minchia signor tenente! E POI CLAUDIO CURRELI, PATRIZIA MARTUCCI, GIUSEPPE GRIECO, CON L’AIUTO ANCHE DI CHI LAVORA PER LA “GENTE COMUNE”, HANNO IL CORAGGIO DI DIRE CHE IO SONO UN DELINQUENTE ABITUALE?

Ecco la cronaca di una mattinata in cui ne sono successe di tutti i colori. Come vedere un felliniano Amarcord senza capo né coda. E non importa neppure sapere il latino per capire cosa ha combinato il Comune di Marco Mazzanti in quel di via di Lecceto, regno intangibile del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, Ctu del tribunale caro a certi padroni del palazzo di[n] giustizia, e dei signori Sergio Luciano Giuseppe Meoni, Margherita Ferri e Mara Alberti


Comune di Quarrata e Garante della Privacy,

la vogliamo fare finita con queste nefandezze?


A PISTOIA LA GIUSTIZIA È IN CORTO CIRCUITO

E LA POLITICA TIRA A CAMPARE ANNASPANDO


Osservate le foto, guardate i filmati, fatevi un’idea – basta anche pallida – del casino che l’amministrazione della sinistra quarratina ha consentito a questi bravi cittadini sopracitati.

Verso le 11 di stamattina, 12 maggio 2022, sono dovuto salire in via di Lecceto ai civici 10-12-16 per controllare i lavori di pulitura del terreno dell’abitazione dove è stato installato un deposito per GPL da riscaldamento: lavori imposti dai vigili del fuoco per il rilascio del permesso all’impianto stesso. Ho lasciato l’auto in via di Lecceto, a fianco del civico 1 (la famosa basilica del ragionier Perrozzi) e sono sceso verso il terreno da esaminare.ù

Ho una ruota schiantata e fermo l’auto accanto a casa Perrozzi: non esiste alcun altro posto per sostare in via di Lecceto

Ecco come si presenta la mia auto (a destra) e quella dei padroni di tutto il mondo (a destra) con diritto di fare ciò che vogliono

La strada da percorrere è meno di 40 metri. Quanto ci avrò messo a scendere, facendo, col telefonino, un istruttivo filmato da destinare all’incredula procura di Pistoia e al garante della privacy di Roma? Fate voi. Lo potete cronometrare anche dal filmato stesso da dopo l’immagine ridicola della lapide «strada privata» sistemata a terra.

Il garante, pur chiamato a intervenire per «disinfestare» quel tratto da diverse telecamere puntate direttamente sulla via di uso e percorrenza pubblici in quanto strada vicinale e interpoderale al tempo stesso, non mi pare che sia assolutamente intervenuto: infatti non solo non sono sparite le telecamere che c’erano, tutte illegali, ma addirittura Sergio Luciano Giuseppe Meoni, signor marito della signora Margherita Ferri e patrigno della manager (così si è sempre definita lei) Mara Alberti, un’altra ne ha piazzata – quasi invisibile – a un lampioncino sulla destra della discesa.

Giunto quasi al luogo della ricognizione, dal piazzale antistante la basilica del Perrozzi è iniziato lo starnazzo della signora Margerita, impaziente di rientrare a casa – perché forse le scappava la cacca e l’ampolla era piena e… incontenibile.

Una persona che era con me ha risposto: «Tre minuti di pazienza, poi spostiamo l’auto». Sembra – io non ho sentito – che Sergio Luciano Giuseppe Meoni abbia risposto «va bene». Ma la friggitoria della signora Margerita era ormai al massino. Così i due sposini (Sergio & Margherita) hanno piantato la loro Jeep bianca in mezzo a via di Lecceto in attesa che io tornassi laddove il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi ottenne (senza averne titolo e diritto) l’autorizzazione a chiudere le due piazzole di sosta da tempo immemorabile destinate alle necessità oggettive di via di Lecceto.

La signora Margherita Ferri strilla e inveisce perché le starei impedendo il passaggio

Ma diciamoci la verità: vi pare che la mia auto stesse ostruendo il passaggio a madame?

Per chiarezza: chiuse le piazzole, iniziato il casino dei casini. Solo la procura non capisce niente. Minchia, signor tenente! Anche perché nessuno si è preso la briga né di leggere gli atti malcuciti del sostituto Curreli, né di salire per un sopralluogo. In pratica: i residenti e tutti i loro amici e parenti, non hanno diritto di recarsi sul luogo e godere dei loro beni perché… il Curreli dice che io sono uno stalker e non solo, ma non ha letto una riga né delle leggi né dei regolamenti comunali né dei falsi stampati in proposito dai dipendenti infedeli del Comune di Quarrata. Al Curreli preme chiedere 4 anni di carcere per me, così non rompo le scatole a un suo probabile conoscente o amico. Del resto il sostituto che favorisce i calndestini con Terra Aperta non ha mai voluto dirci che non conosce Romolo: dunque cosa posso pensare di meglio che… sono in qualche maniera non sono ignoti l’uno all’altro?

Risalito al santuario della Madonna di Pescina, mi sono trovato dinanzi una Jeep in mezzo alla strada; veicolo che mi impediva di poter partire per andarmene dove volevo. Ho spostato la mia auto (con una ruota schiantata, la sinistra anteriore) per dare luogo agli sposini, ma i due non l’hanno voluta capire. E sono rimasti piantati lì impedendo la libertà mia personale.

