MARLIANA. SOLIDARIETÀ DEI MUSULMANI ALLE VITTIME DEL TERRORISMO

Messa a Marliana con l’intervento dei musulmani profughi ospiti del paese
Messa con l’intervento dei profughi ospiti del paese

MARLIANA. A pochi giorni dal tragico attentato fatto da alcuni terroristi non solo alla redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo e al supermarket ebraico parigino, ma soprattutto alla civiltà e alla libertà, penso che occorra evitare di usare questi episodi per fomentare l’ideologia dello scontro di civiltà, dello scontro di religioni, soprattutto fra Islam e Cristianesimo.

Purtroppo, invece, quotidianamente veniamo portati dai media, da certi movimenti politici, addirittura da alcuni gruppi di “cattolici fondamentalisti”, a rinfocolare questa visione di scontro fra civiltà, così tradendo il dovere della verità, della ricerca del bene comune, della narrazione dell’amore che Dio dona a tutti gli uomini perché si amino da fratelli.

Proprio nel momento in cui pensiamo di aver toccato il fondo, come in questi giorni, ecco che questo può generare nuovi slanci di rispetto, accoglienza e fraternità. È quello che è accaduto ieri mattina a Marliana, paese della collina valdinievolina dove sono accolti da alcuni mesi alcuni profughi fra cui molti musulmani.

Oumarou, giovane musulmano del Mali, ha voluto insieme a tanti altri confratelli testimoniare come musulmano la condanna della violenza, del terrore fatto in nome di Mohamed, del Corano, di Allah, spiegando alla comunità cristiana marlianese durante la celebrazione della messa domenicale che l’Islam è pace, rispetto, aiuto.

Dopo aver parlato a tutti in un perfetto italiano, segno del desiderio di integrazione, la celebrazione è continuata con un gesto effettivo di solidarietà attraverso lo scambio della pace fra musulmani e cristiani i quali attraverso questi piccoli ma significativi gesti diventano insieme gli operatori di pace a cui Dio chiama tutti gli uomini.

Qui sotto il testo letto dal nostro fratello Oumarou, fratello musulmano del Mali, che può aiutare anche noi cristiani a non aver paura ma piuttosto ad adoperarci per la pace, con tutti.

Don Alessandro Carmignani

Buongiorno a tutti!

Sono qui oggi con i miei fratelli musulmani in occasione di quello che è successo in Francia, in questi ultimi giorni.

Siamo venuti in chiesa che è una casa di Dio per condividere il nostro pianto e la nostra tristezza per quelli che sono morti a causa di questo brutto evento.

Noi siamo qui nel mondo laico, dove ognuno è libero di scegliere la sua religione, musulmana, cristiana o qualsiasi altra.

La gente che ha fatto questo brutto attentato, che parla nel mone di Mohamed, del Corano, di Dio; loro sono solamente terroristi che fanno il male, le cose brutte, che uccidono, che ammazzano gli altri.

La religione musulmana proibisce e condanna quelli che fanno male agli altri.

La religione musulmana è una dottrina per credere Dio, per fare la pace, per aiutare, per rispettarci tra noi e non fare male o intristire nessuna persona.

Infine noi sono venuti qui oggi per fare la pace e per fare le nostre condoglianze a quelli che sono stati uccisi.

Viva la pace tra tutte le religioni in tutto il mondo.

Siamo tutti uguali!

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3 thoughts on “MARLIANA. SOLIDARIETÀ DEI MUSULMANI ALLE VITTIME DEL TERRORISMO

