misericordie d’italia. PROTESTE CONTRO I DIRIGENTI NAZIONALI

In una lettera aperta un ex Governatore della Calabria propone dure critiche ai vertici nazionali della Confraternita denunciando una gestione padronale, omertà diffuse e violazione di regolamenti statutari. Si può constatare – dice citando Gherardo Colombo – che qualsiasi tipo di associazione, comunità, consorteria, ordine religioso, bocciofila o la mafia, si basa sulle regole

 

Il Presidente Federativo Corsinovi (a sx) durante una cerimonia

FIRENZE-COSENZA. Ci siamo più volte occupati della Confederazione della Misericordia e forse, per questo motivo, abbiamo ricevuto una lettera dalla lontana Castrovillari (Cosenza) che sembra rilanciare, la serie di mai sopite critiche ai vertici della Confederazione delle Misericordie con presidente Roberto Trucchi.

La Calabria è probabilmente il luogo della colpa per l’inchiesta aperta sul “c.a.r.” di Isola Capo Rizzuto che sembra assumere l’effetto con detonazione crescente con malumori crescenti di molti dirigenti.

Il documento è firmato da un ex Governatore, oggi libero e ben informato che ci riferisce – nell’intervista telefonica intrattenuta – si trova in piena sintonia con le accuse già formulate dall’ex dirigente Giuseppe Di Stefano. Entrambi denunciano una asserita malagestio della Confederazione, assicurando la disponibilità di molti documenti d’archivio di cui quella che vi proponiamo è solo una. Altre lettere sono state spedite all’indirizzo della Confederazione, senza alcuna risposta.

La lettera è un ulteriore tassello del vasto puzzle che si compone a fronte delle denunce del Vescovo di Pistoia Mansueto che già nel 2013 aveva preconizzato questa profonda crisi etica, con l’appello a far tornare le Misericordie a “viaggiare sulle ruote del Vangelo”. Il documento è indirizzato al Presidente dei Correttori morali d’Italia, Mons. Franco Agostinelli, Vescovo di Prato ma anche – e soprattutto – alla comunità nazionale dei volontari.

Sulle posizioni denunciate dai confratelli calabresi, abbiamo già tentato di chiedere un confronto con il Cardinale Giuseppe Betori che, a fronte della diaspora tra il Vescovo Fausto e il Vescovo Franco sulla lite Arciconfraternita di Prato e Oste, ci fece riferire che non aveva alcunché da dire, disimpegnandosi dall’intervista. La questione sembra lievitare lentamente grazie ai social network, dove fioccano numerose lettere di denuncia/protesta con degli esiti qualche mese fa insospettabili. Presto vedremo forse, il “Re nudo”?

Eccovi il testo integrale della lettera, inviata s anche soprattutto ai numerosi volontari.

A sua ecc. Rev.ma Franco Agostinelli Vescovo di Prato Correttore spirituale Naz. delle Misericordie d’Italia

p.c. Presidente nazionale della Confederazione delle Misericordie

p. c Consiglieri nazionali tutti

p.c. Misericordie tutte

Ecc. Rev. ma, il sottoscritto Vincenzo Martino riveniente dal collegio dei Paolini in Roma, che ha conosciuto il ns. Beato Don Aberione, (ex Governatore della Misericordia di Castrovillari – Cs dal 1994 al 2012), ex membro del Collegio dei Sindaci Revisori unitamente al Confratello Enzo Russo, oggi semplici volontari in questo particolare momento sta chiedendo a se stesso, se Lei in qualità di Correttore Nazionale della ns. Confederazione ha preso atto di ciò che sta succedendo in merito al comportamento arrogante del ns. Presidente il quale, si reputa uomo di chiesa, nonché Diacono e che dice di aver incontrato nostro Signore.

La domanda del sottoscritto, sia ben chiaro, verte solo sul ruolo dell’assistente Spirituale o Correttore; in quanto il ns. Statuto fa riferimento all’Art. 36, al punto 3 che recita testualmente: cura l’osservanza dello spirito religioso della Fraternità e la preparazione morale e spirituale dei Fratelli. L’articolo della ns. Confederazione, sinceramente mi sfugge.

