miac. PROSEGUE LA FASE DI CRESCITA PER CARTARIO E CARTOTECNICO

Cristina Galeotti
Cristina Galeotti

LUCCA-PISTOIA-PRATO. Pubblichiamo l’intervento della vice presidente Cristina Galeotti.

Il Miac rappresenta fin dalla sua prima edizione un evento di primaria importanza per l’aggiornamento tecnologico di tutti quelli che lavorano nel mondo dell’industria cartaria (tissue, carte grafiche, cartone ondulato, carte da imballo, ecc.).

Qui è infatti possibile conoscere ed apprezzare non solo innovazioni per quanto riguarda macchine, impianti, linee produttive, ma anche soluzioni all’avanguardia per gestire al meglio le varie fasi del ciclo produttivo e di trasformazione della carta e del cartone.

Manifestazione questa, che grazie all’impegno dei suoi organizzatori, esprime numeri importanti: nel 2015, ad esempio, sono stati circa 5.000 i visitatori provenienti da più di 50 nazioni diverse. E quest’anno si prospettano numeri altrettanto positivi.

Il Miac si organizza a Lucca, dove il settore cartario, comprendente tissue ed ondulato, rappresenta, come noto, il comparto più importante della nostra provincia, che insieme alla produzione realizzata a Pistoia, conta circa 180 aziende con 8.000 addetti e oltre 4,3 miliardi fatturato (di cui oltre il 20% destinato all’export. Numeri ancora più importanti se consideriamo il comparto meccanico, l’indotto e tutto quello che ruota intorno a questo settore: 20 aziende con oltre 2000 addetti, 700 milioni di fatturato, e 685 milioni di export nel 2015.

Dall’analisi congiunturale del Centro Studi di Confindustria Toscana Nord, presentata proprio di recente, emerge che nel 2016 il settore cartario e cartotecnico delle province di Lucca e Pistoia ha visto proseguire la fase di crescita dei volumi prodotti del 2015. Tuttavia nella parte centrale dell’anno la crescita ha perso slancio. Nel primo semestre 2016 la produzione è cresciuta dell’1,9% sull’analogo periodo del 2015. La componente estera degli ordinativi (+3,3%) ha inciso maggiormente di quella interna, comunque in lieve crescita (+1,6 %). Tuttavia, a settembre la situazione sembrerebbe essere tornata a migliorare.

Leggermente positivo è risultato l’andamento delle vendite all’estero di prodotti cartari e cartotecnici (in prevalenza articoli igienici e sanitari rivolte principalmente ai mercati europei) aumentate, nel primo semestre dell’anno, dello 0,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (510 milioni di euro).

Le aspettative di produzione per il terzo trimestre erano orientate al ribasso. Abbiamo davanti un futuro molto incerto: alla debolezza del nostro mercato interno, si è aggiunto anche un rallentamento della crescita del sistema mondiale.

La XXIII edizione del Miac
La XXIII edizione del Miac

Il settore, comunque, è risuscito a rimanere competitivo e creare valore in un contesto economico sicuramente non facile, e con criticità di settore ancora oggi irrisolte che comportano aggravi di costo, come il costo dell’energia e lo smaltimento di residui di lavorazione (cd. scarto del pulper).

Le nostre aziende della carta sono comunque cresciute facendo leva soprattutto su:

Internazionalizzazione, esportazione produzioni loco. Agganciandosi alla domanda di quei Paesi che negli ultimi anni sono cresciuti;

Tecnologia, che vuol dire efficienza, produttività, ma anche qualità, flessibilità;

Crescita dimensionale. È un comparto che si presenta con un certo grado di concentrazione (ci sono alcune unità superiori a 500 dipendenti). Oggi il piccolo è sicuramente bello, ma non è competitivo. Il contesto impone maggiori dimensioni, questo vale per le nostre industrie, per le banche, per le associazioni, ma non solo.

Sostenibilità, soprattutto nell’utilizzo di risorse naturali limitate (acqua, energia…).

In merito a quest’ultimo punto, infatti, non dimentichiamoci che l’industria cartaria ha da tempo avviato un percorso di crescita rispettoso non solo degli aspetti economici, ma anche ambientali e sociali. Si parla di sviluppo sostenibile come scelta strategica, ricercando e sviluppando tecnologie in grado di sostenere la propria crescita in modo sempre più sostenibile (si pensi ai consumi dell’acqua, alle emissioni, utilizzo di fibre vergini da catene di custodia, al riutilizzo di fibre riciclate…); perché, è nostra convinzione, solo queste aziende saranno in grado di operare in modo competitivo in futuro, in un ambiente con risorse naturali sempre più scarse.

