MIGRANTE RICOVERATO AL SAN JACOPO DA QUASI UN ANNO?

L’ospedale San Jacopo, 10 & lode
L’ospedale San Jacopo

PISTOIA. Alessandro Tomasi scrive:

Salve. Vi invio, con preghiera di pubblicazione, un’interrogazione urgente presentata insieme alla consigliera Carla Breschi.

A entrambi è stato segnalato che un cittadino extracomunitario è ricoverato da più di un anno all’ospedale nel reparto malattie infettive.

Sembra che la sua situazione clinica non richieda da tempo di continuare il ricovero, ma soltanto l’inserimento in un percorso sociale assistito in quanto non completamente autosufficiente.

Un ricovero costa in media 400-500 euro al giorno e se risultasse vero quanto segnalato sarebbe un dispendio enorme di denaro pubblico senza nemmeno riuscire ad aiutare correttamente questa persona.

Tutto questo risulta vero? Qual è l’ente che deve farsi carico di una situazione del genere?

AL SINDACO

ALL’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI

INTERROGAZIONE URGENTE

Premesso che: 

ci è stato segnalato che un cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno sarebbe ricoverato nell’ospedale san Jacopo dal febbraio 2014 (quasi un anno di degenza) nel reparto malattie infettive.

La sua situazione clinica attuale non richiederebbe ricovero ospedaliero, ma soltanto l’inserimento in un percorso sociale assistito in quanto non completamente autosufficiente.

Considerato che:

un ricovero ospedaliero costa mediamente alla comunità circa 400-500 € al giorno.

Il nostro ospedale è basato sull’intensità di cure e dovrebbe trattare solo pazienti acuti.

Sembra siano stati fatti vari tentativi da parte della struttura ospedaliera e della società della salute per trovare una soluzione adeguata, ad oggi risultati infruttuosi.

Interroga la s.v. per conoscere

se la vicenda rappresentataci corrisponda al vero

se l’amministrazione ne fosse già a conoscenza e avesse intrapreso iniziative in merito

qual è l’autorità competente per trattare casi simili

Cons. Carla Breschi Pd, Cons. Alessandro Tomasi “Pistoia Domani”

 

E INTANTO L’ASL È INTERVENUTA

 

PISTOIA. A seguito richiesta spiegazioni pervenuta su ricovero paziente extracomunitario all’Ospedale San Jacopo, si precisa quanto segue:

Da diversi mesi un paziente extracomunitario e non in possesso del permesso di soggiorno è ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale San Jacopo di Pistoia, a seguito di ricovero d’urgenza disposto dal pronto soccorso; egli, dopo aver ricevuto le cure urgenti necessarie sarebbe da alcuni mesi dimissibile, ma non è stato finora possibile in quanto trattasi di persona, attualmente non autosufficiente, sola e senza domicilio.  

Il caso è stato più volte segnalato alle autorità competenti per l’individuazione di una struttura di accoglienza adeguata; ad oggi senza esito positivo.

Relativamente ai costi sostenuti per il ricovero, come da normativa questi sono a carico del Ministero degli Interni.

[ponticelli – asl 3]

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One thought on “MIGRANTE RICOVERATO AL SAN JACOPO DA QUASI UN ANNO?

  1. Il consigliere Alessandro Tomasi aggiunge:
    La vicenda del cittadino extracomunitario che ho denunciato ha dell’incredibile. Dopo la conferma del fatto e le risposte della ASL voglio fare alcune considerazioni.
    1.E’stato giusto curarlo, ma tenerlo un anno ricoverato ci è costato, per ora, oltre 120.000 euro!!! (circa 400 euro al giorno costa una degenza). Questo è uno spreco di risorse pubbliche incredibile alla luce anche dei recenti tagli alla sanità. Ricordo a chi se ne fosse dimenticato che i soldi del Ministero vengono anche quelli dai cittadini.
    2. Siamo alla resa dei conti! Non possiamo accogliere tutti! Poi devi vedere anche queste cose paradossali.Se non lo volevano rimandare al suo paese con meno risorse avremmo potuto affittare un appartamento e un infermiera privata!. Con molto meno lo avremmo affidato ad un altra struttura! Potrei continuare all’infinito….ma il buonsenso?
    3. Se non tiravamo fuori la cosa quanto andava avanti? (ammesso che ora si abbia la decenza di risolverla)
    4. Il nostro è un’ospedale basato sull’intensità di cura dove ti dimettono quasi subito e ti affidano alle cure del territorio, che spesso sono carenti.

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