Il sottoscritto Le chiede, se alla luce di tutte queste ns. lettere, circolanti per tutta l’Italia e che anche Lei ha ricevuto, sia intervenuto, per cui sarebbe importante conoscere il Suo pensiero.  Il mio Vescovo S.E. Mons. Francesco Savino della Diocesi di Cassano allo Ionio (Cosenza),  in una riunione del 17/03/2016 teneva a sottolineare  quanto segue: Oggi come non mai, siamo chiamati  a vivere l’ora della Responsabilità e ognuno deve dare il proprio contributo, nel dare rispetto all’impoverimento  delle persone; In  Calabria mancano le Istituzioni, la sanità calabrese ha delle criticità, la Calabria arricchisce la Puglia e la Lombardia e io mi ribellerò. Una crisi è fondamentale, per la crescita delle persone e di una Nazione: è però difficile far parlare le persone.

Un’altra parola importante si chiama formazione, nessuno può vivere di rendita: i centri di formazione, servono per imparare l’ascolto perché il rapporto dovrebbe (ogni riferimento al ns. Presidente di Confederazione e puramente casuale) significare, saper ascoltare e terminava dicendo: è l’ora della Verità e della Responsabilità, a cui nessuno si può sottrarre, anche la denuncia è un segno di Salvezza. Mentre nella riunione del 04/07/2016 ci disegnava un triangolo equilatero dicendo: Da un lato c’è la Massoneria, dall’altro c’è la ndrangheta al centro la Politica: la Chiesa dove sta? Si parla di regole, di trasparenza, ma la Chiesa riesce a incidere?

Terminava invitandoci a leggere l’interessante libro, sulle “regole” di Gherardo Colombo ex Magistrato, il quale, in diversi punti dice: …si può constatare che qualsiasi tipo di associazione, comunità , consorteria, un ordine religioso, una bocciofila, la mafia, si basa su regole. Regole, legge, legalità sono le parole più usate quando ci si trova di fronte a fatti, drammi e contraddizioni relativi ai rapporti umani. Per dare senso concreto alle parole regole, legge e legalità bisogna guardare al loro contenuto.

Quanto male è stato provocato sotto il vessillo della giustizia, la giustizia non può funzionare se il rapporto tra i cittadini e le regole è ammalato, sofferto, segnato dalla incomunicabilità . La giustizia non può funzionare se i cittadini “non comprendono il perché” delle regole. Restando sempre in tema, Ecc. Rev. ma  si desidererebbe – sempre se  possibile – conoscere il suo pensiero, infine il sottoscritto Le riporta testualmente alcune risposte dell’intervista che il giornalista Pierluigi Diaco rivolge a Don Mazzi (il prete più scomodo d’Italia), nell’ articolo comparso sul settimanale Oggi n. 54 del 30 dicembre u.s., dove Don Mazzi chiama Nostro Signore Lui dicendo che: “… dovrebbe fidarsi molto poco di Vescovi e Cardinali: parlano di fede ecc. ecc. mentre la fede ammette, che  deve essere attraversata da dubbi ed incertezze per essere onorata”. E poi:

D. Ma come? Tanti anni di Sacerdozio non Le sono serviti a capire come rapportarsi con il Padre Eterno? R. Sono sincero non riesco a capire come facciano quei quattro preti Vestiti di Rosso a parlare della fede come fosse una cosa inventata e costruita da loro.

D. Qual è il luogo più strano dove ha incontrato Dio? R. L’ho trovato nei primi anni di sacerdozio a Primavalle, nella periferia romana. Poi l’ho sempre ritrovato nelle persone più umili e bisognose. Dove l’ho trovato di meno è stato in Chiesa.

D. In Chiesa? R. Sì, ha capito bene. Credo che la Chiesa sia il luogo dove si trova il Dio più piccoloQuello immenso lo puoi trovare sempre là  fuori, soprattutto per strada.

Il sottoscritto ha riportato solo alcuni stralci di questa intervista, per non dilungarsi. Affidiamo a Lei, Eccellenza Reverendissima, le riflessioni morali su questa vicenda, che vede la ns. gloriosa associazione abbandonata, dagli uomini di Chiesa. Il sottoscritto termina, allegando alla presente copia della preghiera Signore, salvaci dal disimpegno, non certamente per Lei, ma affinché venga letta e messa in atto da qualche Diacono, il quale, sicuramente non si è ben rapportato con Nostro Signore. Il sottoscritto resta in attesa e La saluta con il nostro motto: Che Iddio ve ne renda merito.

Castrovillari, li 08/Gennaio/2018                                                                          Vincenzo Martino con altri confratelli

[Alessandro Romiti]

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