misericordes. NUOVE REGOLE? SI PUÒ FARE!

Lo stillicidio di lettere di protesta e critiche nei confronti del Consiglio nazionale della Confederazione nazionale della Misericordie ci ha impegnati a fare una “proposta indecente”: nuove regole per la gestione del movimento, con la eliminazione di cordate, lobby intestine e conflitti di interesse a iosa

La sede della Confederazione delle Misericordie in via Steccuto

FIRENZE — PISTOIA. La Santa Pasqua – tutti lo sanno – rende più buoni (e anche più efficienti) tanto che anche noi giornalisti di Linea Libera, con le pezze al culo e perseguitati dalle querele bavaglio non siamo esenti dall’effetto ricostituenti dello Spirito Santo.

È stato sicuramente Quello che ci ha impegnati nel guardare meglio il caso “Misericordie d’Italia” che si approssima a un epocale cambio di vertice, con una gattopardesca rivoluzione e l’avvento di un super-encomiati candidato, molto spoilerizzato.

Le Misericordie di Italia, dovrebbero avere un CdA smart che si potrà comporre in cinque semplici regole che scaturiscono dall’analisi elementare di chi permetteteci questa nota di presunzione le conosce accuratamente almeno dal Novembre del 2013, quando avemmo un inutile incontro con il colonnello Corsinovi inviato in sostituzione del Presidente Trucchi sulle “penose vicende” (così le definì il presidentissimo Corrado Artioli) della Misericordia di Agliana.

Misericordie, gran bel problema da riformare con nuove regole ispirate alla eliminazione dei conflitti di interesse

Il nostro modesto Cdr, si permette dunque di proporre queste davvero curative e molto semplici regole che hanno il senso di una autentica rifondazione e rilancio del Movimento:

1) Abolizione della Federazione toscana delle Misericordie (che sono uno stato nello Stato) eliminando così una pesante cordata di governatori che sono inevitabilmente coalizzati a evidenti interessi di quartiere, in perfetta cooptazione controllata da eminenti dirigenti.

2) Consiglio Nazionale composto da un delegato per ogni Regione, estratto a sorte tra un congruo numero di candidati scelti tra i vari governatori. L’estrazione è una procedura infallibile perché legata a criteri eminentemente stocastici, davvero indipendente e così genuinamente “pura e casta”: che bello!

Corsinovi a sinistra è Presidente della Federazione toscana: uno stato nello Stato. che senso ha tutto ciò?

3) Abolizione del Presidente e istituzione di un triumvirato: così ciascuno controllerà gli altri due, mentre tutti e tre, potranno dare impulso alle “azioni di responsabilità” che sono state reclamate da alcuni malpancisti che hanno sentimento di spiccate doti dignità e coscienza. Il risarcimento sarebbe milionario per danni stratificati in anni di malagestio.

4) Il triumvirato non sarà eletto, ma estratto, così come si estraggono i numeri del lotto. In un solo colpo spariranno le cordate di parenti quelli che si insediavano nei board delle varie società lucrative (impegnate a fare business sulle attività satellitari della Confederazione: non è questa un’offesa diffamatoria, se le società erano lucrative, c’era un interesse diretto e personale, non trovate?).

Gianni Salvadori, già assessore regionale, poi segretario delle Misericordie. E la Viviana…nessun conflitto di interesse?

5) Abolizione dei consigli deisaggi , probiviri e correttori”: si sono dimostrati dei soggetti pressoché inutili se non dannosi (e non ci riferiamo a Don Edoardo Scordio, ma anche al progressista  Don Paolo Tofani, che non credeva nella correzione!), formalmente impegnati a garantire lo status quo e a reprimere ogni critica al sistema imposto capillarmente dal fallimentare consiglio nazionale.

Non è forse vero questo? Al posto di loro, sarà prevista una “Commissione disciplinare” composta da soggetti esterni, indipendenti e selezionati anch’essi a sorte, tra professionisti disponibili e remunerati per la loro attività di controllo, censura e revisione contabile.

Finalmente un tribunalino privato indipendente e che si lascerà fotografare in modo trasparente: che bello!

Insomma, un elementare elenco di cinque essenziali regole che scaturiscono proprio per le davvero straordinarie narrazioni di malagestione che si sono registrate negli ultimi lustri sotto l’ombrello della Confederazione partendo da Isola C.R., passando da Modena, Avellino, Rifredi, Pisa e via discorrendo.

Anche noi, vogliamo dunque fare un fattivo augurio di un nuovo futuro alla luce della Santa Pasqua e chiuderemo questo articolo con un auspicio, che ricorre solitamente in chiusura nelle lettere ai misericordiosi: che Iddio ce ne renda merito!

Non ce lo siamo meritati forse?

Ps1: la terna presidenziale dovrà anche spiegare ai componenti dimissionari del Consiglio Nazionale che Linea Libera non li ha mai dileggiati (come deliberarono in un Consiglio direttivo dello scorso Luglio): sono stati loro con le loro attività illegittime e illogiche oltre che autoreferenziali e tracotanti, che si sono resi ridicoli.

La “saggia” Schillaci, ha poi rinunciato a rispondere alle domande che le abbiamo proposto nella recente intervista: crisi di identità o cosa?

Ps2: è davvero possibile che dopo la raffica di dimissioni del Consiglio, nessuno si sia posto il problema di capire dove sono da ricercare le responsabilità per i danni causati al Movimento e che – questo non è un dettaglio – nessun si indigni e rovesci i tavoli per i clamorosi conflitti di interessi nei quali sono invischiati molti dei quadri dirigenti?

Ps3: Sarà davvero possibile che una quota prevalente di Confraternite in “cordata”, possano controllare l’esito delle elezioni, permettendo anche delle palesi violazioni agli elementari principi di correttezza ordinamentale di qualunque sistema associativo?

Ps4: Chi avrà – intelligentemente – osservato che lo Statuto costitutivo, non permette di cambiare le regole, ha còlto il vero argomento, o il “male originario” che ingessa il Movimento in una perversa garanzia per il controllo eterodiretto dell’intera Confederazione nazionale.

Del resto, qualcuno vuole forse affermare che lo Statuto non è mai stato violato impunemente?

                     Alessandro Romiti

[alessandroromiti@linealibera.info]

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