misericordes. INTERVISTA CON “SOLLEONE” A GIUSEPPE DE STEFANO

Il già consigliere nazionale della Confederazione Misericordie Giuseppe De Stefano alza il tiro sulla gestione di Roberto Trucchi

“Nei regimi le epurazioni e le messe al bando funzionano perfettamente ed io fui, onoratamente, epurato e messo al bando. Nessuno mi può vietare di avere delle opinioni e penso che…”

FIRENZE. Abbiamo già intervistato Giuseppe De Stefano , proviene dalla Misericordia di Agerola (Napoli).

Quale primo dei dissidenti, aprì uno squarcio sul telo di reticenza che avvolge il mondo delle Misericordie, causando una frattura nel consiglio nazionale e mettendo in luce numerose contraddizioni del management.

Torniamo da lui per una nuova intervista alla luce delle notizie di importanti manovre di Confederazione per un cambio di facciata della holding finanziaria che è oramai, divenuta l’associazione.

Anche i Correttori, non “correggono” e l’associazione devia verso orizzonti finanziari, dice De Stefano

 

 

Sette sono le domande che rivolgiamo al massimo esperto, conoscitore e critico:

1) La Confederazione è prossima a fare una manovra di ricambio con la “Nuova Rete. Una iniziativa strategica necessaria per cancellare con un colpo di spugna le criminose vicende di Isola Capo Rizzuto, ma non solo. Cosa può riferirci sull’argomento?

Io vi posso dire poco su quello che succede in Confederazione e meno ancora posso riferire sui reali motivi del perché “succeda quel che succede”. Nei regimi le epurazioni e le messe al bando funzionano perfettamente: io fui, onoratamente, epurato e messo al bando.

Nessuno mi può vietare di avere delle opinioni e penso che la “Nuova Rete” poco abbia a che vedere con quel che successe a Isola Capo Rizzuto.

Certo influiscono gli strascichi che quel fattaccio ha avuto, ma la dirigenza ritiene, presuntuosamente, di averlo archiviato impunemente. Ritengo che la “Nuova Rete” sia, invece una operazione di maquillage finanziario, cosa più in linea con la idea aziendale che si è fatta prepotentemente spazio in Confederazione sostituendo “Principi e Motivazioni del Movimento”.

Aprite le porte Fratres, sopratutto ai cani da guardia della Democrazia. Ma le chiusero!

2) Cosa sta succedendo all’interno della Confederazione: il Consiglio direttivo nazionale “urgente” del 18 luglio – durante il quale abbiamo cercato (invano) di incontrare il Presidente Trucchi – sembra essere fallito per la mancanza del numero legale e i verbali di molti dei precedenti Consigli, non sarebbero ancora stati approvati.  Come è possibile tutto ciò?

Potrei ripetere la risposta data in precedenza. Calzerebbe a meraviglia anche a questa sua domanda. Voglio aggiungere sinteticamente una postilla importante: la Democrazia è un principio irrinunciabile di una associazione di volontariato per lo Stato Italiano.

Se l’associazione risulta allergica a questo principio (e per la Confederazione delle Misericordie e per alcune confraternite, ci sono prove inconfutabili di azzeramento della prassi democratica) alcuni Organi dello Stato devono intervenire.

Se non lo fanno omettono il loro dovere di vigilanza.

L’appello di un volontario della Misericordia di Agliana che si attaglia perfettamente alla situazione di degrado morale e spirituale delle Misericordie. Noi spingiamo per l’affermazione della democrazia e liberalità nell’Associazione.

3) L’Avv. Alberto Corsinovi, ci rassicurò in una intervista che la “Trasparenza” è assicurata nell’organizzazione, ma non ci sembra che sia attuata. La diffidenza nei confronti della stampa sembra una regola costante e questo non è però causa di imbarazzi. Come può spiegarsi?

Allora lei prova gusto a fare domande a cui ho già risposto in precedenza, e questa volta mi dovrò rilanciare.

L’Avv. Corsinovi non ha nessun ruolo di garanzia all’interno degli organismi confederali. Non voglio sminuirne la sua figura che è di principale rilievo; la “Trasparenza” Corsinovi non la deve assicurare, la deve frequentare!