In un turbinio di ormoni, la Margherita a un certo punto, adirata e fiammeggiante contro di me che la coglionavo in quanto provocato dai suoi starnazzi verbali, mi ha detto che, se anche non era bella, in vita sua “aveva molto incontrato” – e io non posso dubitarne se, a colpo d’occhio, guardo il suo adorato coniuge Sergio. Tutto questo su strada pubblica, en plein air e quindi – parlo per il dottor Grieco che non sa ben distinguere fra pubblicistica e diritto privato – riferibile liberamente nelle Cronache di Narnia.

Cafone che non sono altro! Bastava che mi tirassi indietro e lei e il consorte non avrebbero subìto affronti da lavare con il sangue…

Allora io mi sposto e li invito a passare: ma stamattina loro due si erano alzati con la voglia di litigare e hanno telefonato ai carabinieri, che hanno chiamato i vigili

Liberamente anche perché se Salvini (che io non voto e non voterei per niente al mondo) sequestra i neri tenendoli su una nave senza farli scendere; e se diventa un caso giudiziario pubblico per sequestro di persona, è ovvio anche che, del pari, se due arzilli sposini con la voglia di litigare a priori, si possono permettere di non spostare la loro auto su suolo di uso pubblico perché hanno chiamato i carabinieri di Maricchiolo e mi impediscono di andarmene liberamente dove mi pare, come minimo ricorrono – salvo se altre – alcune ipotesi (ho detto ipotesi, Accademici della Crusca) di reato:

  1. Violenza privata (art. 610 c.p.) – ma al sostituto Grieco questo non interessa affatto. Per lui si può segare anche il tubo di un acquedotto e interrompere un pubblico servizio: è tutta roba da vicini che litigano;
  2. Esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 c.p.);
  3. Sequestro di persona (art. 605 c.p.);
  4. Stalking (art. 612-bis c.p.) perché si fa di tutto per vietare a una persona di proseguire, senza intralcio o altro, il proprio stile di vita,

Il resto lo lascio agli ermeneuti e agli astronauti.

 

Se queste sono beghe private tra vicini…

Sto dicendo che tu non puoi piazzare un’auto in mezzo alla strada e impedire a chi vuole transitare d’andarsene perché «s’è già chiamato i carabinieri e tu stai lì finché non arrivano».
Oddio, in Italia da Mani Pulite in poi succede di tutto e si vede ogni giorno con le storie che vengono fuori a séguito del sistema-Palamara…

Trattenuto a forza (capito, procura di Pistoia? Ho detto a forza) ho chiamato anch’io i carabinieri di Maricchiolo. Mi è stato risposto che la pattuglia non c’era, che dovevo chiamare il 112 o i vigili urbani. Insomma: due persone si permettono di bloccarmi, sequestrarmi, perché in buona sostanza, di questo si tratta, e questi CC nicchiano e non sanno che pesci prendere.
Persa la pazienza – posso perderla o non ne ho più il diritto? – richiamo i CC del Maricchiolo e mi rispondono che sta arrivando una pattuglia di vigili urbani perché l’hanno allertata loro. Meno male!

Arrivano in tre – e perché non con qualche uomo del Battaglione di Azov? – come se fossi stato armato, e chiedono all’amoroso sposo della Margherita di spostare l’auto dal centro della strada per lasciarmi passare.

Mazzanti e Romiti, a mio parere più che del bene a Quarrata avete fatto del concio, come si dice a Lucciano patria del sangue patrio del sindaco eterno

Procura della repubblica, tutto questo è una bega tra vicini o un sistema consociato di quattro individui (compreso il Perrozzi) che fanno di tutto – usando perfino strumentalmente la legge – per fare stalking? E questo casino dura dal 1995.

Domanda finale: chi è – come scrive Curreli – l’autore di «disegni criminosi», chi viene fermato così o chi ferma la gente in questo modo? Chi è lo stalker, chi subisce tutto questo o chi lo impone ad altri? Chi è che fa violenza privata, chi impedisce alla gente di muoversi liberamente, o chi subisce “arresti” di chiaro disegno demenziale?

Ora: un cittadino – e per giunta in grado di ragionare – può permettersi il lusso di credere alle balle delle «autorità costituite» così care alla narrazione della Gip Patrizia Martucci? Una domanda che è buona anche per i non-giornalisti e i non-politici di Pistoia o Sarcofago City.

E sapete dove si sono fermati a parcheggio i tre vigili? Dentro la piazzola riservata a sua altezza reale il principe di Pescina. Voglio proprio vedere se ora Romolo farà scrivere anche ai vigili di Quarrata, dalla sua canizzica agguerritissima avvocata Diletta Lastraioli, che mi ha querelato per una semplice mia risposta à prise de cul!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Per dire che il Montalbano non è area di rispetto ambientale se so’ arrubbati puro er cartello. Che faìne!

 

Si tenga presente che questo giro di bravi cittadini è stato recentemente stoppato dall’ufficio edilizia per una serie di abusi che intendeva sanare e che non sono sanabili. E, vedi caso, questi signori sono tutti consociati con un unico avvocato, Roberto Ercolani di Firenze. Mica si potrebbe parlare anche di ipotesi (sottolineo: ipotesi) di associazione per delinquere ex art. 416 c.p.

Né si dimentichi che il trio sposini-figlia manager ha contratti d’acquisto i quali, pur validati dalla presentazione della istanza di condono mai perfezionata, seppur avallata sempre dal benefico Comune di Quarrata, non ha titolo idoneo di proprietà.

Tutto questo sembra poco agli augusti ermeneuti della procura di Pistoia…


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