marcia antirazzista. UNA PASSERELLA PER BUONISTI E IMMIGRATI: NIENT’ALTRO

«Si è trattato di una sfilata di modelle del bon ton comunisteggiante e politicamente corretto per dichiararsi contrario al razzismo. Pretesto: un ricordo risalente al dicembre 2011, quando il pistoiese Gianluca Casseri uccise a Firenze Samb Modou e Diop Mor. Aveva voglia di ammazzare persone di colore, dunque può tranquillamente esser definito un omicidio dovuto a razzismo. Punto».
La testa del corteo con gli striscioni

PISTOIA. Ha sfilato la società migliore, quella dello ius soli come scelta di civiltà, quella che predica contro il razzismo, contro la violenza, favorevole all’accoglienza di chiunque, all’assimilazione di chiunque, alla convivenza con chiunque e all’elargizione di diritti a piene mani senza chiedere in cambio l’ottemperanza di alcun dovere.

D’altronde di doveri parlano solo i rompiscatole, mentre loro sono magnanimi e altruisti.

È iniziata sotto la pioggia la marcia antirazzista organizzata dal politico Biancalani, partita dalla parrocchia di Vicofaro e arrivata in Piazza Gavinana, ricolma di tutte le frange più brillanti della miglior parte di questo Paese. Cobas, Cgil, Partito comunista dei lavoratori, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e, dulcis in fundo, gli isterici urlanti “Palestina libera! Palestina libera!”.

Si è trattato di una sfilata di modelle del bon ton comunisteggiante e politicamente corretto per dichiararsi contrario al razzismo. Pretesto: un ricordo risalente al dicembre 2011, quando il pistoiese Gianluca Casseri uccise a Firenze Samb Modou e Diop Mor. Aveva voglia di ammazzare persone di colore, dunque può tranquillamente esser definito un omicidio dovuto a razzismo. Punto.

E così è stato, e nessuno ha ovviamente avuto da ridire. La strumentalizzazione però fa gola, sopratutto perché si tratta di un evento di cronaca nera che ha visto come omicida un simpatizzante della destra estrema e come vittime due uomini di colore. A maggior ragione in un periodo di isterismi come l’attuale, durante il quale, tra una battaglia contro le fake news e l’altra, la scalcagnata compagine sinistroide straparla di ritorno del fascismo e vorrebbe vietare gli accendini col faccione del Duce. Statisti.

Don Massimo Biancalani con alcuni degli immigrati accolti

In prima fila c’erano gli immigrati tanto voluti e tanto coccolati dal don più famoso d’Italia. Talmente tanto coccolati che non è riuscito a dire che quello da lui accolto e beccato a spacciare si meriterebbe dei calci nel culo. “L’assemblea permanente antiqui e antiqua” componeva il folto gruppo, e stiamo parlando di quei simpatici signori che sull’immigrato spacciatore hanno detto che la colpa è di chi non ha depenalizzato le droghe leggere.

Poi la restante parte dei modaioli era composta da quel blob social mondano costituito dal cascame de podemos, dei vecchi girotondini, degli occupy, del benecomunismo, della colpa che è tutta del liberalismo, della colonizzazione ai danni degli africani, delle crociate che giustificano le mattanze islamiche, del clandestino fratello nostro e del vu’ cumprà indispensabile risorsa.

Ma insomma, ci vuole solo la loro mente ideologizzata e corrosa per ritenere che l’omicidio di due africani sia la prova del razzismo strisciante in questo Paese, realtà così pericolosamente irreale che abbisogna di una passeggiata con fiaccole e imegin ooool de pipooool cantato in dolente coro.

Anzi no, c’erano gli africani baldanzosi che tamburellavano e saltavano in mezzo alla strada.

La prossima volta ditegli che per essere minimamente credibili dovranno fingersi un tantino affranti per la commemorazione in atto.

[Lorenzo Zuppini]

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