Visitatori al Miac
Visitatori al Miac

Proprio l’utilizzo di fibre riciclate, però, come sappiamo, crea dei problemi e costi in fase di smaltimento e sono molti anni che la nostra Associazione, a fianco delle aziende cartarie che utilizzano carta da riciclare, lavora a progetti di recupero di materia e di energia dal c.d. “scarto del pulper”.

Molti nostri competitor di oltre frontiera, seguendo le indicazioni delle migliori tecnologie individuate dalla Comunità Europea, bruciano questi scarti per produrre energia, senza costi di smaltimento e con abbattimento dei costi energetici.

Stanti le varie difficoltà che si incontrano nel nostro Paese nel perseguire queste strade, non è mai stato possibile portare avanti localmente progetti di valorizzazione energetica, in cui comunque crediamo molto.

Riteniamo che il recupero di energia sia da affiancare al recupero di materia, che, grazie a progetti come ad esempio Eco.Pulp.Plast, si rende possibile solo su una parte degli scarti generando materiale e prodotti in “plastica di seconda vita”.

Il progetto, che non può risolvere in modo completo il problema del conferimento di questo scarto, darà sicuramente un grosso contributo e rappresenta un modello virtuoso di economia circolare e di simbiosi industriale, oltre che un esempio concreto e innovativo di quanto possa essere messo in atto a livello locale quando c’è collaborazione tra diversi soggetti del territorio.

Voglio adesso fare invece alcune brevi riflessioni sul mercato del lavoro visto che siamo alla vigilia del rinnovo del Ccnl di settore.

Se si vogliono cogliere appieno le potenzialità dei nuovi contratti a tempo indeterminato, diventerà inevitabile affrontare il tema del riequilibrio competitivo del lavoro nel nostro Paese: allineare, cioè, da un lato, il carico fiscale e parafiscale a quello dei nostri paesi competitori e dall’altro proseguire nel percorso riformatore avviando una riforma anche della contrattazione, snodo cruciale per il recupero della competitività del lavoro.

Uno dei convegni
Uno dei convegni

In merito ai temi sindacali, senza voler scendere nel dettaglio di specifiche situazioni, da questo punto di vista credo di poter dire che il comparto cartario e cartotecnico rappresenti, in particolare nel territorio di Lucca, una evidenza di come ancora oggi si sviluppano le relazioni sindacali, siano esse dovute a crisi aziendali piuttosto che alla negoziazione di secondo livello o quant’altro.

Ovvero le stesse sono caratterizzate da tempi lunghi, incerti, secondo schemi ormai superati talvolta improntati alla contrapposizione piuttosto che alla collaborazione. E ciò in un contesto, come noto, in rapidissima evoluzione dove le decisioni, nell’interesse di tutti, aziende e lavoratori, devono avere tempi certi e possibilmente rapidi. Il confronto e la negoziazione, che nessuno vuole negare, devono seguire necessariamente modi e tempi diversi rispetto al passato.

Il tempo delle eterne liturgie è trascorso e bisogna avere il coraggio di decidere rapidamente, assumersi responsabilità importanti che prescindano da logiche di parte e soprattutto da posizioni preconcette. Occorre quindi fare uno sforzo di metodo e di merito nell’interesse reciproco delle aziende e dei lavoratori. Le relazioni sindacali dovrebbero contribuire alla competitività aziendale e non essere un momento di ulteriore contrasto o difficoltà.

In questa prospettiva auspichiamo peraltro che si possa svolgere il negoziato per il rinnovo del Ccnl di settore scaduto il 30 giugno 2015 le cui trattative entreranno nel merito proprio nei prossimo giorni. Al riguardo, coese sono le istanze delle aziende del territorio di Lucca affinché, proprio nello spirito di una modernizzazione del sistema di relazioni sindacali, vi sia, nel rinnovo contrattuale, un completo recepimento di quanto previsto dal Testo Unico su Rappresentanza e Rappresentatività del 10 gennaio 2014. Come noto tale Testo si propone come un ordinamento sindacale volto a stabilire i requisiti per l’ammissione alla negoziazione, per l’efficacia della stessa ai vari livelli, aziendale, territoriale e/o nazionale, ma soprattutto a garantire la piena esigibilità di quanto pattuito.

Confindustria Toscana Nord

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