  1. La invito a riflettere, Sig. Carmignani,
    quando mi inviterà, pagando la mia quota, ad andare in tutti i paesi arabi a pregare in una Chiesa Cattolica, allora veramente i “cattolici fondamentalisti” (e chi sarebbero?, abbia il coraggio di dirlo), e certi movimenti politici (chi?) non avrebbero motivo di preoccuparsi. Neppure io e neppure lei che non so se è o ci fa.
    Nel frattempo si legga un documento che dovrebbe riguardare anche la “sua” Chiesa e non cerchi di fare il pesce in barile!
    «I cristiani restano il gruppo religioso più discriminato nel mondo visto che il 75% dei casi concernenti la libertà religiosa finisce con il riguardarli – sottolinea Marc Fromage, direttore della sezione francese della “Chiesa che Soffre”». «Su 131 paesi di cultura cristiana – ribadisce Fromage – non ne esiste uno solo in cui la legislazione sulla libertà religiosa lasci a desiderare. In cambio su 49 paesi di cultura musulmana almeno 17 non tollerano altre religioni e impongono un controllo forzato a cristiani e non musulmani, 19 riconoscono teoricamente la libertà religiosa, ma non l’applicano in pratica». Per capire il senso di queste affermazioni basta leggersi le schede dedicate a questi due angoli bui. «Gli arresti e le irruzioni della polizia nelle case cristiane durante gli incontri di preghiera – riferisce la sezione sull’Arabia Saudita – sono all’ordine del giorno. Nel marzo 2012 una fatwa del Gran Muftì dell’Arabia Saudita, indicava come necessaria la distruzione di tutte le chiese nella Penisola arabica» e si potrebbe continuare…….
    Niente da dire, poi, sulle persecuzioni e le quotidiane stragi di cristiani nel mondo da parte dei suoi (non miei) fratelli?

  2. UMBERTO PINESCHI SCRIVE
    ____________________

    Da: Umberto Pineschi
    Oggetto: Invito alla pace e alla coesistenza pacifica descritta dal Corano
    Corpo del messaggio:
    «In verità, coloro che avranno rifiutato la fede ai nostri segni li faremo ardere in un fuoco e non appena la loro pelle sarà cotta dalla fiamma la cambieremo in altra pelle, a che meglio gustino il tormento, perché Allah è potente e saggio» (Sura 4, 56).
    «La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso» (Sura 5, 33).
    «Uccidete gli infedeli ovunque li incontriate. Questa è la ricompensa dei miscredenti» (Sura 2, 191).
    «Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite. È possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete» (Sura 2, 216).
    «Instillerò il mio terrore nel cuore degli infedeli; colpiteli sul collo e recidete loro la punta delle dita… I miscredenti avranno il castigo del Fuoco! … Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi» (Sura 8, 12-17).
    «Profeta, incita i credenti alla lotta. Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti» (Sura 8, 65).
    «Quando poi saranno trascorsi i mesi sacri ucciderete gli idolatri dovunque li troviate, prendeteli, circondateli, catturateli ovunque in imboscate! Se poi si convertono e compiono la Preghiera e pagano la Decima, lasciateli andare» (Sura 9, 5).
    «Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati.
    Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”; e i cristiani dicono: “Il Messia è figlio di Allah”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!» (Sura 9, 29-30).
    «O voi che credete! Se non vi lancerete nella lotta, Allah vi castigherà con doloroso castigo e vi sostituirà con un altro popolo, mentre voi non potrete nuocerGli in nessun modo» (Sura 9, 39).
    «[gli ipocriti e i miscredenti] Maledetti! Ovunque li si troverà saranno presi e messi a morte.» (Sura 33, 61).
    «Quando incontrate gli infedeli, uccideteli con grande spargimento di sangue e stringete forte le catene dei prigionieri» (Sura 47, 4).