Probiviri, Saggi, Revisori dei Conti e non per ultimo il/i Correttori nazionali la devono assicurare.

Don Paolo Tofani: un Correttore (Mise Agliana) che non credeva nella correzione!

4) Dopo la condanna del Correttore di Isola, Don Edoardo Scordio, sembra che sussista una fitta nebbia anche all’interno della Conferenza Episcopale che non garantirebbe il rispetto di essenziali “leggi morali” all’interno dell’organizzazione di volontariato. Come può succedere questo?

In questi ultimi tempi abbiamo capito che il mondo della finanza tenta sempre di più di eludere principi etici e leggi morali, tanto che il miglior Terzo Settore ha risposto con la proposta di una nuova figura economica che è la Finanza Etica.

Ma lo stesso Terzo Settore, nelle pieghe di una degenerazione inarrestabile e progressiva ha spinto, anche per scelte politiche, verso una crescente “aziendalizzazione” delle associazioni e delle imprese sociali. Il fenomeno è tristemente diffuso anche tra le Misericordie, e sposta gli obiettivi verso il primato del “raggiungimento di budget” su quello che lei ha chiamato “leggi morali”.

Corsinovi e Fatichenti manovratori di una ri-organizzazione aziendale dell’Associazione o umili servitori ?

5) L’organizzazione delle Misericordie è davvero too big, to fail o, più semplicemente, i volontari hanno il cuore troppo “grande” per fare domande scomode e aprire crisi con avvio di riforme?

Credo soprattutto nella seconda motivazione. I volontari sono presi dal quotidiano, come è giusto che sia. Il Bene è un assillo per i volontari onesti che sono distratti da ogni altra considerazione. La legge del “too big, to fail” non vale mai.

Se l’organizzazione è “marcita” crolla: è solo questione di tempo. Se è anche troppo grande non è vero che non fallisce, occorre solo più tempo per dare i segni di scricchiolamento.

Per fare crollare un impero ci vuole qualche secolo e per chi vive 70 anni sembra inaffondabile. Ma crollerà: un’organizzazione di volontariato marcita ha tempistiche più brevi.

Non occorrono secoli per far fallire esperienze che, per crescere, hanno richiesto secoli di abnegazione con il sacrificio di migliaia di uomini e donne. Purtroppo può volerci di meno. Questo è il vero rischio che nella cultura cattolica che ci pervade possiamo chiamare peccato!

Tre volontari applicati, come noi il giorno di Ferragosto. Anche noi siamo stati impegnati, lavorando su questa intervista concessaci dal De Stefano. Una cooperazione inconsapevole, ma accomunata nello spirito di un medesimo intento

6) La consultazione dell’organigramma della Confederazione ci ha permesso di riconoscere numerosi collegamenti “familistici” per la gestione delle molte società lucrative collegate all’organizzazione che è ramificata sul territorio nazionale. Il concetto di “conflitto di interesse” è noto in via dello Steccuto?

La domanda non lascia scampo e non vede l’alternativa tra il Si e No. Se rispondessi di No darei del cretino agli attuali dirigenti e sarebbe una soluzione ingenua e sbagliata.

La risposta è purtroppo affermativa: quei rapporti sono noti e voluti, determinati in perfette condizioni mentali e dunque consapevolmente.

7) Sembra che a Settembre, l’organizzazione stia predisponendo il passaggio della consegne ad Alberto Corsinovi. Sarebbe disponibile a partecipare a un “contro-consiglio” che il nostro giornale vorrebbe organizzare in una videoconferenza streaming?

Anche Napoleone si incoronò imperatore e a tutti sembrò legittimo! Sul contro-consiglio non sono disponibile: andare “controvento” è un concetto che non mi appartiene.

Io so d’essere minoranza. Soprattutto nei confronti di una maggioranza tracotante il nostro dovere è rimanere fedeli all’idea e critici rispetto alle scelte che sono errate.

Sono, invece disponibilissimo ad accettare il recentissimo invito del Correttore Nazionale al dialogo e al confronto.

Con le colpe che anche Egli si porta dietro, resta il Correttore Nazionale. Con tutto il rispetto possibile mi dichiaro disponibile anche ad un incontro a due, a tre o quanti vogliano …. purché pubblico e aperto a tutti.

Alessandro Romiti

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