misericordiosi. LA DRAMMATICA LETTERA DI ANGELO CUZZOLA

Angelo Cuzzola, Presidente e volontario integerrimo lancia appelli al risveglio delle coscienze di tutti i volontari

FIRENZE. Pubblichiamo una lettera del confratello delle Misericordie Angelo Cuzzola anche Governatore della Misericordia di Reggio Calabria, ma che si trova nella posizione di un Davide, contro Golia: un documento inviato a tutte le Misericordie d’Italia e poi diffuso tra i volontari grazie ai social.

La lettera non ha bisogno di essere commentata, essendo un atto di denuncia forte e definitivo sulle vicende del “movimento” delle Misericordie d’Italia con un drammatico appello al risveglio delle coscienze dei volontari tutti che “fanno la storia”.

Segue il testo

Buongiorno a tutti,
le lettere che sono arrivate riguardo la situazione delle Confederazione Nazionale, mi hanno spinto
ad esternarVi alcuni miei pensieri atti a chiarire che non tutti i consiglieri nazionali hanno remato
verso il fallimento di Confederazione.
Mi chiamo Angelo Cuzzola, sono il Governatore della Misericordia di Reggio Calabria, candidato alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale alle ultime elezioni, essendo votato da 10 Misericordie su 37, mi sono classificato al secondo posto dietro Leonardo Sacco.
Il mio ingresso in Confederazione è stato sancito dopo circa un anno dall’arresto di Sacco, dopo un iter travagliato vuoi per il rispetto non so di quali articoli dello statuto, vuoi perché la mia fama di “rompiscatole” era già nota ai tempi in cui ricoprivo l’incarico di consigliere all’interno della Federazione Calabria Basilicata, infatti il mio modo di essere ribelle, combattente per le regole corrette, mi ha sempre etichettato come persona difficile, alla fine hanno parlato i fatti.
Sin dal mio ingresso in Confederazione, ho percepito un modus operandi che non aveva niente a che fare con il mio modo di essere fratello di Misericordia. Chi sedeva a quel tavolo, doveva soltanto approvare: ogni cosa veniva promossa senza poter esternare alcuna obiezione.
Ciò non rientrava nel mio modo di fare e, per tale motivo sono iniziate le richieste di chiarimenti, indirizzate verso i punti in discussione che ritenevo poco chiari e corretti.
Ero scomodo prima di entrare e lo sono stato appena entrato.
Sin dall’inizio mi sono battuto per far ritornare la Federazione Calabria e Basilicata, a essere un ente rappresentativo per le Misericordie calabresi e lucane.
Faccio un passo indietro per chiarire quanto successo l’indomani dell’arresto di Leonardo Sacco: siamo stati convocati ad Isola Capo Rizzuto dove siamo stati accolti da Alberto Corsinovi e Gionata Fatichenti i quali ci hanno prospettato un immediato commissariamento della Federazione, vista l’incertezza della gestione di Sacco, si correva il rischio di trovarci in situazioni poco piacevoli.

Gionata Fatichenti, già Commissario temporaneo al Cara di Isola CR

Naturalmente commissario della Federazione veniva nominato Gionata Fatichenti che, dopo averci riempito di belle parole, come suo solito fare, si è dato da fare a convocare i governatori ad Isola Capo Rizzuto, propinando programmi ed iniziative che facevano luccicare gli occhi a chiunque fosse presente.
Con il passare del tempo, gli occhi hanno perso lucentezza. Federazione è stata spogliata di mezzi ed attrezzature, destinati ad altre Misericordie d’Italia. Non si è avuta contezza di movimenti contabili. A oggi — dopo tre anni — non è mai stata convocata un assemblea per l’approvazione dei bilanci.
Preciso che Fatichenti è stato affiancato dall’aiuto commissario Mariano Fioretti, entrambe le figure stipendiate da Confederazione.
Nel Luglio del 2018, Alberto Corsinovi presso i locali della Confederazione, illustra al sottoscritto ed al consigliere di Basilicata, Antonio Santoro, i programmi per il rilancio di Federazione. Si è rivolto a noi d’accordo con il presidente Trucchi, in quanto figure di fiducia uniche a poter ricevere l’incarico per la rinascita.
Già in quella sede, ho esternato la mia volontà di non essere il Presidente della Federazione, nel caso queste fossero le intenzioni. Avrei garantito il mio impegno affinché si arrivasse alla nomina di un nuovo direttivo a patto che tutte le spettanze economiche e non, fossero state restituite.
Sicuramente questa comunicazione ha stravolto quelli che erano i piani iniziali, visto che lo stesso Fatichenti, a Empoli durante la visita alla Misericordia cittadina, ci proponeva di mettere in liquidazione Federazione in modo da poterla chiudere o meglio ancora di poter creare due conferenze regionali per Calabria e Basilicata.