  3. Carissimo fratello Felice,
    rispondere alla barbarie con la mitezza. il primo documento che io, come cristiano, sono chiamato a leggere è il vangelo a cui, indegnamente, cerco continuamente di rifarmi nell’esercizio del mio ministero. purtroppo talvolta tanti buoni cristiani partono, nei loro proclami, solamente dagli spasmi dello stomaco, rendendo così inefficace la medicina con la quale il Signore è venuto a curarci: la grazia del perdono e della riconciliazione, nello stile dell’accoglienza e della benevolenza, che certo non significano disperdersi in una religiosità indistinta. il documento che lei cita certo non fa che richiamarci, ora più di prima, alla necessità impellente di un tentativo di incontro e dialogo con tutti, in particolare modo proprio con quelli che lei definisce “non suoi” fratelli. la fratellanza, per me, forse mi sbaglio, è data dalla condivisione della umanità e non della pratica della stessa religione. la fratellanza e il dialogo sono quegli slanci a cui il Dio dei cristiani (lo stesso degli ebrei e dei musulmani) continuamente ci richiama. sono quei richiami che anche il vescovo di Roma, Francesco (stranamente contestato più dentro che fuori la chiesa), continuamente ripete quando si rivolge ai suoi fedeli. proprio nei suoi interventi durante il viaggio in turchia del novembre scorso pronuncia parole importanti, che dovrebbero far riflettere, anche alcuni preti: “Occorre portare avanti con pazienza l’impegno di costruire una pace solida, fondata sul rispetto dei fondamentali diritti e doveri legati alla dignità dell`uomo. Per questa strada si possono superare i pregiudizi e i falsi timori e si lascia invece spazio alla stima, all’incontro, allo sviluppo delle migliori energie a vantaggio di tutti”; “Occorre contrapporre al fanatismo e al fondamentalismo la solidarietà di tutti i credenti. Per raggiungere una meta tanto alta ed urgente, un contributo importante può venire dal dialogo interreligioso e interculturale, così da bandire ogni forma di fondamentalismo e di terrorismo,che umilia gravemente la dignità di tutti gli uomini e strumentalizza la religione”, “Abbiamo bisogno di un dialogo che approfondisca la conoscenza e valorizzi con discernimento le tante cose che ci accomunano, e al tempo stesso ci permetta di considerare con animo saggio e sereno le differenze, per poter anche da esse trarre insegnamento”. semplicemente, nell’iniziativa di alcuni musulmani cristianamente accolti nella mia comunità parrocchiale ieri abbiamo vissuto le parole del papa, ma prima ancora quelle di Gesù: “ama il prossimo tuo come te stesso”, dove “prossimo” non ha alcuna qualifica specifica. che poi la strada sia ancora lunga, difficile e tortuosa è fuori di dubbio, ma nel nostro piccolo, per essere fedeli al Vangelo, non possiamo non cercare di essere gli “operatori di pace” delle beatitudini.
    io “ci sono”, nel senso che sono nel 2015, nel mondo di oggi, con le sue difficoltà e le sue opportunità, sciolto da una visione sorpassata di una chiesa chiusa in se stessa, timorosa col rischio di diventare violenta.
    se poi troviamo un viaggio a basso costo per quei paesi musulmani vittime spesso dell’imperialismo europeo, bel volentieri pagherò anche a lei il biglietto.
    la ringrazio perché con le sue sollecitazioni mi ha rincuorato e confermato che questi ragazzi musulmani accolti a Marliana e la mia comunità stanno adoperandosi percorrendo la strada giusta.
    P.S. Rispondendo invece al parroco dello Spirito Santo, vorrei citare solo alcuni brani della Bibbia, che certamente conosce ma che si è dimenticato di citare nella sua disamina del Corano:

    Numeri 31, 17

    Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo

    Salmo 108

    Citato in giudizio, risulti colpevole
    e il suo appello si risolva in condanna.
    Pochi siano i suoi giorni
    e il suo posto l’occupi un altro.
    I suoi figli rimangano orfani
    e vedova sua moglie.
    Vadano raminghi i suoi figli, mendicando,
    siano espulsi dalle loro case in rovina.
    L’usuraio divori tutti i suoi averi
    e gli estranei faccian preda del suo lavoro.
    Nessuno gli usi misericordia,
    nessuno abbia pietà dei suoi orfani.
    La sua discendenza sia votata allo sterminio,
    nella generazione che segue sia cancellato il suo nome.

    Salmo 57, 11

    Il giusto godrà nel vedere la vendetta,
    laverà i piedi nel sangue degli empi.

    come si spiega questa cosa? da questi brani deduca che Dio, la Bibbia e il cristianesimo è violento? non credo proprio.

    don Alessandro Carmignani

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