misericordie d’italia. QUALCOSA SI MUOVE? SPERIAMO…

Nel muro di reticenza che riveste il mondo del volontariato, abbiamo finalmente una replica del Governatore di Rocca di Neto, Adriano Ruggiero
Il Presidente della Confederazione Roberto Trucchi

FIRENZE-CROTONE. Riceviamo e pubblichiamo un riscontro del governatore della Confraternita di Rocca di Neto, in relazione alla lettera di dimissioni e cessazione dell’attività.

Egregio Alessandro Romiti,
in merito a quanto riportato nell’articolo stampa del 9 luglio u.s., da Lei firmato, e dal titolo “Misericordie: una lettera da spiegare”, mi permetta di esternare quanto segue:

la lettera che riguarda la cessazione delle attività di volontariato della Misericordia di Rocca di Neto e che a mio modesto avviso non ha nulla da spiegare è stata spedita solo agli Organi confederali della Misericordia Nazionale e, a tal proposito, mi preme sottolineare che tra i destinatari non vi è la redazione del suo giornale “Linea Libera” e che evidentemente ha ricevuto la missiva in questione da fonte diversa dallo scrivente. Lungi da noi l’idea di voler pubblicizzare una questione che riguarda la nostra piccola Misericordia a la Confederazione Nazionale.

Monsignor Agostinelli ad Amatrice incontra i volontari della Misericordia, ma non incontra i “malpancisti”!

Evidentemente chi ha inviato la nostra lettera alla Sua redazione vuole fomentare sterili polemiche alle quale, ebbene che si sappia, non vogliamo assolutamente soggiacere, come abbiamo sempre fatto in altre precedenti occasioni.

Il contenuto della nostra lettera è alquanto palese e non presenta alcun linguaggio criptico anche se si è volutamente evitato di scrivere altre pagine per spiegarne le motivazioni che potranno essere rese edotte serenamente in un eventuale incontro con i destinatari della stessa per poter meglio interloquire con loro ed avere un legittimo contraddittorio alle nostre convinzioni.

Quindi sfatiamo ogni dubbio sul tenore di quelle poche righe che abbiamo scritto e cerchiamo di giudicare il contenuto delle stesse con animo sereno e senza alcuna sottaciuta malizia.

Per una questione di onestà intellettuale e per togliere qualche dubbio a chi ha inviato la lettera alla Sua redazione, tengo a precisare che non intendiamo assolutamente tirare in ballo il Presidente della Confederazione Roberto Trucchi in questa vicenda poiché già nel corso di due incontri tenuti a Lamezia Terme, come è nostra abitudine di parlare de visus, gli abbiamo prospettato le esigenze e i disagi del coordinamento delle Misericordie crotonesi, anche con toni accesi, ma nel pieno rispetto del ruolo che ricopre.

Per far dormire sonni tranquilli al vostro fantomatico “informatore”, posso affermare, anche a nome di tutte le Misericordie del crotonese, che da molto tempo è nostro desiderio voler interloquire con il Commissario straordinario della federazione Calabria-Basilicata, ormai perennemente assente dal nostro territorio, e con i consiglieri nazionali che rappresentano le due Regioni ai quali non è stato mai formalizzato alcun invito per le vie ufficiali, ma solamente a voce tramite altre figure che hanno ruoli di rilievo nelle misericordie calabresi.

Se non abbiamo scelto le vie ufficiali, lo abbiamo fatto in buona fede e, pertanto, ritenendo chiuso l’argomento sono pronto a chiedere loro scusa per non aver rispettato il protocollo e rinnovo lo stesso invito, questa volta pubblicamente, per incontrarci a Crotone al più presto per chiarire i fatti e per evitare inutili faziosità e guerre fratricide che non giovano al movimento delle Misericordie.

Ringraziando per la cortese l’ospitalità, Le invio cordiali saluti.

Per le inchieste ci hanno anche premiato: Romiti è a destra

Gentile Signor Ruggiero,
anch’io la voglio rassicurare: noi non abbiamo mai intenzione di “fomentare sterili polemiche”. La conosce lei quella massima evangelica di San Giovanni che recita: La Verità, rende liberi. Ebbene mi permetto di rammentarla al caso di oggi…

Ecco, la sua buonafede è dimostrata a un semplice esercizio pratico, al quale invito tutti i Governatori d’Italia: provate ad applicare la trasparenza in modo totale e incondizionato, ovvero senza alcuna coercizione o prevenzione morale.

Alberto Corsinovi – che non importa che vi presenti – mi disse nel luglio dello scorso anno che loro (i confederati) ci tengono alla trasparenza e alla pubblicità degli atti, ovvero alla gestione “democratica” della Confederazione.

Dunque, questa è la medicina che – mi permetta di dirlo con sincera misura di “pratica vissuta” – potrebbe sanare le questioni e non pensare di gettare alcuna polvere “sotto il tappeto”.

Vede, comunque, che il volontario che ci ha spedito la missiva riservata (ma poi è di rilevanza pubblica o no? Anche su questo mettetevi d’accordo una volta per tutte!) sapeva bene che al sistema serviva una “spintarella” per fare muovere l’ingranaggio delle relazioni tra la “mamma” (in via Steccuto) e la moltitudine delle “figlie”, molte delle quali sono abbandonate e indifese.

Quindi, “stia sereno”: noi sappiamo benissimo che la Confederazione è too-big-to-fail e che forse il nostro è un lavoro inutile e solo rischioso, ma che dobbiamo fare: le missioni, non si valutano con il metro dell’opportunità e della convenienza e il giornalismo – per chi scrive lo è davvero – ha una funzione sociale di sorveglianza, ovvero un “cane da guardia della democrazia”. E anche di democrazia, sono stato rassicurato, nelle Misericordie d’Italia ce n’è tanta. Non è vero?

Auguri a lei e agli altri 100 mila volontari impegnati nel servizio.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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