MONTAGNA. COMUNI, FUSIONI E CONFUSIONI…

Giorgio Fabbri: «I nuovi consiglieri regionali (di destra o sinistra) e quelli rieletti che hanno le idee “chiarissime” dovrebbero spiegare con che criterio hanno presentato questi disegni di legge»
Giorgio Fabbri
Giorgio Fabbri

ABETONE-MONTAGNA. Se i politici di sinistra e qualcuno anche di destra, insieme ai sindaci della Montagna Pistoiese, volevano mettere in confusione i cittadini Montagna, ci sono riusciti in pieno, infatti hanno messo in campo varie ipotesi sulla fusione dei comuni: a due, a tre, a quattro e perché non a cinque comprendendo Sambuca Pistoiese, nell’ipotesi che qualcuno si sia scordato di questo comune.

Senza contare il fatto che anche Sambuca fa parte dell’Unione dei Comuni, unione che nessuno vuol far funzionare. Forse perché non si riscuote nulla per gestirla; come si dice da noi “a gratisse” mentre i nostri amministratori sembrano avere un unico scopo, crearsi lo stipendio; basta vedere gli ultimi avvenimenti.

I nuovi consiglieri regionali (di destra o sinistra) e quelli rieletti che hanno le idee “chiarissime” dovrebbero spiegare con che criterio hanno presentato questi disegni di legge:

  • si sono forse informati dai cittadini che popolano la montagna?
  • hanno fatto riunioni per informali sull’utilità della fusione o delle fusioni?

Ma manco per idea. Se ne sono ben guardati, anche perché secondo me non sanno cosa dire. Lo sanno che nei comuni montani la pressione fiscale è al massimo?

Escluso quello dell’Abetone, perché, conoscendo come funzionano i carrozzoni, sia la raccolta della nettezza che l’acquedotto se lo sono tenuto in gestione propria.

Se si fonde con Cutigliano o con il Comunone anche questi due servizi passerebbero a Cosea e Gaia con i relativi disservizi e aumenti notevoli di spesa per i cittadini.

In una assemblea fatta a Boscolungo alla presenza di alcune decine di persone, su una popolazione di 2.400 abitanti, avrebbero deciso la fusione, promettendo di fare poi riunioni informative locali, cosa che ancora non hanno fatto.

Alle porte del referendum, visto che si parla di ottobre o novembre, i cittadini dovrebbero dire sì o no: essendo pienamente consci che non ne sanno nulla, sembra essere tornati al tempo dei feudi.

Uno dei cinque stelle, partito che dovrebbe nascere in montagna, mi ha detto che io sostengo queste tesi perché sono attaccato alla poltrona e ho paura di perderla perché ci guadagno. Ci ho pensato e poi mi sono guardato allo specchio e mi sono detto che sono un fesso a ricoprire la carica di consigliere comunale all’Abetone, ci rimetto giornate di lavoro e euri di tasca: deduzione “io mi voglio male”.

Anzi no, penso invece, che forse, chi parla o non è in buona fede o non ha collegato il cervello alla lingua.

Giorgio Fabbri
Capogruppo di Minoranza

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4 thoughts on “MONTAGNA. COMUNI, FUSIONI E CONFUSIONI…

  1. Riunione a Boscolungo, se non erro si trova nel Comune di Abetone, Fabbri dice alcune decine di persone su 2400 abitanti

    Ma se
    Abetone fa 666 residenti (dato http://www.comuni-italiani.it/047/001/)
    e
    Cutigliano fa 1527 residenti (fonte http://www.comuni-italiani.it/047/004/)

    e se si aggiunge Piteglio (http://www.comuni-italiani.it/047/015/) e/o San Marcello Pistoiese (http://www.comuni-italiani.it/047/019/) si sfora alla grande

    da dove viene fuori il numero di 2400?

    ma manco una somma si riesce a fare?

  2. caro piccolo principe per essere precisi Abetone Popolazione 648 abitanti(01/01/2015 Istat)
    http://www.tuttitalia.it/toscana/19-abetone/

    Cutigliano Popolazione 1.522 abitanti(01/01/2015 – Istat)

    http://www.tuttitalia.it/toscana/89-cutigliano/

    totale abitanti 2170

    alla riunione fatta appunto a Boscoluno nell’ipotesi di fusione, venne richiesto l’annessione anche del territorio sino alla lima ( territorio parte di San Marcello Pistoiese e parte di Piteglio ) e in un conto approssimativo ho messo circa 2400 abitanti che si definiscono di alta montagna, errore mio nel non averlo spiegato, ma ammesso che nemmeno i conti sappiamo fare, detto da una persona che invece di esprimere i propri pensieri dietro uno nome e un cognome cioè di una persona che ci mette la faccia, che esprime i propri pensieri, invece nascondersi dietro uno Pseudonimo, mi da del ritorno ai tempi dei moti sovversivi, cosa che oggi dichiarati tempi democratici, con libertà di pensiero (rimanendo sempre nell’educazione ovviamente) non ne capisco il motivo. ( prima e ultima volta che replico ad una persona che non si identifica)
    buonagiornata

  3. ci risiamo,
    quando non si hanno argomentazione ci si nasconde dietro al non voler parlare con uno pseudonimo.
    Ma se uno discute con libertà di pensiero e con educazione, credo che siano più importanti i contenuti che non con chi si discute.

  4. Bravo Piccolo Principe! Sta di fatto che io, e non solo, quando scrivo, mi firmo con nome e cognome, e chi legge Linee Future con una certa assiduità, è sicuramente arrivato a capire anche dove sto di casa.
    Lei, di cosa ha paura? Per caso, di subire intimidazioni o agguati? Alla fine, per come gira il mondo, potrebbe non esserci da meravigliarsi, e sarebbe forse l’unico motivo plausibile per il Suo ostinato anonimato.
    Piero Giovannelli

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