MISERIA, POVERTÀ E ACCATTONI DI PROFESSIONE

All’accatto in via Panchiatichi
All’accatto in via Panchiatichi

PISTOIA. La società moderna appare decisamente impreparata di fronte al problema crescente e dilagante della mendicità. L’illusione che lo stato sociale potesse pensare a tutto forse ci ha fatto ignorare che una discreta percentuale di soggetti non possono o non vogliono essere socializzati ma che invece abbiano compreso come sia un ottimo affare abbinare i benefici dello stato sociale con quelli derivanti da una vita asociale.

L’esempio più tipico è quello degli zingari, più correttamente definiti rom, i quali ben volentieri ricevono sussidi, alloggi sociali, scuole, assistenze varie senza però rinunciare ai guadagni illeciti e senza nulla dare in cambio a chi li ospita.

Rispettare la loro “cultura” non vuol dire necessariamente doverne subire passivamente gli eccessi. È una mendicità come forma di parassitismo puro con, talora, risvolti decisamente al limite della legge o addirittura fuorilegge quando si assiste allo sfruttamento di bambini o animali da parte di vagabondi o disadattati di professione al fine di raccogliere profitti a beneficio, in diverse occasioni, di vere e proprie organizzazioni criminali che gestiscono in maniera imprenditoriale questo tipo di manodopera.

Mi è accaduto più volte di imbattermi in donne con in braccio un bimbo, addormentato, dall’età apparente di due o tre anni. Ripassandole davanti, più volte, nel corso del giorno ho sempre trovato il piccolo immerso nel sonno. O si trattava di un pargolo che la natura ha voluto tanto tranquillo oppure il mistero poteva trovarsi disciolto in quella bottiglietta d’acqua con cui di tanto in tanto il piccolo veniva “dissetato”.

La Repubblica Italiana è fondata sul lavoro, ovvero su quello di tutti e non su quello degli altri. Sulla base di questo universalmente accettato assunto mi chiedo perché vi debbano essere in circolazione persone nullafacenti per scelta personale e perché si debbano pagare soldi per la loro assistenza se poi, l’assistito continua a farsi gli affari propri mettendo in mostra tutta la serie teatrale di finte miserie e sconciando, per di più, quei luoghi che invece bisognerebbe abbellire.

Accatto con animali
Accatto con animali. 1

A ciò occorre aggiungere che molte di queste figure arrecano anche molestia ai passanti con la loro appiccicosa insistenza. Già diverso è stare seduto col piattino in terra, un altro è tallonare i passanti con puntiglio e tenacia. Da notare la malizia di mantener sempre il piattino vuoto e togliere rapidamente ogni moneta gettatavi per aumentare nel passante il senso di compassione e sollecitarne la generosità. Purtroppo continua a imperversare nella nostra mente una sorta di imprinting che ci fa sentire con la coscienza sporca se non si concede l’elemosina, unito alla convinzione in base alla quale se una persona sta male è sempre colpa della società.

Povertà e accattonaggio sono fenomeni ben diversi l’uno dall’altro che non debbono, ovviamente, venire confusi o sovrapposti e che occorre affrontare in maniera diversa. La soluzione a tale questione non è facile, il mendicante non può essere eliminato con sanzioni pecuniarie che non pagherà mai e delle quali potrebbe collezionarne centinaia facendosi beffe della legge.

Sebbene la miseria simulata rappresenti una truffa, la mendicità petulante costituisca una molestia, lo sfruttamento dei bambini o incapaci, di inermi animali, costituisca un grave delitto, quello che blocca inesorabilmente i legislatori e gli amministratori, che non brillano per coraggio e inventiva, è il problema di distinguere i mendicanti per bisogno da quelli che lo sono per scelta interessata col conseguente timore che eventuali scelte repressive vengano sfruttate politicamente presentandole come espressione di insensibilità e aspro, teutonico, rigore.

Accatto con animali
Accatto con animali. 2

In città i mendicanti sono in vertiginoso aumento. Accanto a quelli stanziali se ne sommano molti altri che raggiungono il centro con mezzi propri oppure che arrivano alla stazione ferroviaria ogni mattina giungendo, come veri e propri pendolari da Montecatini, da Prato, da Lucca magari con l’aggravante di non avere regolare biglietto.

