MICHELE BENEFORTI L’AMERICANO

Michele Beneforti
Michele Beneforti

PISTOIA. La data della partenza alla volta degli Stati Uniti non l’ha ancora fissata Michele Beneforti. “Dettagli – ci racconta il chitarrista pistoiese tra un pezzo e un altro –, ma prima dell’estate dovrei volare in America”.

Ieri sera, intanto, per non perdere quel vizio meraviglioso che lo perseguita da qualche anno, suonare con quell’inconfondibile perforante leggerezza, Michele Beneforti era l’attrazione principale del giovedì live di Santomato. Per arrivare negli States e non sentirsi un migrante, seppur privilegiato, è stato qualche mese in Inghilterra, il predestinato: una maggior confidenza con la lingua e una miriade di incontri musicali stratosferici. E appena ritornato a farsi coccolare dai genitori, dalla sorellina, dagli amici, tre suoi colleghi gli hanno offerto l’ennesima opportunità: incantare il pubblico. Pee Wee durante all’Hammond, Guido Bergamaschi alla batteria e un ragazzone creolo, giovanissimo, alla chitarra elettrica ma soprattutto al microfono, Ibrahim N’daye, di Civitanova Marche, ma papà senegalese.

Michele Beneforti, Guido Bergamaschi, Ibrahim N'daye e Pee Wee Durante
Michele Beneforti, Guido Bergamaschi, Ibrahim N’daye e Pee Wee Durante

L’atmosfera, già particolarmente gaudente con i tempi ferrei di Guido Bergamaschi, la pura follia innovativa di Pee Wee Durante e la straordinaria padronanza acustica di Michele Beneforti, si è fatta inverosimilmente retrò quando sul palco è salito Ibrahim N’daye: un diciannovenne con un’estensione vocale, un diaframma e un’incredibile disinvoltura sonora di un cinquantenne ha dato alla serata il sapore degli anni 70, resi un po’ meno datati dalle note hip pop del giovane marchigiano, che a più d’uno degli spettatori ha richiamato alla mente il sound, melodicissimo, degli Earth Wind &Fire, un fraseggio da si bemolle e bassi semplicemente imbarazzante.

“Facciamo qualche serata insieme – continua a raccontarci Michele Beneforti, che oltre al solito stuolo di appassionati, ieri sera, a sentirlo, esclusi gli immancabili papà e sorella, c’erano anche la mamma, una nonna e qualche parente acquistato –. Mi sto divertendo troppo: mi stanno succedendo delle cose meravigliose, come se la musica mi chiamasse a lei, sempre, tutto il giorno, tutti i giorni”.

È vero, non è solo una sua impressione.

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