MISERICORDIA-AGLIANA, 320 MILA EURO DI PERDITA

Il Presidente Corrado Artioli
Il Presidente Corrado Artioli

AGLIANA. Presentato, e come sempre approvato all’unanimità, il bilancio di esercizio del 2013 della Confraternita Misericordia onlus di Agliana.

I nostri consulenti hanno fatto alcune osservazioni anticipando il più autorevole parere della Santa Sede che – come comprensibile – non è ancora pervenuto in Mise, considerando le gravi emergenze umanitarie nelle quali Papa Francesco è fortemente impegnato.

La lettura del bilancio è parziale, perché andrebbe comparata con quella del bilancio-Unimise, l’azienda che incassa tutti i proventi delle onoranze funebri. Questi, che sono poco più del “buco di bilancio” (cioè circa 380.000 €) vedono uno spostamento di risorse che ingenera altri effetti a catena, che adesso cercheremo di presentare.

La causa della perdita di esercizio di oltre 320.000 € (cioè un bell’appartamento con garage) è stata addossata, dal Presidente Artioli, alla riduzione dei rimborsi della Regione Toscana.

Artioli si è così nascosto dietro al suo Presidente regionale, l’avv. Corsinovi, che nei giorni scorsi aveva richiamato la congiuntura della “crisi” mentre parlava della riduzione dei contributi pubblici: il signor Presidente ha opportunamente cavalcato l’argomento con tanto di estratto di stampa del caso, consegnato ai partecipanti alla assemblea dei soci.

Come al solito noi siamo più scettici dei miti soci graditi all’autocratico e autoreferenziale Presidente. C’è, infatti, più di qualcosa che non torna.

Il totale ricavi del 2013 è di € 598.806, pari alla metà del precedente esercizio 2012 (€ 1.201.057). Ma ancora più grave è il confronto con l’esercizio 2011, rispetto al quale c’è una forte contrazione essendo il ricavo solo il 29% (2,029 milioni €).

Bilancio in discesa per la Misericordia di Agliana
Bilancio in discesa per la Misericordia di Agliana

Anche i costi hanno avuto una modificazione al ribasso, ma non proporzionata all’andamento, essendo passati a 918.744 € nel 2013, con una riduzione del 24% sul 2012 (€ 1.210.457) e, più consistente ancora, con un 35%, rispetto al 2011 (€ 1.416.931).

Nella relazione del Presidentissimo (pagina 4), viene riferito che la Onlus ha dovuto accollarsi oltre 64.200 € (non chicche!) per il sostegno della Fondazione e la ricostituzione di capitale sociale alla S.r.l. Unimise, della quale presto ci occuperemo.

Dunque alcune domande sono da proporre alla attenzione sia dei soci ammessi al sodalizio che, ovviamente, del Presidente, anche se abbiamo forti dubbi che vorrà rispondere dal momento che – dati i precedenti, e specie nei nostri confronti – non sembra affatto disponibile a parlare con chi lo mette in difficoltà o non tace, senza fare domande, come altri.

Èccole:

  • – A quanto ammontano i mancati introiti (perduti per sempre) a causa della soppressione della convenzione di Usl 3 per le prestazioni in regime extramoenia?
  • – Se la causa del deficit è da ricondurre (secondo le affermazioni di Corsinovi) a una “…burocrazia asfissiante che obbliga tanti dei nostri volontari a inventarsi commercialisti, avvocati…”, non è che l’architettura aziendale della Confraternita aglianese – costruita dal Presidente Artioli – è essa stessa causa del proprio male? Nessuno ha visto lo sviluppo di una “burocratizzazione” e un chiaro “appesantimento di sistema” che però si lamenta e si vorrebbe curare?
  • – Se l’altra causa del deficit è da ricondurre principalmente a “ridotti rimborsi della Regione Toscana” (tagliati anche da più tempo rispetto al blocco delle iscrizioni a soci della Mise, ferme dal 2004), per quale motivo la perdita si è consolidata a bilancio solo dopo ben 9 anni, ovvero nel 2013?
  • – La cessione dei servizi funerari alla S.r.l. Unimise ha permesso alla Confraternita una remunerazione che oggi viene utilizzata quale riserva per coprire la perdita registrata. Ma quando sarà esaurita, nel momento in cui non ci fosse più? Come si provvederà a chiudere i buchi? Interverrà la Fondazione Cassa Risparmio di Papà/Papa/Amico Prof. Ivano Paci? O la stessa Fondazione Misericordia, oggi finanziata con 30.000 € dalla Onlus?
Il prospetto dei ricavi della Misericordia di Agliana
Il prospetto dei ricavi della Misericordia di Agliana

