MAURO CORONA SOCIO ONORARIO DI LETTERAPPENNINICA

Mauro Corona e Federico Pagliai

SAN MARCELLO. Una targa in legno, con poche parole di amicizia, ha fatto commuovere Mauro Corona. Se ne sono accorti in tanti, lo scorso sabato al Salone internazionale del Libro, quando Federico Pagliai come presidente di Letterappenninica ha consegnato al collega scrittore quella targa con la quale Corona è diventato “socio onorario” della associazione pistoiese.

Per lo scrittore friulano, che aveva appena terminato uno dei suoi calorosi e divertenti interventi in favore delle aree montane dove “non nevica firmato”, è stata una sorpresa autentica: non se l’aspettava, quella targa, e la commozione apparsa evidente sul suo volto ha contagiato un po’ tutti, compreso lo stesso Pagliai. “Un bel momento di amicizia autentica – commenta Pagliai – che dimostra una volta in più, se mai ce ne fosse bisogno, come Mauro sia davvero uno di noi”.

Intervenuto a Torino, nello stand della Regione Toscana, per presentare il libro di Pagliai e Marco Mucci (“Storie di Stinchi e contorni”), Mauro Corona ha trascinato le tante persone che via via si fermavano ad ascoltarlo in una forte e appassionata difesa delle zone montane con particolare riferimento all’Appennino tosco-emiliano. “Vorrei che la politica avesse un occhio di riguardo per la montagna – ha detto – ma purtroppo la politica vuole che la montagna si spopoli.

“E allora uno dei metodi per denunciare l’infame recita di questo sterminio della montagna sta nella letteratura: non serve a nulla la letteratura se non scaglia un messaggio, un grido accorato contro lo sterminio della montagna. Ed è solo la gente che salverà le montagne che stanno per essere macellate da una politica inetta: è la gente che salverà la montagna, non i politici”.

Poco prima era stata diffusa una clip con un messaggio di amicizia da un altro personaggio: il macellaio-poeta di Panzano in Chianti, Dario Cecchini. Non gli è stato possibile essere a Torino in modo diretto e allora ha fatto pervenire, tramite Whatsapp, dall’aeroporto di Francoforte, un caloroso e simpatico video.

Mirto Campi e Federico Pagliai

La presenza di Letterappenninica a Torino ha ruotato anche su altri due appuntamenti. Un confronto fra alcuni festival toscani di letteratura, fra cui il mitico “Bancarella”, con la proposta di una “rete” fra questo tipo di manifestazioni culturali (“mettendoci insieme – commenta Pagliai – forse riusciremo ad affrontare meglio problemi comuni fra i quali una comunicazione più efficace”) e una tavola rotonda sull’attualità di don Lorenzo Milani (“Non è un caso che una buona parte del messaggio di questo grande educatore, che volle essere sepolto indossando scarponi da montagna, abbia a che fare con i monti periferici di un Appennino povero”).

L’associazione ha anche diffuso il suo materiale informativo lanciando l’edizione 2017, nel primo fine settimana di agosto. “Sono stati poi presi contatti con scrittori di realtà montane e con altre rassegne che, in varie zone dell’arco alpino, tentano un’operazione simile alla nostra – conclude Pagliai – e cioè aiutare, con la forza della scrittura e della lettura, i piccoli borghi di una montagna troppo spesso dimenticata”.

Della delegazione arrivata a Torino ha fatto parte anche Mirto Campi, sindaco di Fiumalbo (Modena) e scrittore lui stesso di realtà montane. Anche quest’anno, infatti, la rassegna di Letterappenninica coprirà alcune realtà, fra cui Fiumalbo, del modenese e del bolognese. “Crinali diversi – commenta Campi – ma problemi analoghi e stessa voglia di reagire in positivo senza limitarsi a inutili lamentazioni”.

[mauro banchini]

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