misericordia a 700 €. NONDUM MATURA EST!

«Se Artioli & C. al quattrino non ci pensano affatto (come dicono), nessuna azione civile è consigliabile, né oggi né mai: di azioni civili ne hanno bell’e perse tre o quattro con i Mangoni e non solo, buttando via quattrini, come fu scritto, inutilmente, mentre potevano transigere a costo zero “pro bono pacis”…»
La Nazione, 25 aprile 2016 - Misericordia Agliana
La Nazione, 25 aprile 2016 – Misericordia Agliana

AGLIANA. È stupefacente la saggezza della letteratura. Rappresenta la vita non per come dovrebbe essere – per questo ci vogliono i politici e certi benemeriti dell’umanità… –, ma proprio per com’è. Così la famosa volpe che voleva mangiare l’uva, ma non riuscì a raggiungerla, esclamò «tanto non è ancora matura!».

È il caso di tradurre l’espressione perché, nonostante molti siano chiamati – come dice il Vangelo – alla laurea, sempre più pochi sanno capire anche un semplice nesso di tre parole in latino.

Lo scriviamo perché oggi, su La Nazione, l’avvocata Ilaria Signori spiega al popolo e al contado che la sua Misericordia di Agliana ha avuto il suo momento di gloria perché chi scrive, e Alessandro Romiti, hanno ricevuto una pena pecuniaria di 700 € dal giudice (vedi) in quanto avrebbero offeso l’immagine e l’onorabilità della Misericordia.

E scriviamo avrebbero, con il condizionale, proprio perché, in un Paese garantista come l’Italia del Pd, in cui si è colpevoli solo dopo l’ultimo grado di giudizio, dare una notizia per certa al primo passo e con i presupposti processuali che ci sono stati (l’accusa richiedeva 9 mesi di carcere, mentre il giudice ha chiuso con una multa su cui c’è un milione di cose da obiettare…), è come una bestemmia in chiesa: ci può credere solo – lo possiamo dire? – un correttore morale della Misericordia di Agliana che non credeva alla correzione morale e che non ha mai corretto nessuno (vedi).

L’avvocata Signori, presidente della Misericordia, fa scrivere a Piera Salvi: «Non ci interessava l’entità della condanna, dal punto di vista economico né sanzionatorio, ma la tutela della Misericordia e di chi ne fa parte, nella vicenda nata da articoli sul blog Quarrata news sulla questione della nuova sede della nostra associazione».

Insomma, in parole povere e per quello che contano le parole anche in termini di Preleggi al codice civile (l’avvocata si ri-aggiorni, se mai), è stato come dire: «Noi si voleva l’uva e un ci siamo arrivati: ma tanto… chissenefrega? Le un era ancora matura!».

L’uso della metafora e del linguaggio popolare è forse offensivo come la verità analizzata dai giornalisti condannati al pagamento di una semplice pizza, come ha scritto un commentatore al nostro articolo resoconto? (vedi). O è stato un parto della montagna che ha dato alla luce un pòero topino?

Se poi è vero quello che dice l’avvocata – che, come accade spesso in Italia, sta di qui e di là: in Misericordia e nello studio dell’avvocato Bertei, salvo errori –, e se è vero lo vedremo in séguito, che cioè alla Misericordia non «interessava l’entità della condanna, dal punto di vista economico né sanzionatorio, ma la tutela della Misericordia e di chi ne fa parte», allora c’è da chiedersi (se siamo esseri davvero razionali e non popolo bue all’italiana) quale sia stata la ratio (= il motivo, per chi non sa il latino) per cui l’Artioli, sua moglie (la signora dottoressa Daniela Borri) e l’avvocata Signori, si siano costituiti parte civile e abbiano chiesto quattrini (non fave secche da minestra sicula alla Giovanni Verga – e non è un’offesa, attenzione!); perché richieste economiche ne sono state avanzate eccome, anche se i misericordes (= quelli della Misericordia) negheranno sempre e continueranno a farlo.

Il Tirreno-web-2 marzo 2016
Il Tirreno – web – 2 marzo 2016

Ad abundantiam (= e in aggiunta) se quel che dicono fosse vero, che cioè loro-misericordiosi non guardano alla vile pecunia – del che lasciateci assolutamente dubitare… –, per quale motivo «per l’avvocato Bertei non è consigliabile intraprendere ora alcuna azione civile»?