Punto fermo da parte nostra, rimaneva la restituzione di quanto dovuto e in precedenza prelevato.
Da allora è iniziato il conflitto.
Oggi, le Misericordie di Calabria e Basilicata si sono autoconvocate per riprendersi la Federazione: tale autoconvocazione ha turbato il Presidente Trucchi che avrebbe preferito una richiesta di convocazione.
Ma torniamo al consiglio nazionale.
Sono stati parecchi i punti non approvati dal sottoscritto che, con continue email, ha contestato le varie delibere puntualmente approvate e mai contestate se non da qualcuno.
Ho contestato:

  • la procedura di licenziamento del dimissionario direttore generale Andrea Del Bianco, dimessosi in malo modo dopo l’assemblea di Lucca e lasciato tranquillamente al proprio posto, con lauto stipendio da dirigente, senza aver mai firmato un contratto e che senza che lo stesso fosse presente in Confederazione.
  • Ho contestato la discussione durante il consiglio di Atriplada, nell’Ottobre del 2019 quando si parlava di Benevento, valutando le varie problematiche che avrebbero aggredito Confederazione e si pensava a come partecipare al nuovo bando, non considerando che proprio Benevento sarebbe stato il colpo di grazia.

Ho contestato la scelta scellerata di convocare il consiglio a Pistoia nel Luglio 2020, chiedendo di farlo svolgere via call. Nessuna risposta ha seguito la mia richiesta ma scopro in un secondo momento che alcuni consiglieri, amici degli amici, sono stati invitati a partecipare con lo stesso mezzo da me richiesto —il verbale di tale consiglio l’ho impugnato ed è in attesa di decisione da parte dei probiviri — solo per raggiungere il numero legale.

 

Il Presidente Roberto Trucchi

Questo mio modo di fare ha disturbato non poco il Signor Presidente Trucchi, al punto da ritrovarmi tra i punti all’ordine del giorno di ben 4 consigli con la seguente dicitura: “Consigliere Cuzzola Angelo discussioni e determinazioni”.
Più volte ho chiesto spiegazioni su cosa di tanto grave avrei commesso, al punto di ritrovarmi inserito all’ordine del giorno. Nessuna risposta come prassi consolidata.
Per non essere più al centro dell’attenzione, ho dovuto far diffidare il Presidente dal mio avvocato, affinché mettesse fine ai continui inviti a discutere e determinare chissà cosa, in un tavolo pubblico, invitandolo a discutere di persona l’eventuale infrazione da me commessa. Ovviamente l’incontro non c’è mai stato, conferma che si è cercato di screditarmi.

Naturalmente ho votato contro l’approvazione del bilancio, da me considerato una farsa di numeri in fila senza senso perché i milioni di euro di debiti sono ben altri, e molto più consistenti, che hanno cercato di addebitare a Isola capo Rizzuto o Benevento, ma sappiate bene che tutti gli appalti li ha firmati Trucchi, i soldi li ha presi Confederazione e i commissari sono stati i delegati di Trucchi e cioè Gionata Fatichenti e Mariano Fioretti che hanno completato l’omicidio delle nostre Misericordie.

E dopo tutto ciò la ciliegina è arrivata durante gli ultimi consigli. Confederazione non riconoscerà contributi alle Federazioni, Toscana esclusa, per cercare di risanare il debito, naturalmente approvata dalla maggioranza dei consiglieri.
Avrei potuto elencare tante altre contestazioni ma avrei impegnato troppo del Vs tempo.
Io resto seduto al tavolo solo perché non rinnego quanto ho fatto e quanto farò per le Misericordie semplici piccole povere e pulite come la mia. Certo è che io, per secondo, ma solo per tempistica, sono quello che non si è piegato ai soprusi alle arroganze e al sistema …

La mia disponibilità al movimento resta solo se questa classe dirigente tutta sia azzerata e non sia surrogata dagli amici degli amici o come dice qualcuno, in balia del “cerchio magico degli amici de noijartri”.
Misericordie pulite, gente di misericordia sincera non rimanete nel torpore o nel silenzio, non abbiate paura perché la storia la facciamo noi.

Questo è il terremoto di casa nostra, bonifichiamo e ricostruiamo, non siamo più tanto pochi.

Alle misericordie Toscane chiedo aiuto perché loro sono la storia e a Prato, chiedo di adottarci e informarci per portare avanti la civiltà dell’amore, non del disonore, come ci hanno buttato in faccia questi signori consiglieri fino ad oggi. 

Buon Natale di rinascita con Gesù bambino

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