Altre informazioni sono finalmente disponibili dalle “ufficiali comunicazioni” del Presidente all’assemblea e che ci hanno peraltro permesso di cogliere la correttezza del nostro articolo dedicato alla “partecipazione sociale” delle principali associazioni di volontariato nella piana: i soci della Mise di Agliana, sono effettivamente 350 e tali resteranno per lungo ancora (aggiungiamo noi) visto il silenzio calato in sala su l’argomento e le precedenti denunce dei volontari non ammessi.

La Mise aglianese si distingue per la scarsa partecipazione dei cittadini, la mancanza di trasparenza nella pubblicazione dei dati e la sostanziale riverenza della stampa strutturata, come sembra avvenuto in occasione della presentazione del bilancio 2013.

Le domande che abbiamo pubblicamente posto al Presidente Artioli, hanno trovato solo indiretta risposta per le numero 2 e 5 (vedi). Ignoto, intanto, resta ancora il nome del nuovo “correttore morale” che dovrebbe essere subentrato a don Paolo Tofani, la cui Portaperta è stata gratificata da una cospicua donazione da parte della Misericordia.

Sorprende, e non poco, che nessuno della platea (e dei colleghi presenti alla conferenza-stampa) abbia chiesto informazioni su una così importante figura di garanzia prevista dallo Statuto.

Il Presidente ha infine rassicurato l’assemblea sulla “causa di tutela” in corso, dicendo che le querele contro di noi – i giornalisti cattivi che analizzano troppo e fanno troppe domande – stanno andando bene: i due sono stati indagati dalla Procura della Repubblica di Pistoia.

Noi, purtroppo, non abbiamo niente da dire in proposito: del resto in Italia si fa presto a indagare e presto a combinar pasticci, anche tragici – pensate al caso Tortora.

Forse però Artioli dovrebbe essere più cauto a muovere i suoi passi. Da buoni scettici ci ricordiamo di altri precedenti episodi che – sempre a parere del Presidente – andavano bene ed erano perfetti: la causa contro i Mangoni e il Turelli; il decreto ingiuntivo da 250.000 € richiesto dai professionisti aglianesi, che non sarebbe dovuto mai essere reso esecutivo, ma lo fu; il ricorso in appello contro l’ingiusta sentenza del Tribunale di Pistoia a favore dei Mangoni – un ricorso invocato e minacciato da Artioli, ma mai proposto alla fine.

L'avvocata Ilaria Signori, Vicepresidente della Misericordia
L’avvocata Ilaria Signori, Vicepresidente della Misericordia

In conclusione viene da chiedersi se il Presidentissimo e la sua Vicepresidente penalista, avvocata Signori, capiscano fino in fondo il vero significato del termine “indagati”.

Forse sarebbe bene che provassero a farselo illustrare compiutamente dalla collega Milena Gabanelli, indagata almeno dieci volte a settimana e poi sempre uscita casta e pura come un fiorellin di serra da ogni procedimento.

In alcuni casi, infatti, vendere la pelle dell’orso prima che sia morto, porta in séguito a doversi grattare in capo. Proprio come quando, a forza di certezze, Artioli & C. si sono fumati mezzo milione di € – che oggi, col buco di bilancio come c’è, avrebbero fatto davvero un gran bel comodo, non vi pare?

Scarica: Misericordia-Bilancio 2013

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