metalmeccanici. FATTORI E SARTI (SÌ): «SIAMO CON I LAVORATORI DI PIOMBINO»

Paolo Sarti e Giovanni Fattori
Paolo Sarti e Giovanni Fattori

FIRENZE. Ieri, 4 agosto, a Roma i sindacati dei metalmeccanici hanno incontrato il Governo, il presidente Rossi e l’azienda Anferpi. Davanti al Ministero, in presidio, vi erano i lavoratori di Piombino, arrivati in pullman dalla Toscana per difendere il posto di lavoro ma anche per garantire un futuro alle acciaierie.

“A noi pare che l’incontro al Mise non sia andato bene. Da parte dei lavoratori e delle loro rappresentanze è stato ribadito all’azienda che deve dar corso agli impegni presi: i due forni devono iniziare a funzionare nei termini concordati e per la quantità produttiva prevista dall’accordo che è sottoscritto a suo tempo da tutte le parti, in particolare dal governatore Rossi; la salvaguardia dei livelli occupazionali oggi presenti, senza ricorso alla cassa integrazione; un serio piano di sviluppo industriale che mantenga la produzione di acciaio di qualità a Piombino.”

“Il governo ed il presidente Rossi hanno fatto “i pesci in barile”, confermando attenzione ai piani aziendali e riservandosi di prendere una posizione alla fine di settembre. Noi continuiamo a pensare che L’Anferpi non sia purtroppo credibile, né sul piano industriale né su quello finanziario. Il Governo e la Regione non possono più perdere tempo. Piombino è una questione nazionale: la Regione e Renzi ne prendano atto.”

“Siamo con i lavoratori e siamo perché si sviluppi il massimo di mobilitazione e le azioni necessarie per un’ampia e democratica consultazione dei lavoratori. Dopo questi ultimi risvolti, acquista maggior senso la nostra proposta di un consiglio regionale straordinario da tenersi a settembre a Piombino”.

“Così come è stato per la Piaggio di Pontedera in anni passati, se le trattative tra le parti sociali, le istituzioni nazionali, regionali e locali e l’azienda algerina non daranno esiti positivi, chiediamo una task force della Giunta regionale che segua, giorno per giorno, una vicenda decisiva per l’economia Toscana. E chiediamo che sia valutata seriamente la possibilità dell’acquisizione pubblica di quote azionarie della ex Lucchini con la creazione di un sistema misto d’impresa a garanzia del futuro del polo piombinese e delle politiche industriali nazionali in questo settore strategico”.

[braccaloni – consiglio regione toscana]

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