MIRKO MONACO, PRIMA UDIENZA PER IL PIRATA DELLA STRADA

Mirko Monaco [da Facebook]
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PISTOIA. Prima udienza davanti al giudice Jacqueline Magi del Tribunale di Pistoia questa mattina, 16 febbraio, per Mirko Monaco, il trentenne quarratino che l’11 maggio scorso ha travolto e abbandonato, lungo via Fiorentina, Graziella Palmisano, 44enne di Valenzatico. Il magazziniere aveva chiesto il rito abbreviato.

La donna, difesa dall’avvocato Christian Vannucchi del Foro di Prato, si è costituita parte civile per chiedere il risarcimento del danno morale in seguito alla mancata fermata di Monaco e conseguente omissione di soccorso. Il legale della controparte, invece, Alberto Russo del Foro di Pistoia, ha chiesto questa mattina al giudice la costituzione del responsabile civile, cioè l’assicurazione, per la cui richiesta la dottoressa Jacqueline Magi si pronuncerà il prossimo 26 aprile.

Graziella, madre di due figli rispettivamente di 16 e 21 anni, è stata investita intorno alle 22.30 di quella tragica sera mentre stava camminando a lato di via Fiorentina. Era appena uscita dall’azienda alimentare Nove Alpi, dove lavorava come operaia da pochi mesi, e stava percorrendo via Fiorentina per andare al parcheggio.

Nell’impatto, violento, con l’auto, è stata sbalzata al di là del guard rail. È riuscita a tornare sulla strada ed è stata soccorsa da alcuni passanti, che hanno chiamato il 118, per poi cadere a terra in coma. Il pirata della strada, invece, non si era fermato. Sul posto, allertate dal 118, erano giunte dopo pochi minuti l’automedica e un’ambulanza, che hanno prestato le prime cure a Graziella Palmisano. Le condizioni della donna erano subito apparse gravi e era stata intubata e trasportata in codice rosso all’ospedale di Careggi.

L’arresto di Monaco per omissione di soccorso era avvenuto invece il 13 maggio, due giorni dopo l’incidente, ma il giudice l’aveva rimesso in libertà nella tarda mattinata dello stesso giorno, in attesa del processo di oggi. Il giudice aveva ritenuto ingiustificata la misura cautelare degli arresti domiciliari chiesta dal pm per il rischio di reiterazione del reato, visto che al giovane era stata ritirata la patente.

“Noi abbiamo espresso il diniego alla richiesta di costituzione del responsabile civile avanzata dalla controparte, dato che si tratta di di un’omissione di soccorso – il commento dell’avvocato Vannucchi – vedremo cosa deciderà il giudice. Le lesioni gravi sulla mia assistita invece riguardano un altro procedimento, attualmente in fase di indagine. Ovviamente, nel caso in cui non ci sarà alcun risarcimento del danno morale in questo procedimento, saremo noi stessi, a quel punto, a chiedere la chiamata in causa dell’assicurazione”.

[Alessandra Tuci]

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