misericordia agliana. DESOLAZIONE ALL’ASSEMBLEA ORDINARIA

Amara constatazione del consulente Poggiani, che registra il disinteresse dei soci sulla Confraternita che hanno disertato l’assemblea
Fabrizio Poggiani
Fabrizio Poggiani

AGLIANA. Mark Twain riconosceva al giornalismo una preminente funzione, quella di trattare gli argomenti scomodi che i lettori preferirebbero ignorare e così denunciarli alla attenzione della pubblica opinione.

In questa categoria di lettori rientra anche il Rag. Fabrizio Poggiani consulente fiscale del gruppo “Misericordia Agliana” che ha avuto l’ingrato compito di presentare il bilancio 2016 con una ennesima perdita consecutiva di 180mila €.

L’abbandono dei soci nell’assemblea non è affatto “la causa” della crisi gestionale e finanziaria dell’associazione (ancora oggi controllata da Artioli), né è dovuta alla congiuntura economica o dalla restrizione dei contributi pubblici della Regione, ma ne è esattamente “l’effetto”.

Adesso arrivano – come arrivano i nodi al pettine – gli effetti della gestione dovuta alla sistematica mancanza di democrazia, dimostrata dalla chiusura delle iscrizioni a socio dei cittadini con la costituzione di un “circolo privato” (Paola Cipriani ci disse così) della Confraternita che avrebbe dovuto avere – per la sua stessa natura – una forte vocazione alla partecipazione popolare, solo apparentemente concessa nelle manifestazioni celebrative.

Bruno Gori, revisore unico dei bilanci

Passando alla relazione del Sindaco unico rag. Bruno Gori, constatiamo che il bilancio è stato approvato senza nessuna presa di visione preventiva e approvato dai  presenti che costituivano meno del 5% degli iscritti nella base sociale, esclusi i membri del board.

Ci permettiamo di suggerire un consiglio che darà un sicuro “cambio di verso” alla Confraternita: la Misericordia, torni a viaggiare davvero sulle “ruote del Vangelo” e venga restituita alla cittadinanza consentendo la partecipazione autentica dei cittadini alla vita del sodalizio.

Si incominci questa inversione di rotta, rivolgendosi proprio dai respinti e ignorati, i molti postulanti volontari ai quali è stata negata l’iscrizione e lo Statuto consegnato a chi scrive solo grazie alla disponibilità del notaio Regni e, solo così, reso pubblico.

Solo in questo modo si potrà immaginare una resurrezione dell’associazione afflitta anche da una “carenza” di volontari che la porterà, altrimenti, verso una inevitabile estinzione.

[Alessandro Romiti]

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