migranti a scuola. CHI SOCCORRERÀ I SOCCORRITORI?

La Misericordia di Pistoia svolge corsi di formazione per i volontari che fanno assistenza sanitaria, ma con alcuni problemi di “comprensione linguistica”
Migranti ai corsi per il defibrillatore. 1
Migranti ai corsi per il defibrillatore. 1

PISTOIA. La diffusione dei dispositivi salvavita Dae (Defibrillatore automatico esterno) è una cosa che porterà nel tempo a sorprendenti risultati, per le persone che verranno salavate da un attacco cardiaco.

Le organizzazioni di soccorso privato che confluisco con delle apposite convenzioni nel pubblico, hanno per questo previsto dei corsi di formazione del personale applicato negli equipaggi di soccorso con le ambulanze.

A questi corsi possono, giustamente, partecipare tutti.

Ai corsi per il defibrillatore
Ai corsi per il defibrillatore

Uno degli ultimi corsi dedicato all’uso corretto del Dae – tenuto alla Misericordia di Pistoia – ha visto la partecipazione di circa cento volontari tra i quali erano presenti almeno trentacinque profughi “migranti” con una prevalenza di nigeriani (non sottoposti alla procedura dello Sprar).

Chi ci ha dato queste immagini, ci ha riferito che molti di questi soggetti – evidentemente extracomunitari e profughi migranti di tipo commerciale – non capivano affatto la terminologia tecnica applicata (compressione toracica, ritmo cardiaco, pressione arteriosa, pulsazioni, sudorazione, labbra violacee, etc.) e alcuni chiedevano di poter parlare francese ma comunque, non potevano certo essere utilizzati con il giusto profitto alla esigenze di formazione “pratica” accompagnata preliminarmente da quella essenziale più “teorica”.

Migranti ai corsi per il defibrillatore. 2
Migranti ai corsi per il defibrillatore. 2

Bene, non possiamo che essere compiaciuti che i dispositivi Dae siano sempre più diffusi e che, la categoria dei volontari capaci di usarli sia sempre più vasta, ma viene da chiedersi se la categoria di “migranti” (e quindi per definizione non stabilizzati e dunque precari) ha requisiti di base sufficienti e la competenza – non ultima quella linguistica – per capire e gestire in modo adeguato la congiuntura di un possibile evento di emergenza dato da un attacco cardiaco.

Inoltre è da chiedersi – e speriamo che il Segretario dell’Arciconfraternita Roberto Fratoni voglia rispondere – se questi corsi sono erogati dalle Misericordia in modo gratuito o, diversamente, sono pagati dalla Regione Toscana o dalla Usl Centro.

In caso affermativo è possibile sapere quanto?

[Alessandro Romiti]

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