Strade del centro, negozi, pasticcerie e incroci vengono presidiati con puntiglio nell’arco dell’intera giornata da personaggi in “miseria” ma rigorosamente muniti di telefonino e, trattandosi di fumatori, di sigarette. Tutti beni che non sono generi di prima necessità e che richiedono un costo non minimo per il loro mantenimento.

Se siete curiosi di sapere a quanto ammontano le somme racimolate, non chiedetelo a loro ma ai commercianti o ai baristi a cui, a fine giornata, questo genere di accattoni chiede di cambiare gli spiccioli raccolti con banconote. Ve ne direbbero di tutti i colori.

Il guadagno va dai 50 ai 100 euro considerando la stagione, i fine settimana e i giorni di mercato. Moltissime sono le monete da 50 centesimi e molte quelle da uno e due euro.

La gente offre un obolo di un euro nella errata, ma ancora diffusa abitudine di scucire 100 lire quando ne versa addirittura 2000 di vecchie lire. Ai tempi della lira non era nemmeno lontanamente ipotizzabile poter regalare, a un qualunque mendicante, una cifra simile.

Prato ha richiesto a suo tempo l’impiego di ronde formate da Carabinieri, Polizia ed Esercito nella convinzione, rivelatasi esatta, che la presenza delle divise potesse rassicurare, da un lato la cittadinanza e dall’altro mettere in evidenza la presenza dello Stato per scoraggiare o limitare comportamenti importuni e seccanti.

E a sera può essere un gruzzolo...
E a sera può essere un gruzzolo…

Da noi nessun mezzo di contrasto o di persuasione ha impedito che il centro storico divenisse una vera e propria zona franca ove chiunque può liberamente esercitare, a suo piacimento, la “professione”.

Eppure bisogna convenire che è una questione di giustizia sociale aiutare solo chi ne ha bisogno, evitando di disperdere le poche risorse disponibili per aiutare i parassiti e proteggere i cittadini da molestie materiali e morali.

Nella maggior parte dei casi, oltre a perseguire gli eventuali reati potrebbe essere ipotizzato l’allontanamento forzato dai “luoghi di lavoro” oppure la mobilità non è contemplata da questa “attività” della quale dobbiamo subire passivamente le regole?

[*] – Lettore, ospite

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

2 thoughts on “MISERIA, POVERTÀ E ACCATTONI DI PROFESSIONE

  1. Egr sig. Fiore di Monozzo,
    leggo solo adesso il suo intervento, e me ne dispiaccio, perchè avrei voluto rispondere più “a caldo”. Non ho la pretesa di sapere se tutto quello che Lei afferma è vero o meno, però una cosa la posso dire: Lei è un attentissimo osservatore delle cose, ed oggi, in una società superficiale e qualunquista come la nostra ci sarebbe un enorme bisogno di persone che osservano e riflettono; e, sopratutto, torto o ragione che abbia, Lei è un coraggioso, perchè ha detto diverse cose che magari molti altri pensano, specie per quanto riguarda i rom, ma che nessuno ha il coraggio di confessare chiaramente, men che meno se riveste un qualsiasi ruolo pubblico, dato che si possono toccare diversi “nervi scoperti” e suscitare reazioni anche non piacevoli.
    Spero che anche altri La abbiano letta e riflettano come si deve.
    Anch’io, sia pure dando alla questione un taglio diverso, ho intenzione, prima o poi, di scrivere qualcosa in merito, per vedere di sollevare il problema poveri nelle opportune sedi.
    Piero Giovannelli

  2. L’ipocrisia di questo paese è’ purtroppo infinita. Strano che nessuno sia intervenuto tacciandola di razzismo.. Abbiamo Rom che chiedono elemosina agli angoli della strada, anzi , non chiedono ma pretendono… Una chiesa che ci dice ” accoglieteli”! Ma si guarda bene di mettergli a disposizione gli immobili vuoti o sfitti che possiede…Assistenti sociali che tolgono i bambini ai genitori ma permettono a questa gente di fare ben di peggio con i loro figli….uno stato italiano che non è’ in grado di far fronte da decenni a queste situazioni; forze dell’ordine che fanno raccogliere cenci e stracci ai neri lungo via degli orafi ma che sono privi di poteri contro le vere delinquenze commesse da queste persone… Sarò qualunquista e retorico e x qualcuno anche razzista….ma questa e’ la realtà che si voglia oppure no vedere….

Lascia un commento