misericordiosi. DALLA CALABRIA UN GRIDO DI AIUTO E APPELLO DI LEGALITÀ

La Confederazione nazionale delle Misericordie è davvero allo sbando?
Il Presidente Roberto Trucchi

FIRENZE. La nostra domanda del sottotitolo è purtroppo giustificata, dai rumors che abbiamo segnalato la scorsa domenica e, tutt’altro che sopiti: i nostri informatori ci esortano a garantire loro una evidenza che, al momento, sembra frutto di una vicenda in pieno sviluppo con una crisi aperta in seno alla Confederazione tra il Presidente Trucchi e il responsabile della Federazione Corsinovi, incardinata sulla nomina dell’ex commissario di Isola Capo Rizzuto Gionata Fatichenti, anche incaricato di verificare la gestione delle Misericordie della Calabrie.

I fatti di Isola Capo Rizzuto, hanno lasciato in ginocchio le Misericordie della Calabria e della Basilicata.

Il Cara di Isola

Come un uragano, si sono abbattuti sulle associazioni, una serie di illeciti commessi da Leonardo Sacco e & C. alla faccia degli ideali “evangelici” (solo sulla carta, ovvero sugli Statuti) della misericordiosa associazione di volontariato.

Il “correttore nazionale” Vescovo di Prato Franco Agostinelli, non ha ricevuto una delegazione di confratelli e consorelle “indignati” provenienti da molte parti d’Italia.

Perché questa chiusura e, sopratutto silenzio?

Sulla situazione della Calabria, anche alcuni eminenti volontari parlano di malagestio diffusa, niente affatto smentita.

Dunque viene da chiedersi com’è che vertici confederativi di via Steccuto a Firenze avrebbero permesso tutto ciò? Per convenienza economica? Perché non sapevano nulla o perché tenuti in “sacco” dal Sacco (il già governatore è tutt’ora sotto processo)?

Gionata Fatichenti, già Commissario temporaneo al Cara di Isola CR

Risposte in merito non ne sono mai arrivate e forse mai arriveranno, fatto sta che dopo tutto quanto successo, avrebbe lasciato corrodere nel degrado quanto di buono rimasto, oggi purtroppo veramente poco.

All’indomani dello tsunami del Cara (centro accoglienza richiedenti asilo) di Isola Capo Rizzuto, in fretta e furia si è pensato di commissariare tutto, sovrastando anche la presenza all’interno della Federazione Calabria e Basilicata, di esponenti delle forze dell’ordine, datisi inutilmente disponibili.

Forse gli stessi sarebbero stati “scomodi” (per la loro competenza e trasparenza?), quindi meglio mandare un uomo di fiducia da Firenze, per eseguire le manovre dettate da Trucchi, Corsinovi e Del Bianco?

Il “trio delle meraviglie” che sembra passare al tritacarne la Confederazione che, mentre scriviamo sono in una riunione davvero hot.

Il Fatichenti prima e Marino Fioretti dopo, senza perdere tempo, si sarebbero attivati chiudendo tutto quello che c’era da chiudere; avrebbero svuotato l’intero autoparco dei mezzi presenti a Isola C.R. (tutti comprati con contributi regionali della Conferenza Regionale Calabria), sistemato le proprie ancelle in posti di notevole importanza e visibilità.

Poi, uno è scomparso, forse consapevole che in Calabria per lui la vita non sarebbe tanto facile, dopo i casini combinati (successivamente al 17 Maggio 2017 e alla presenza dei veri Commissari giudiziari), l’altro fa la comparsa.

Prato,il Correttore nazionale Vescovo Agostinelli, non riceve la delegazione degli “indignados” di varie Misericordie

È molto forte la convinzione tra le nostre Misericordie che esiste un progetto per far fallire la Federazione Calabria e Basilicata, lo stesso ente mai affiliato a Confederazione deve ricevere dai vertici fiorentini, una somma che sfiora i 350.000 euro, derivanti dal 5 % degli introiti del C.a.r.a., tale somma andrebbe a gravare sul bilancio confederale, già appesantito da una cartella di Equitalia che inizialmente era di 20 milioni di euro e poi, dopo un compromesso è diventata di (soli, sob!) 700mila.

Lo scandalo più rilevante è che questa cartella non sarebbe dovuta nascere proprio perché illegittima: così non l’hanno giudicata i consulenti esterni di Confederazione che – incredibilmente – hanno consigliato di trattare, in barba a quanto indicato dal consulente interno a Confederazione, messo in un angolo perché non rientra nelle grazie del D.G.

A dimostrazione della ipotesi di un “fallimento pilotato” vi è il fatto che il commissario Fatichenti, per ben due anni, avrebbe mancato di stilare i bilanci di Federazione e ciò in barba ai più elementari principi normativi imposti alle associazioni, con il silenzio dei revisori contabili e dei probiviri.

Già i probiviri: ma questi, sanno di cosa stiamo parlando?

I consiglieri nazionali calabresi, hanno inviato una nota al Presidente Trucchi, dopo un incontro avuto con i governatori delle Misericordie. La missiva è stata letta durante il consiglio nazionale di Luglio dove, il massimo rappresentante Confederale, si assumeva la responsabilità di continuare con il commissariamento, pur senza ascoltare il parere dei consiglieri, come per dire quì decido io e basta.

Le ambulanze sono la fattiva testimonianza di servizio di tanti volontari

Non ci scandalizziamo quando assistiamo al silenzio assordante, riguardo quanto sta accadendo a Cosenza, d’altronde i volontari non hanno evidenziato niente di nuovo, e già negli anni passati, Sacco avrebbe occultato tutto proprio perché erano importanti i voti che poi lo avrebbero portato ai vertici del sistema.

Alcuni osservano che la Misericordia di Cosenza sembra un’azienda “partecipata” camuffata da Onlus che tutti sanno, ma che a nessuno interessa ficcare il naso, per il mantenimento degli equilibri e le possibili ghigliottine pronte all’azione.

Il governatore Solbaro respinge le informazioni e ribatte: Cosenza è a posto, giustificandosi accollando gli illeciti alla malagestione del precedente governatore, dimenticando però che lui era un amministratore e quindi sempre responsabile per aver tenuto le mani in pasta.

Morale della favola: mentre Firenze dorme, Cosenza si arricchisce e i poveri volontari che hanno denunciato il tutto, si ritrovano vittime di un trattamento che dovrebbe esulare dagli ideali della Misericordia.

A tutti, proprio tutti, va bene così?

Adesso che la misura è colma, speriamo che la Procura della Repubblica riesca a fare luce: l’ennesimo scandalo stavolta metterebbe la parola fine ad un movimento glorioso che forse ha bisogno di essere rifondato partendo da uno “zero assoluto”.

Vogliamo solo osservare che, a fronte degli annunci di criticità riportate alla nostra redazione in numerosi articoli, la Confederazione tace.

Va davvero tutto bene così?

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