maresca. IL PRESIDIO ALL’EX-VIVAIO DI MARESCA

L’ex-Vivaio di Maresca

MARESCA. [m.f.] Si è tenuto stamani mattina all’ex-Vivaio Forestale di Maresca, il presidio organizzato dal Partito Indipendentista Toscano che rivendica l’assegnazione della struttura chiusa da anni in favore delle aziende toscane dell’Appennino Pistoiese.

Non molta la gente intervenuta nell’ora e mezza scarsa di banchetto dove Carlo Vivarelli organizzatore della manifestazione e consigliere di minoranza del comune di San Marcello-Piteglio, ha spiegato ai presenti le ragioni della richiesta e annunciando nel contempo un prossimo dibattito sul tema con data da definire.

Vivarelli ha ringraziato Marco Poli della Lega Nord e Nicola Polito dei 5 Stelle intervenuti al banchetto.

IL TESTO DEL VOLANTINO DISTRIBUITO

Il 25 Agosto 2017 scade il termine del Bando pubblico per la presentazione delle proposte per l’assegnazione dell’Ex Vivaio Forestale di Maresca.

Il Partito Indipendentista Toscano chiede che l’ex Vivaio, bene pubblico che appartiene a tutti noi, venga assegnato ad aziende toscane che operino nella realtà produttiva, e non a entità o cooperative finanziate dalla gestione dei presunti profughi.

In Montagna Pistoiese si contano, secondo le stime ufficiali dei Centri per l’Impiego, 1700 disoccupati.

Chiediamo che il primo obiettivo delle azioni politiche, economiche ed amministrative dello Stato italiano, della Regione Toscana e del Comune di San Marcello Piteglio sia la messa in opera, all’interno nel nostro territorio, di azioni che favoriscano la piena occupazione degli e delle appartenenti al popolo toscano.

Chiediamo che i fondi dei servizi sociali, le assegnazione delle case popolari e che qualsiasi aiuto o contributo pubblico, vengano assegnati esclusivamente a noi abitanti toscani della Montagna Pistoiese, a meno di comprovate e transitorie emergenze umanitarie.

Il Sindaco di San Marcello Piteglio ha dichiarato, in un recente Consiglio Comunale, che non troverebbe niente di scandaloso se all’ex Vivaio lavorassero dei profughi.

Consideriamo queste parole totalmente irricevibili, mentre lo Stato italiano regala le tessere sanitarie e le cure mediche gratuite ai presunti profughi dei quali non è a nostro avviso possibile conoscere nemmeno l’identità, e a stranieri le cui attività legali nel nostro territorio sono tutte da chiarire.

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