«MISERABILE QUESTO PD!»

Rosy Bindi
Rosy Bindi

PISTOIA. Se per caso ce ne fosse stato bisogno, credo che ieri si sia toccato il fondo, con il miserabile linciaggio che gran parte del Pd ha riservato a Rosy Bindi, Presidente della Commissione Antimafia, in seguito alla pubblicazione di una peraltro attesissima “Lista degli impresentabili”; in particolare perché nella lista c’è il nome di Vincenzo De Luca, un figuro che anche i sassi, ormai sapevano che era ed è “impresentabile”, e che, quindi, non andava messo in lista, punto e basta.

Meschine e ignobili sono state, prima di tutto, le accuse di quel presuntuosetto e strafottente di Firenze che non so a quale titolo ci governa, e poi quelle di tutti gli altri cortigiani.

Si è parlato addirittura di “Processi di piazza”, a carico del “povero” De Luca e degli altri; di “attentato alla Costituzione”, di “uso dell’Antimafia per regolare conti interni”, e via discorrendo. Senza rendersi minimamente conto di quanto questo linguaggio assomigli paurosamente a quello che il delinquente di Arcore e i suoi servi usano tutte le volte che si apre contro tale individuo un nuovo procedimento giudiziario.

Quante volte infatti abbiamo sentito gridare a vanvera frasi come: “Magistratura rossa”; “Giustizia a orologeria”, “Uso politico della Giustizia”, “Giustizialismo”, ecc.; il tutto senza che un cane abbia mai avuto il coraggio e l’onestà di analizzare davvero il merito delle accuse di volta in volta formulate contro quell’individuo.

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

Ditemi voi, allora, stando così le cose, dove sta la differenza, almeno in questo caso, tra i due schieramenti.

E allora puntualizzo: molto probabilmente la Bindi ha agito per vendetta politica perché neppure lei è uno stinco di santo; certamente i nomi sono venuti fuori in un momento inopportuno, e tutto quanto vogliamo; ma a me, come cittadino, di fare tanta dietrologia, non mi importa assolutamente niente e vado dritto dritto alla sostanza dei fatti, dai quali emerge che De Luca e gli altri devono levarsi dai piedi, punto e basta; e anzi, già da tempo avrebbero dovuto togliere il disturbo.

Questo inqualificabile episodio mi fa capire inoltre benissimo, meglio di ogni altra cosa, come mai, in Italia, da tempo immemorabile, si parla di lotta alla criminalità organizzata e questa è invece sempre più forte e si è diffusa ormai da anni, nella connivenza di tutti, anche in luoghi prima impensati e impensabili (Emilia, Lombardia, ecc.).

Qui c’è evidentemente gente che di antimafia ama parlare nei salotti: poi, però, appena si cerca anche solo di torcere un capello a gente, che di mafia e camorra puzza lontano un miglio, ma è capace di portare pacchetti di voti a questo o quel partito, il minimo che si può aspettare chi mostra di impegnarsi appena in pochino, è un vergognoso linciaggio, anche proveniente, come in questo caso, dalla propria parte politica.

Fuori tutti! Comando io!
«Fuori tutti! Comando io!»

Ma la cosa più beffarda di questa vicenda, quella che più mi ha indignato, è stata, ieri sera, nel corso del telegiornale, vedere e sentire i servi del pregiudicato delinquente di Arcore, i quali, uno più dell’altro, da ipocriti sepolcri imbiancati, si atteggiavano a tutori della moralità, del garantismo, della legalità, e chi più ne ha, più ne metta.

Come se, nel frattempo, non ci fosse stato, taciuto dai più, l’arresto in Brasile, dopo trent’anni di latitanza, del camorrista Pasquale Scotti, protetto tra l’altro da Luigi Cesaro, già presidente della Provincia di Napoli, dirigente Pdl e collegato a sua volta con il clan di Raffaele Cutolo; tutte cose che avrebbero dovuto consigliare ai servi di cui sopra un prudentissimo silenzio.

Ed allora, per concludere, aggiungo che mi dispiace un po’ che dal Pd siano uscite, a livello nazionale e locale, persone sicuramente ancora pulite e non compromesse; avrebbero forse fatto meglio a rimanere, per cercare di dare davvero una bella scossa dall’interno a questo partito che, indipendentemente dai consensi che riscuoterà domani, sta prendendo, per certi aspetti, sempre più una brutta strada.

[*] – Ospite, tessera Pd n. 9722 (che indico per far capire a chi non lo sapesse che il mio attacco viene dall’interno).

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2 thoughts on “«MISERABILE QUESTO PD!»

  1. Buon giorno Piero, questo paese è una maionese impazzita. se guardiamo in modo obbiettivo e razionale a quanto stà accadendo non si può concludere altro che ormai siamo alla guarra per bande, alla mafia politica ne cure dello Stato. E perchè siamo a questo punto? Siamo a questo punto perchè invece che applicare una legge, stranamente semplice, chiara, precisa, non interpretabile, come la Severino, ancora una volta, come sempre interpretiamo, diamo opinioni. O meglio danno. Da un lato c’è questa legge che dice in modo chiaro e inequivocabile chi si può candidare e chi no e, da questo punto di vista DeLuca non può. Dall’altro abbiamo un apparato politico, che se ne infischia e fa strani discorsi sul fatto che fino a che non si viene eletti la Severino non scatta (e quindi, accettano il fatto di consegnare poi una regione ad un supplente o un commissario…..). In aggiunta un Antimafia, che crea ancora più confusione dando un “parere”….un parere?…le cose sono o non sono, di pareri l’Italia stà morendo…e quando lo da il parere? Non 2 mesi fa, alla presentazione delle liste….troppo semplice…la rende nota 2 giorni prima del voto. Complimenti.
    Detto questo, è ora che la gente maturi….anche i muri sanno tutto di questa vicenda, quindi che facciamo? Facciamo il solito popolo bambino che vota quello che gli dice il babbo (o la Nazione…o il Corriere….o La Repubblica del vitaliziato d’oro Scalfari….) oppure iniziamo a fare come nel resto d’Europa premiando i capaci e i non compromessi (onesti è una parola che ho smesso di usare…Blatter…svizzero….insegna…) e punendo gli incapaci e chi ci prende per il naso inserendo in lista condannati e rinviati a giudizio? Se stasera il PD non sarà punito come merita, se Forza Italia supererà il 10% non potremo fare altro che prendercela con noi stessi.
    Alla prossima!
    Massimo Scalas

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