medici e inquisitori. IL PROF. GIANCARLO PIZZA A PROCESSO?

Il Presidente della Federazioni Ordini dei Medici dell’Emilia Romagna è noto nella Piana Po/Pt per aver lui, per primo in Italia, chiesta una moratoria sugli inceneritori nella regione confinante. Sarà perseguitato dall’inquisizione romana per l’attuazione di principi di etica?
Il Prof. Giancarlo Pizza, ha espulso un medico che ha violato il Codice deontologico

BOLOGNA— PIANA.  Abbiamo conosciuto il Prof. Pizza già nel 2010, durante un convegno, quando venne emanato il parere della Federazione degli Ordini dei Medici dell’E-R (Frer)che, primo in Italia, accese una luce spot sulla pericolosità intrinseca degli impianti di incenerimento.

Pizza, molto semplicemente, applicò – in Scienza e Coscienza – un articolo del Codice Deontologico della categoria dei Medici che deve essere considerato insieme al fondamentale Principio di precauzione. Tale approccio, purtroppo, non viene mai applicato e considerato in modo genuino, coerente e costante sul territorio, fatte salve poche eccezioni.

Dopo che il Consiglio dell’Ordine ha espulso un “medico-politico” (Assessore Venturi alla Sanità della Regione Er), per aver attuato – in ambito delle sue funzioni politiche – delle iniziative contrarie al Codice deontologico della professione Medica, ecco che – e finalmente, aggiungiamo noi – l’etica, sembra bacchettare la politica, aprendo nuovi orizzonti.

Il Prof. Giancarlo Pizza ha rilasciato una chiara dichiarazione (ad altre testate) che spiega al meglio la sua correttezza, onestà intellettuale, rigore etico e deontologico: “… ritengo che la protezione dell’ambiente e la sua preservazione sia un dovere deontologico di tutti i medici, che è previsto dall’articolo 5 del codice deontologico che recita proprio questo: Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini. A tal fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all’utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile. Quindi tutti i medici dovrebbero occuparsi della difesa dell’ambiente.”

Si tratta di una proposizione ineccepibile e a tutti chiara, ma che però non sembra essere condivisa dal Presidente dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità) Walter Ricciardi (che parla di “involuzione antiscientifica”) e una più vasta comunità di colleghi: serve forse una interpretazione ermeneutica?

Dopo la cacciata del “medico-politico” l’Assessore della Regione Venturi, il Dottor Pizza è stato inoltre (!) convocato a Roma, per subire un processo disciplinare dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici) che seguiremo con attenzione.

Nell’esprimere la nostra solidarietà allo stimato Presidente dei Medici dell’Emilia Romagna, auspichiamo fortemente che l’episodio permetta una riflessione nei vari Consigli dei Medici d’Italia, permettendo l’affermazione di prevalenza dell’etica, sulla politica: noi abbiamo ascoltato numerose edizioni di seminari e commissioni tecniche dove molti Medici hanno subordinato ogni valutazione scientifica sull’ambiente  a una premessa positivista, questa volta davvero antiscientifica e illogica: “noi non potremo rinunciare alle infrastrutture”, affermando un incondizionato accordo allo sviluppo di inceneritori, aeroporti, industri siderurgiche, discariche e quant’altro.

E in Toscana, da Pistoia e Prato, passando da Livorno, Grosseto Siena e arrivando a Firenze, va tutto bene?

Non c’è – e non c’è mi stata – alcuna violazione ai principi di indirizzo etico sanciti dal Codice deontologico?

[Alessandro Romiti]

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