MICHELE PLACIDO: «TOSCANA CHE ASPETTI? FA’ CINEMA!»

Michele Placido
Michele Placido

PISTOIA. Una sede del Centro nazionale di cinematografia anche in Toscana ed una Film Commission a Lucca. A proporla un addetto ai lavori della settima arte, l’attore e regista pluripremiato Michele Palcido, ritenendo la regione contraddistinta da una vivacità culturale unica in Italia. Nella città murata vive da quarant’anni il fratello dell’artista, Vincenzo, insegnante in pensione e già esponente politico ed amministratore locale. Non solo ragioni affettive nella proposta, che comunque gli hanno consentito di conoscere più approfonditamente il territorio.

Placido è attratto infatti dalla vivacità culturale ed artistica della Toscana in generale, «che – dice – la fa essere anni luce avanti rispetto alla gran parte delle realtà italiane, non solo del Sud, ma anche del nord». Ne ha parlato durante un incontro, alla presenza di altri attori e registi, oltre che di esperti di cinema e teatro, promosso a Lucca dalla fondazione Banca del Monte e dal teatro del Giglio, dove in tal periodo si esibiva sul palco in “Zio Vanja” di Cechov, al fianco di Sergio Rubini per la regia di Marco Bellocchio.

Nell’occasione, Placido si è detto favorevolmente colpito dalla presenza di giovani in sala durante lo spettacolo: «Un segnale importante perché chi si approccia al teatro oggi, non potrà che avere vantaggi domani. Il teatro, come il cinema, è arte, è cultura e non può che fare del bene ai giovani. Ai quali non possiamo pensare di lasciare un conto in banca per sentirci in pace. I soldi passano, la cultura e l’arte restano». L’attore e regista è anche produttore teatrale e cinematografico, assieme alla moglie Federica Vincenti, con la società Goldenart che produce anche “Zio Vanja” da due anni in vari teatri d’Italia.

«Siamo partiti senza finanziamenti – dichiara – e grazie alla qualità degli spettacoli ce la facciamo. Con poco si può fare molto, quello che conta è l’onestà intellettuale». Propone quindi spazi permanenti per il cinema, come appunto una Film Commission ed un centro sperimentale di cinematografia che ad oggi ha sede a Roma, Torino, Milano, Palermo e L’Aquila. «Perché – si chiede – il centro non deve avere una sede anche in Toscana? A Lucca una Film Commission farebbe soldi a palate: è un’isola felice, dove l’arte si può esprimere, dove ci sono le energie, c’è una storia straordinaria, una varietà paesaggistica senza pari considerando anche il resto della Toscana. Molto di più del Piemonte, che viene portato ad esempio per il Torino Film Commission e le numerose iniziative cinematografiche» aggiunge, non ritenendo importante la posizione delocalizzata.

«In Francia – afferma al riguardo – non c’è solo Parigi. Esiste un’articolazione così diffusa che i teatri sono in numerose piccole realtà e tantissimi film vengono girati in centri d’arte minori. In Italia si fa molto poco». Con il Paese d’oltralpe Placido ha un rapporto privilegiato, è francese la Nolita cinema, casa di produzione del suo ultimo film come regista “Il cecchino”, poliziesco con Mathieu Kassovitz e Daniel Auteuil, girato a Parigi. La Nolita produrrà anche la sua prossima pellicola sempre dietro la macchina da presa, “La scelta”, assieme alla Goldenart: storia forte e romantica allo stesso tempo, tratta dall’opera “L’innesto” di Luigi Pirandello, ambientata però al nord e nei nostri giorni, con protagonista una donna rimasta incinta dopo una violenza sessuale.

Per adesso segreto sul cast d’attori principali, per il ruolo della protagonista si parla di Charlotte Gainsbourg o di Berenice Bejo attrice in “The artist”.

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