. Amicus amico, avrebbe scritto Petronio Arbitro del Satyricon: «compagnone di chi gli fa pariglia», tipo il Cardinale, cui sono andati bonifici anche di 5mila euro a botta. C’est l’argent qui fait la guerre…

Il terzo posto, ad Agliana, come Spirito Santo, spetta alla Corte dei Conti, retta dalla signora Acheròpita Mondero. Tutto quello che da colei, o da un di lei sostituto, proviene e che riguarda e tocca tutta la ribollita che galleggia nel pentolone del Comune da tempo immemorabile, è stato prima secretato dalla segretaria D’Amico (non è dato sapere con quale provvedimento specifico: anche perché pare che costei se ne sia andata da Agliana e abbia cancellato gli hard disk del Ced, centro elaborazione dati.

Poi il tutto è stato riproposto, paro-paro, dalla dottoressa Paola Aveta che, giunta nell’Agrumia della Blimunda, e respiràtone l’aër sacro, ne acqusibbe le proprietà taumaturgiche (acquisibbe è passato t-remoto secondo la nuova grammatica cAzzoliniana, Quattro Zoccoli editore, sotto l’altro patrocinio di Palazzo Ciuchi Bigi & Chigi).

Per questo motivo madonna Aveta ha confermato lo status «Qui, Quo, Qua più Paperino» senza troppo andare a rufolare nei cestini del Comune dove altri, une fois, un tempo, avevano il vizio di recuperare e spulciare i pezzettini di carta buttati via per controllare se lo scontrino-caffè era o no “pienamente” legale e corretto. Iamme ia’!

Cappello a cono delle mie brame, chi è il più ganzo in questo reame?

Le tre aree segrete del Kgb locale, ènno queste. Con una debita e doverosa eccezione: ed è quella che il partito può sapere tutto di tutti, nessuno degli altri no. Ora: poiché il partito, sia in Italia che in Agliana, è uno solo, santo e insindacabile, cioè il PD (e ormai è chiaro a tutti che è così: guardatevi anche un tal di quella riva che parla: Sansonetti – lo scrivo appositamente anche per un distinto signore, sempre del Kgb, che si firmava Cappuccetto Rosso e faceva le battutine a coglionella sulle toghe rosse); poiché il partito, dicevo, è quello; e poiché in Comune ad Agliana, se ci sono tre dipendenti tre che non siano di quella tradotta là, ci sono solo per puro caso o miracolo: questo insieme di menti unificate costituisce, più che una famiglia, una vera e propria razza, come se fossero stati incrociati e rafforzati i geni e i cromosomi in un continuo innesto di 75 anni di Magnini Magni, Adelmi Santini e Ivan Paoli Baranowski.

Procediamo, quindi. Avete mai visto una famiglia, anche fra quelle dei cosiddetti contadinoni (famiglie estese tipo quella del mio bis-zio con 2 figli maschi, tre figlie femmine, e perciò almeno 20 persone e tutte insieme in casa: quindi un bel gruppone, come proletariato comanda); avete mai visto una famiglia così, in cui uno che sa una cosa riesce a mantenerne il segreto? Va a letto con il genitore 2 (che spettacolo, l’idiozia del parlar corretto della sinistra!) e glielo racconta. E il 2 cerca chi gli sta meno sul gozzo e glielo sbologna: e via, a piramide; a caduta.

Pensiero speciale per tutti coloro
che non credevano alle toghe rosse

Video segnalato dal dottor Giuseppe Fiore, diabetologo all’ospedale di Pescia

L’istessa cosa, direbbe Totò, accade ad Agliana-Comune-Agrumia, dove qualunque cosa passi dal protocollo, viene scansionato sotto l’occhio bionico del o della protocollaio/a: che è – ope legis et re ispa, cioè per forza – come la censura sovietica. I comunisti poi, che hanno il cervello formattato in Dos-Kgb, vedono, filtrano, riferiscono.

Neo Pd e Stalin

E così – il Manzoni ce lo insegna in un famoso passo del romanzo – di bocca in bocca il segreto fa come il Covid-19: arriva ai polmoni e li incementa di emboli & trombi. Ma solo nella razza eletta: perché i diversi (quelli per cui il Pd fa le leggi di tutela purché che siano Lgbt, neri, verdi, rossi, gialli, arancione e anche cacca Doc; purché risonanti come diàpason sulla sua lunghezza d’onda), i diversi diversamente pensanti (che ne so? La giunta, il Benesperi, il Ciottoli etc. etc.) se lo beccano allegramente nello Zipèppe: loro no, sono esclusi dal mangiare la mela dall’albero della scienza del bene e del male; dal partecipare come invitati alla mensa del padre, il famoso Zio Stali dell’impudico Vernacoliere.

È così che Zorro, alias Marcello/Macello MC Cantini, imparentato e/o apparentato (sono due cose distinti e diverse) con qualcuno della Rubra Familia o sinistra che dir si voglia, può permettersi di coglionare a piacimento l’assessore Ciottoli su una causa persa contro il Comune: e il Ciottoli, preso in giro quand’era all’opposizione – anche insieme all’attuale sindaco Benesperi –, continua ad essere «allegorizzato e deriso» (Vasco Pratolini) anche oggi che è al timone e ancora insieme al Benesperi medesmo. E magari, sempre con il Benesperi, viene anche minacciato o ricattato, chissà…

Osservate bene a quanti uffici è stata trasmessa questa lettera riservata

Vi sembra possibile che questo giochino possa durare ancora a piacer di costoro? E quello che sto dicendo sarà, come sostengono gli aglianesi del potere incrostato, una vera e propria calunnia, o, al contrario, rispecchierà la realtà effettuale della torbidissima Agrumia?

Dicitencello vuje osservando attentamente la ricevuta del protocollo che ho avuto a certificazione per una mia richiesta su cui era scritto

MASSIMA URGENZA
MASSIMA RISERVATEZZA
AL COMUNE DI AGLIANA
Al Sindaco Luca Benesperi
All’Assessore Maurizio Ciottoli
Alla Dott.ssa Paola Aveta, Segretario Generale e Capo del personale

Guardate a chi è stato distribuito, invece. È andato a tutti: all’appello mancano solo il Ciuco di Pipone e i pakistani del Cardinal Tofani, ma forse solo perché l’asino parla unicamente la lingua della minestra Azzolina, mentre gli altri hanno bisogno delle traduzioni in arabo.

È tollerabile un casino di tale portata e dimensione? E cosa ci sta a fare un segretario generale da 50mila euro all’anno se, dinanzi a questo puttanaio, non intende muovere un dito; fa finta di non vedere; aspetta che il gallo canti tre volte e non risponde a nessuna delle richieste che si inoltrano?

«Se dio ci sarebbe, non fosse bello se avrà mostrato un po’ più di comprenzione per quel bozzóne (= buca piena di acqua sudicia come la Cava Briganti – n.d.r.) di Agliana-Agrumia, che ci parla la Blimunda?».

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Ma Mattarella, il non-presidente,
amico delle toghe rosse e del PD, la conoscerà la Costituzione?

Se non sai donde spira Tramontana,
vuol dir che sei
«diverso» e non d’Agliana.
Ma se mangi il popone col presciutto
non solo sei d’Agrumia, ma sai tutto!


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