misericordie. NUOVE PROTESTE DALLA CALABRIA

Cosenza è lontana ma la Confederazione nazionale delle Misericordie è a Firenze e la governance investe oltre 680 sezioni. Il Presidente Roberto Trucchi sembra essere insensibile alle istanze di trasparenza e democrazia proveniente da molte regioni d’Italia

FIRENZE — COSENZA. L’inchiesta sulle Misericordie sembra essere una miniera con più filoni, speriamo esauribili (abbiamo tanto da fare).

Apriamo adesso quello della Confraternita della Misericordia di Cosenza: una realtà distante – anche culturalmente – da Firenze, ma che potrebbe essere un’ulteriore pagina grigia, da scriversi sulla Confederazione nazionale guidata da Roberto Trucchi.

Le verifiche effettuate prima di scrivere questo primo pezzo (del nuovo filone) sono convergenti e portate da colloqui accurati con più consiglieri nazionali che cercano – comprensibilmente – di gettare acqua sul fuoco delle incongruenze, auspicando chiarimenti e iniziative.

Il Presidente Trucchi ebbe a spedire una lettera di rassicurazioni nell’Ottobre 2017 a Cosenza, l’indomani dei fatti di Isola Capo Rizzuto con delle “buone intenzioni” attuate ma rimaste ignote nei loro esiti.

La lettera, sembra essere dimenticata nel cassetto degli uffici di via Steccuto che, ci dicono, non dispose nessuna verifica alla sezione cosentina.

Alcuni volontari di Cosenza ci riportano – anche esprimendoci tanta amarezza – notizie di una stabile malagestio: stipendi in nero (oltre 170.000 euro: ma è possibile?); conflitti di interesse tra gli eletti nel Magistrato; violazioni alle regole statutarie e dunque, inevitabilmente, una diffusa mancanza di trasparenza; ovvero assenza di democrazia interna con l’inerzia totale dei probiviri.

estratto lettera Trucchi (1)

estratto lettera Trucchi (2)

Noi, che immeritevolmente vogliamo crederci dei social watchdogs, provvediamo a pubblicare qualche carta delle numerose ricevute e che sono già state spedite in via Steccuto, auspicando che la Confederazione provveda alle richieste di intervento per un’eventuale “moralizzazione” e rimozione delle illiceità.

Il Presidente ci deve comprendere: noi facciamo solo il nostro lavoro e lui lo sa bene conoscendoci da oltre un lustro, potrà dunque disporre qualche iniziativa atta a dar segno di discontinuità, ricordandosi che i problemi, sembrano incombere anche su altre notabili Arciconfraternite, molto più vicine, e già segnalate su questi schermi.

Non faccia come quella volta che promise l’intervento del Commissario Gionata Fatichenti, applicato temporaneamente a Isola C.R. e poi sparito: a Cosenza ci dicono che non l’hanno più visto. È vera questa storia Roberto? È vera la sequela di irregolarità e illeciti nelle elezioni del Magistrato cosentino del 5 marzo 2017?

Lettera di protesta dell’Aprile 18, inevasa (1)

Lettera di protesta dell’Aprile (2)

I consiglieri nazionali che abbiamo intervistato (freschi di nomina, ma determinati e fieri) sono stati monotònali e convergenti: hanno confermato le irregolarità e concluso la telefonata auspicando lo “sdoganamento” di provvedimenti dalla Confederazione atti a rimettere le Misericordie sulle “ruote del Vangelo” citando il compianto Vescovo Mansueto Bianchi.

Qualcuno ci ha anche assicurato (citando San Giovanni) che, lui è (sono) per – e ricerca(no) – la Verità: “una e sola”.

Vogliono dunque la Democrazia, fondamento di correttezza gestionale da riconoscersi unicamente nel rispetto formale e sostanziale dello Statuto in un clima di costante trasparenza e correttezza.

Non è questa una richiesta strampalata, davvero Roberto? Tu sai meglio di noi che in democrazia, il rispetto “formale” delle regole è una condizione fondamentale ineludibile: che puoi dirci sul decalogo di contestazioni riportate nella lettera dell’Aprile scorso, sopra riprodotta? L’hai ricevuta? E hai dunque fatto svolgere le verifiche? Con quali esiti?

Vogliamo dunque sperare che il “filone Misericordia di Cosenza” non ci debba impegnare in ulteriori pubblicazioni e che il Magistrato della Confraternita, riceva tutti gli strumenti del caso per sanare le incongruenze gestionali riportate dai nostri lettori cosentini, e non solo (sembrerebbe).

Ci chiediamo infine se questo è un caso che sarà smentito e rettificato, se invece verrà eluso da ogni considerazione essendo isolato o altresì, è solo la punta di un iceberg. Chissà chi lo sa?

Dunque sinceri auguri a tutti i volontari d’Italia: questo è il nostro modo di augurare loro un nuovo Anno: un 2019 improntato alla trasparenza gestionale e alla fattiva democrazia nel mondo del terzo settore intero.

What else?

[Alessandro Romiti]

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