MILLE E NON PIÙ MIGLIA

Mille Miglia 2015. Auto in gara
Mille Miglia 2015. Auto in gara

CUTIGLIANO-MONTAGNA. Dopo le due ruote, con il giro d’Italia, la Montagna Pistoiese è stata attraversata, ieri 16 maggio, dalle quattro ruote, quelle delle leggendarie auto della rievocazione storica della Mille Miglia. Popiglio, La Lima, Cutigliano, Piano Sinatico, Le Regine, Fontana Vaccaia e infine il Passo dell’Abetone e poi giù nel modenese in direzione Parma, traguardo della terza tappa.

Una passerella per auto favolose in un amarcord nostalgico di una corsa eroica, i cui unici punti di contatto con il passato, sono rappresentati dalle auto e inverosimilmente, dal percorso aperto, come ai tempi della leggendaria Mille Miglia, alla circolazione stradale, con unica differenza: negli anni trenta si correva tra macchine che giungevano in senso contrario, passaggi a livello non custoditi o greggi di pecore dietro le curve e con strade in terra battuta e sassi.

Mille Miglia 2015. Sullo sfondo Cutigliano
Mille Miglia 2015. Sullo sfondo Cutigliano

La Montagna Pistoiese è stata attraversata dalla leggendaria Mille Miglia, nelle ultime due edizioni disputatesi nel 1959 e nel 1961, nel 1960 la corsa non si tenne.

Dopo il terribile incidente, del 1957, occorso al giovane spagnolo De Portago nei pressi di Guidizzolo in provincia di Mantova, che costò la vita al pilota, al suo secondo e a dieci sfortunati spettatori, la gara giunse al suo capolinea e per continuare a disputarsi dovette mutare formula e si trasformò in una competizione mista di velocità e regolarità, antesignana degli attuali Rally.

Dopo il ’57 la corsa perse il suo fascino e non fu più la Mille Miglia degli albori, di sola e pura velocità, in cui i piloti si affrontavano sul filo dei 200 e oltre orari sulle strade di tutti i giorni tra Brescia e Roma.

Mille Miglia 2015. Auto in panne
Mille Miglia 2015. Auto in panne

Una corsa d’altri tempi di mille e seicento chilometri, nata nel 1927, in pieno ventennio fascista, quando nella penisola regnavano italianità e autarchia e quando parole e termini stranieri erano messi al bando.

Un nome azzeccato con il termine mille, già di per sé evocativo, accoppiato e moltiplicato all’infinito con miglia, che ha fatto la fortuna della corsa e la storia dell’automobile.

Il nome agli ideatori bresciani Franco Mazzotti, Renzo Castagneto e Aymo Maggi piacque subito e furono concordi nel voler battezzare la corsa, la loro creatura, proprio con quel nome. Ma il regime come avrebbe reagito per quel miglia unità di misura esterofila? L’imbarazzo durò poco e venne osservato che i Romani misuravano le distanze proprio in miglia, pari a mille passi.

Mille Miglia 2015. Auto in gara
Mille Miglia 2015. Auto in gara

Una competizione, diversamente da quella di oggi, affrontata dai piloti in apnea, in un giorno e una notte, senza soste e senza riposo: Brescia-Roma e ritorno per mille e seicento chilometri.

L’equipaggio poteva contare, per arrivare al traguardo solo sulle proprie forze e capacità, affrontando qualsiasi evenienza e imprevisto meccanico.

1921. Circuito di Brescia. Le Mille Miglia in una locandina d’epoca
1921. Circuito di Brescia. Le Mille Miglia in una locandina d’epoca

Oggi la sfilata di auto dura ben quattro giorni e se succede che un’auto si fermi perché il motore s’ingolfa, le auto scopa si fermano e chiamano i furgoni d’assistenza, che però non arrivano perché l’equipaggio nonostante road map, navigatori e satellitari, non riesce a capire se si sono fermati prima o dopo Popiglio o se forse sono dopo la Lima o a Cutigliano.

Ben altri piloti quelli che hanno fatto la leggenda della corse: Tazio Nuvolari, Achille Varzi, Giuseppe Campari, Rudolph Caracciola, capaci di sorpassarsi al buio a fari spenti o guidare con una chiave inglese al posto del volante. Altri tempi in cui era l’uomo a fare la differenza e non la tecnologia, ma in fondo questa è solo una rievocazione delle beau geste.

_________________

Notizie e riferimenti sono stati tratti da: Alberto Redaelli, Le Leggendarie Mille Miglia, Mondadori, Milano, 1989.

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento