mont-ana. LA PIANA DELLA LEGALITÀ, DELLA GIUSTIZIA E DELLA BUONA AMMINISTRAZIONE

L’Anticorruzione si è pronunciata per il riesame della disciplina sulle norme della trasparenza e della corretta amministrazione nei democratici Comuni di Agliana e Montale, isole felici per il rigoroso rispetto delle leggi
L’ex Segretaria Donatella D’Amico

 

MONT-ANA. La vicenda è datata avanti per oltre tre anni, allorquando l’amministrazione commissariata di Giacomo Mangoni era troppo “distratta e impegnata”.

Si dimenticava di rispondere agli “accessi agli atti pubblici” di cittadini e giornalisti, non permetteva ai consiglieri di acquisirli in modo tempestivo (di questo sanno qualcosa sia il sindaco Benesperi che l’assessore Maurizio Ciottoli e il capogruppo Fabrizio Baroncelli, che non dimenticano) e costrinse le opposizioni a fare una pubblica conferenza stampa per denunciare le violazioni sistematiche delle norme e delle regole della trasparenza e dell’accesso.

Ma nei comuni democratici e con amministratori democratici alla Guido Del Fante, le cose funzionano e hanno sempre funzionato così. Anche il Prefetto di allora, Angelo Ciuni, venne interpellato e rispose “non possumus” – ma era un “non expedit”, non conveniva a nessuno stuzzicare il tafanaio.

Fu così che qualcuno si decise a scrivere all’Anac (Autorità Anticorruzione) per i provvedimenti del caso: anche l’attuale Prefetto, la signora Emilia Zarrilli, non ha voluto prendere iniziative sulla serie di evidenti incongruenze che si era configurata nei due Comuni della Piana.

Il problema era lo stesso e generato dalla stessa persona: la coincidenza tra controllore e controllato, ovvero la concentrazione dei poteri di disciplina, controllo e sanzione, nelle mani di una unica persona che – indovinate – è sempre lei, la Fata Smemorina, una e trina. Tutto questo, con buona pace della fantomatica Catherine Germain, una linguista dell’Università di Firenze che era – nel solo Comune di Agliana – l’Organo Indipendente di Valutazione (Oiv, ma dunque, anche di controllo dell’andazzo!), una figura dimostratasi inutile, ma che in dieci anni ha percepito quasi una trentina di migliaia di euro. L’efficienza e l’efficacia piddina funzionano così?

Il capogruppo di FdI Fabrizio Baroncelli qui con l’allora consigliere Benesperi: entrambi non dimenticano le angherie subìte

Tanto inutile, la Catherine Germain, che anche il sindaco Mangoni, a gennaio, dopo aver di fatto eliminato il commissario [nau]Fragai, non le rinnovò l’incarico, cestinando così anche lei e la sua patrocinatrice del 2010, la fu segretaria Rosanna Madrussan.

L’Anac, con molta prudenza e moderatezza, aprì due fascicoli all’ufficio Uvot (quello di vigilanza). E l’ufficio, esaminate le pratiche, chiese dei chiarimenti. Chiarimenti di circostanza, che sono stati poi prodotti dalla segretaria generale (a scavalco dei due Comuni del Mont-Ana, Donatella D’Amico con i suoi circa 11mila euro di stipendio mensile, al netto di altre succulente regalìe).

La D’Amico rispose a Roma svicolando con un ridicolo “quesito giuridico” che aveva la sua chiara risposta nella consultazione automatica del testo della legge 13 del 2013, quella sulla disciplina della trasparenza, emanato ben sei anni fa, ripetiamo “sei”.

Corsi e ricorsi:. ll Segretario è stato demansionato, ma si potrà perseguire per i danni d’immagine arrecati?

Dunque, con delibera 700 del 23 luglio 2019 l’Anac ecco che interviene con un pronunciamento che inquadra esattamente le questioni che erano state aperte nei Comuni del Mont-Ana. E nel pronunciamento si stabilisce in modo perentorio che non potrà mai essere che il “Sostituto provvedimentale”, previsto dalla legge, coincida con il “Responsabile della Trasparenza” di un ente – o due figure antitetiche verrebbero a coincidere in chiaro conflitto.

A questo punto, direte voi, si apra un procedimento disciplinare contro la responsabile di questa grave negligenza (sempre lei, solo lei): la dottoressa D’Amico venga affidata alle cure del suo “ordine professionale”, cioè la “setta” dei segretari comunali ai quali il prefetto non può o non vuole dire mulla, e che, così belli e svincolati, così ben remunerati, si permettono di fare ciò che vogliono nella più accreditata tradizione delle norme della riforma Bassanini (che, è bene ricordarlo, è stato un democratico e non un fascista)..

«Alla fine tutto torna», come diceva un collega pistoiese che di demokrats se ne intende davvero.

Scarica Delibera Anac-700 del 23/7/2019

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]
Ma è possibile che in Italia non funzioni niente?


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email