Se Artioli & C. al quattrino non ci pensano affatto (come dicono), nessuna azione civile è consigliabile, né oggi né mai: di azioni civili ne hanno bell’e perse tre o quattro con i Mangoni e non solo, buttando via quattrini, come fu scritto, inutilmente, mentre potevano transigere a costo zero pro bono pacis… Perché, dunque, continuare sulla strada “lastricata di buone intenzioni” che, di solito, conduce all’inferno?

Se davvero fossero così serafici e accomodanti, così miti e dolci, perché pensare a processi in futuro? Perché, ora, per essere paghi del buon nome vendicato, gli bastano la sanzione di 700 € e la Misericordia “tutelata”, mentre dopo, a orologeria, non gli basteranno più? Ma queste contraddizioni di solare evidenza, non le vede nessuno? Siamo in un paese di ciechi secchi?

Allora, signori avvocati e colleghi giornalisti, smettete di raccontare bubbole e dite la verità a tutti, e in primo luogo a chi vi dà quattrini di tessere e di sovvenzioni: Artioli & C. più Bertei & C. non solo non la raccontano giusta, ma mentono sapendo che non possono muoversi prima che si sia giunti all’ultimo grado di giudizio.

Solo allora, se gli imputati verranno condannati davvero, la Misericordia sarà stata effettivamente diffamata: per ora è come se non fosse successo un bel niente; è come se si fosse alle prime scaramucce di una compravendita: e non prendiamoci in giro. Anzi, non provateci nemmeno, perché – ci spiace per voi – sappiamo leggere e scrivere.

Per concludere è bene riepilogare la questione: Quarratanews chiese di vedere i bilanci; ma questi bilanci non sono mai stati dati né dall’Artioli né da altri della Misericordia. Ci furono dati, invece dalla Provincia di Pistoia per diritto di accesso e di trasparenza negata: e questi sono fatti che né l’Artioli, né la Signori, né l’avvocato Bertei cancelleranno mai. Chiaro?

Quanto al buon nome della Misericordia di Agliana, perché all’assemblea dei soci la signora Signori non porta anche, uno di questi giorni, l’Artioli a spiegare l’impiccio in cui si trova attualmente implicato (vedi – anche l’immagine), magari in vista di un’ipotesi precauzionale di autosospensione dalla carica attualmente rivestita dall’ex direttore di Banca popolare di Vicenza, che non ha mai voluto far vedere i bilanci della sua confraternita?

O le cose per chi ha il potere valgono come per De Luca a Napoli, e per tutti gli altri, invece, solo calci nel sedere e sotterfugi per nascondere carte e bilanci che, alla luce del sole, potrebbero dimostrare un comportamento assolutamente ineccepibile?

E ci fermiamo qui. Magari sottolineando, satiricamente, che negli scontri di interessi il cronista deve far parlare ambedue le parti e non soltanto quella che “non ha beccato l’uva perché non ci arrivava per mancanza di statura”…

Buona libertà di stampa, Agliana! Ne hai bisogno. Ma apri gli occhi a chi ti fuma sul viso…

[Edoardo Bianchini]

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4 thoughts on “misericordia a 700 €. NONDUM MATURA EST!

  1. Adesso l’avvocato dei querelanti, che giustamente pretenderà il suo avere, chi lo paga? La Misericordia di Agliana? Diciamolo al correttore morale che non voleva fare il correttore morale se invece può fare una colletta………

  2. Buon giorno…da non pistoiese che ama Pistoia molto di più della maggioranza dei pistoiesi, io vado su un ragionamento più filosofico (Direttore, inizia pure a preoccuparti per la mia salute mentale e a prendere provvedimenti del caso…oggi mi sento un po’ monologo…un po’ Bertinelli…) culturale, ecc. ecc.
    Si sa, in Italia tutto ciò che abbiamo di antico è attuale, ad esclusione ovviamente del patrimonio artistico cui non frega davvero niente a nessuno a meno che non porti comparsate televisive e voti. Quindi essendo il resto attuale, da noi sopravvivono escrescenze medioevali tipo i Notai, gli Ordini (derivati dalle corporazioni dei mestieri)….e le Misericordie. Tutta roba che nei paesi avanzati (che però tutelano e valorizzano come si deve il loro patrimonio artistico), nel senso di civili, sono state sostituite da almeno 100 anni da cose tipo: dipendente del Comune (al posto dei notai), libero giudizio del cittadino (al posto degli ordini) e ….ma guarda un po….la sanità pubblica senza orpelli misericordiosi attaccati alle mammelle.
    Ma noi viviamo a Wonderland…che sembra tanto Gardaland, ma più caro e meno divertente.
    Buona serata
    Massimo Scalas

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