MISERICORDIA E USO DEI VOLONTARI, INTERVENTI A CASCATA

Anche “La Nazione” e “Il Tirreno” stanno affrontando il tema in odore di tagliare le gambe a due lavoratori dipendenti dell’Ex-Aias/Apr-Bardelli/Maic-Pancaldo di via San Biagio, che rischiano il licenziamento. Una domanda all’Ufficio del Lavoro
Il Tirreno, 2 gennaio 2015
Il Tirreno, 2 gennaio 2015

PISTOIA. Come scrivevamo il 31 dicembre (vedi: Apr/Maic: così Loppa e Bracco dovrebbero finire sul lastrico), non solo il comportamento della Misericordia non è piaciuto alla Cgil, ma sta provocando anche interventi a cascata in città. E speriamo, anche, una seria riflessione da parte delle autorità.

Dopo che avevamo ripreso il tema anche noi con Gente della Maic, … ma iniziare il 2015 solidali con Loppa e Bracco, no?, stamattina scendono in campo i due quotidiani cartacei locali.

La Nazione sembra limitarsi al mediato sunteggio del documento della Cgil diffuso a fine anno; mentre Il Tirreno, almeno in questo momento, ci va con un affondo, senza aver timore di rammentare esplicitamente le due uniche vittime (Loppa e Bracco) di un’operazione che sembra solo l’ultimo quadro di una Via Crucis anomala ed eretica, una “strada della contrizione/contraddizione” iniziata dal momento del divorzio di Luigi Egidio Bardelli dall’Aias Nazionale; scioglimento di un matrimonio smentito più volte, negli elementi costitutivi, dal Tribunale Civile di Roma (vedi qui e leggi: Bardelli – Sentenza Roma) e culminato (miracoli pistoiesi) in un passaggio di consegne da una “realtà virtuale” come l’Apr, ad una mistica come la Maic-Maria Assunta in Cielo.

La Nazione, 2 gennaio 2015
La Nazione, 2 gennaio 2015

Ma l’essenziale è – se possibile – che un dibattito cittadino si apra, serio e approfondito, sul merito e sul metodo del modus operandi della Misericordia e della cordata che le sta dietro: dato che è certo che non solo non si può, ma ancor prima non si deve, usare il volontariato come strumento libero finalizzato al profitto e, soprattutto, con la conseguenza che possa risultare dannoso e lesivo dell’occupazione.

E a questo proposito è il caso di rivolgere una domanda alle autorità preposte al mondo del lavoro: che ne penserebbe, per esempio, l’Ufficio del Lavoro se, in un vivaio, trovasse 30 lavoratori non contrattualizzati e se i proprietari e i lavoratori stessi, alle domande degli ispettori, rispondessero semplicemente «siamo operatori del volontariato»?

L’Ufficio del Lavoro provi a rispondere. Con il trasporto dei disabili – per concludere – non si tratta di fare un turno aspettando (cosa che può e non può avvenire) che qualcuno chiami un’ambulanza per una emergenza. No. Con il trasporto dei disabili siamo dinanzi a una ripetizione quotidiana di un servizio istituzionale, pagato dall’Asl (e perciò da noi tutti) e svolto per chi è socialmente e sanitariamente protetto.

Non è il caso di aggiungere altro, ci pare.

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