mazzanti 1 & 2. SCUOLA E COMUNE: C’ERAVAMO TANTO AMATI, MA OGGI IL SINDACO SEI TU…

Il primo cittadino di Quarrata è come un Luigino francese: democraticamente tiranno che non risponde a niente e a nessuno; che va a Tvl e spara che le strade chiuse del Montalbano di Lecceto sono solo una “volgare diatriba di confini fra residenti che litigano fra loro”; che non è informato di quanti e quali dei suoi assessori partigiani resistenti dell’Anpi hanno pappato con il Lions al Croce di Malta di Montecatini. In altre parole: Màrk de Burràk non sa una beata minchia di niente. Sa solo ridere e sorridere – ma questo non sembra un buon segno…

 

«Mi garbavi di più quand’eri di meno…». Oggi quel ragazzino vivaciotto che scriveva del Cagliari e che, con tutti gli altri, mi donò un’edizione davvero speciale di Lorca, stampata da Guanda a Parma, è diventato troppo importante e quindi, qualsiasi cosa io scriva, «non mi caca nemmen di striscio»

 

SE IN CIMA AL MONDO, O MARCO, OGGI TI SENTI

MOLTI NE VÉDDI A CUI “CASCÒNNO” I DENTI. . .

 


 

A ciascuno il suo. Sorride, è diligente: ma in fondo nun sa gnènte

 

IL PRIMO INCONTRO con Mazzanti avvenne nel 1968, data fatidica in assoluto. Fu la mia prima supplenza alla scuola media: lunghissima. Più di tre mesi per una maternità.

L’insegnante di lettere, una giovane e bella signora che abitava a Firenze in Via Caduti di Cefalonia, ebbe una bimba, e il preside Bruno Poluzzi mi affidò le sue due classi rimaste vedove.

Si andò avanti per un bel pezzo. Mazzantìk de Buràk era allora in terza media, già rimanipolata a latino quasi zero; e pronta per essere del tutto disfatta, qualche anno dopo, dai cosiddetti Decreti Delegati del 1974, cioè la democratizzazione della scuola a cui la Dc si adattò tanto per baciare un po’ le chiappe al Pci.

Da lì partì, ovviamente, lo sfacelo di oggi sotto la salda guida di una ministra che farebbe gola a gente come Benedetto Croce e Giovanni Gentile: la signora Lucia Azzolina, quella dei banchi con le ruote, assai diversi dalla màdia, che le ruote non le ha mai avute – dice il proverbio.

Oggi quel ragazzino vivaciotto che scriveva del Cagliari e che, con tutti gli altri, mi donò un’edizione davvero speciale di Lorca, stampata da Guanda a Parma, è diventato troppo importante e quindi, qualsiasi cosa io scriva, non mi caca nemmen di striscio. Al massimo mi fa qualche querela. Ma personalmente direi che non mi fa nemmeno un baffo.

Caro Marco, come cambiano le cose nel mondo, eh? L’umanità e la vita sono come una sfilata di carnevale, dice un tardo-sofista greco molto interessante (non ti dico il nome, tanto non t’interessa: a te piacciono le bandiere da far sventolare e La Pineta…).

Mentre si cammina tutti in fila, ma ammassati e senza pericolo di Covid, la maggior parte della gente che vive, cangia: di colore, di pelle, di casacca. E perfino di palle.

Da Tvl parlò come una Sfinge. E… quando parla il buon Mazzanti, azzittisce tutti quanti!

C’è chi le mantiene come le ha sempre avute fin da piccino; e chi, passando dal torrone duro di Cremona a quello morvido del Rinati di Lamporecchio, le perde. I politici, purtroppo, sono i primi a subire questa metamorfosi diminutiva.

Da ragazzo mi garbavi di più: perché non dovevi importi il compito di piacere il più possibile; ed eri (logicamente) più spontaneo e sfanculante.

Poi gli attributi s’ènno ammorviditi (a Lucciano, dove sei nato, si parla così…). I risultati – non solo i tuoi –, però, si vedono: per piacere a tutti, sei costretto a ridere sempre e a dire di sì a tutti, ma senza poi far niente.

Oggi, però, un regalo te lo faccio io. Ti dedico un bel componimento di Catullo (età di Cesare, primo secolo avanti Cristo; carme 39) scritto apposta per un tale, Egnazio, di origine spagnola, emblema in carne e ossa del sorriso a 72 denti. Tieni, però, presente che gli spagnoli avevano fama di lavarsi i denti col piscio del mattino al posto del Listerine.

È un bell’epigramma, leggilo con attenzione…

I

Visto ch’Egnazio ha denti bianchi suole
ridere d’ogni cosa. In faccia al banco
dell’imputato, quando l’oratore
suscita il pianto, Egnazio se la ride.
Al lutto di un pio figlio, mentre piange
la madre orbata dell’unico conforto,
Egnazio se la ride. Sempre, ovunque,
qualunque cosa accada, se la ride.
Ha questa malattia inelegante,
anzi, io credo, da vero screanzato.
Io ti devo avvisare, buon Egnazio:
se fossi tu sabino o tiburtino,
un romano di Roma, un umbro parco,

II

un etrusco grassone, un lanuvino
scuro dai grandi denti, un transpadano,
per citare una volta i miei parenti,
uno qualunque che si lavi i denti
con acqua pura, ti consiglierei
di non ridere. Niente di più scemo
di un riso scemo. Ma tu sei spagnolo.
Nella terra di Spagna quel che ognuno
piscia, suole sfregarselo al mattino
sopra denti e gengive, a farle rosse,
e dunque questa vostra dentizione
tanto è pulita, quanto è più abbondante
il piscio che vi avete incorporato.

[Ringrazio e chiedo venia e licenza a posteriori al traduttore Salvatore Lo Leggio]

 

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A dondolo tra la Fallaci e don Milani

Lettera a un sindachino mai nato

e a una Professoressa di diritto

Marco su! Un piccolo sforzo. piglia per endovena Memoserina e Acutil Fosforo. Tatti tornare la memoria. Ma che per caso al Croce di Malta c’erano le donnine del Berlusca?

 

Chiudo questo intervento con due note che riguardano direttamente la figura del sindaco di Burràkia:

  1. è tuo dovere etico, Marco Mazzanti, informare i tuoi elettori e gli elettori delle minoranze (che non sanno togliersi il dito di culo) circa le identità degli assessori della tua giunta attovagliati a pappare alla tavola del Lions Quarrata e Piana Pistoiese come da articolo di Piera Salvi su La Nazione al banchetto del mese scorso presso l’Hotel Croce di Malta a Montecatini Terme
  2. è tuo dovere morale, civile e politico, indicare a tutta la popolazione da dove nasce la tua convinzione (dichiarata a casa della Paola Bardelli in Tvl-«6 in diretta») secondo cui il problema delle strade vicinali/interpoderali, chiuse e cancellate, a Lecceto di Montorio, è solo un aspetto che riguarda una diatriba di conflittualità di confini fra privati.
    Ciò perché, checché ne dica la tua fedele Grazia Razzino, o lo dichiari apertamente in pubblico qui, mostrando le fonti, come hai fatto da Tvl-Luce&Preghiera, o lo dichiarerai direttamente nelle sedi di rito.

Fatti spiegare dalla signora Razzino cosa significa tutto qesto.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
La sàtira è satira:
se non è abbastanza sàtira, che satira è?


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