montagna. COSA RESTA DELL’ASSEMBLEA POPOLARE DEL SINDACO DANTI?

Abetone per ora salvo...
Abetone. Un impianto di risalita

ABETONE. Lunedì scorso nella sala consiliare del Comune di Abetone il sindaco Giampiero Danti ha tenuto un’assemblea pubblica sulle problematiche relative agli impianti di risalita del comprensorio montano.

L’assemblea è avvenuta all’indomani del rinnovo dell’accordo del Consorzio Abetone Multipass tra le società che gestiscono gli impianti di risalita .

Durante l’assemblea (a cui mancavano i rappresentanti del Comune di Cutigliano) è stato lanciato un grido d’allarme e si è parlato di rischio chiusura di tutti gli impianti di risalita e quindi di tutto il comparto impiantistico.

A proposito dell’assemblea popolare (che ha visto una numerosa presenza di cittadini) è intervenuto anche il comitato “Abetone vuole vivere” che unendosi alla popolazione e alle categorie economiche ha chiesto all’amministrazione comunale un intervento risolutivo.

«L’alternativa – spiega Susanna Ferretti – è la chiusura di un intero comprensorio e di un intero territorio con ricadute sociali e economiche inimmaginabili. Ora ci vogliono delle risposte dagli enti locali!».

All’assemblea il direttore tecnico dell’impiantistica della Val di Luce e della Selletta avrebbe omesso – secondo il comitato – di presentarsi con una ricca documentazione di bilancio degli ultimi sette anni di gestione “limitandosi ad un’adunata pretoriana francamente offensiva verso lo stato d’animo delle persone, data la situazione annunciata” e l’emergenza “strombazzata” e oggettivamente per niente diversa da quelle rituali di luglio e novembre e se non c’è neve anche a febbraio.

Secondo il comitato Abetone vuole vivere «i lavoratori dell’indotto e le loro famiglie hanno tutto il diritto di fare comunità al di là della bandiera o del campanile» e la presenza massiccia di cittadini come quella presentatasi lunedì scorso all’assemblea in Comune «non può che essere auspicabile e legittima visto anche che l’impiantistica rappresenta fisiologicamente il fulcro di una intera economia della area che si snoda tra Piandinovello e Fiumalbo» ma ciononostante «non è possibile creare – come hanno fatto intendere durante l’incontro – un circo di allarmismo come quello dell’emergenza quando sono anni che ci rigiriamo attorno alle stesse pseudo novità (come la battaglia relativa ai fondi regionali)».

La convocazione dell'assemblea
La convocazione dell’assemblea

«Sarebbe stato interessante – si legge nella nota del comitato Abetone vuole vivere – analizzare criticamente tale emergenza con dati alla mano, per potenziare un lavoro fatto attraverso qualche modifica e ascoltando le proposte, specie quelle di coloro che ci campano davvero, con gli impianti di risalita».

Ma come detto i “dati” mancavano e addirittura l’argomento è stato surclassato con la scusa delle chiacchere.

Non c’è stata neppure nessuna assunzione di responsabilità e nessun preambolo di rinnovamento ma secondo il comitato si è assistito ad un intollerabile ripiegamento sulle medesime strategie sterili «che evidentemente fanno comodo, ma che, di fatto, non aiutano a dare futuro alla gente».

Un’occasione persa, una “supercazzola” e basta invece di fare una analisi seria.

«C’è bisogno di onestà intellettuale e di cambiamento reale, piuttosto». «Tutta la gente che eravamo, che cosa allora è venuta a fare? Per andare in massa a Firenze a chiedere quello che di solito chiede il Sindaco nella sua doppia personalità di imprenditore e amministratore del nostro comune?».

«Ora sul piatto abbiamo alcune cose, di cui almeno due reali: il rischio di rimanere senza lavoro e una gestione che si ripropone con le stesse caratteristiche. Altre le cose inventate, come la preannunciata morte di un’economia, palesemente indotta dalla creazione dello stato di emergenza eccezionale. E si sa, l’emergenza tutto travalica e tutto tralascia, comprese le spiegazioni e la possibilità di costruire un percorso rinnovato. Tutto pietrifica e fa chinare il capo anche ai più arditi. E allora si riparla di mega progetti (storici buchi neri del magna-magna).

«Ci si ripete anche nel prevedere futuri, indispensabili comportamenti ripropinando l’ideona di ottenere subito un po’ di soldi dalla Regione Toscana (refrattaria rispetto a quella dell’Emilia Romagna e del resto del Paese ‘bianco’, nell’investimento di risorse di tipo ordinario e incallita nel mercanteggiamento “straordinario”), per riprendere appena un po’ di fiato e poi, giù, a martello pneumatico, a chiedere e a pretendere il “nostro” (ma di chi?), tutti i giorni che Dio metterà in Terra: soldi, soldi, soldi ».

«Ma scusate – continua il comitato – dove sono tutti i soldi che “con le unghie e con i denti” (vedi Sindaco Danti) sono stati conquistati? Dov’è il bottino di guerra? Se non nei bilanci fallimentari delle gestioni di Ximenes prima e della Società Slittovia, oggi?».

comitato volontario abetoneContinua il comitato Abetone vuole vivere: «Vorremmo capire come si possa pensare di fare una rivolta per ripetere gli stessi errori, e questo senza offendere nessuno, ma guardando al futuro. Forse c’è qualcosa da cambiare. E di sicuro non è vendendo il Comune dell’Abetone che si potrà risolvere l’annoso problema.

«Se si va a Firenze ricordiamoci di perorare la causa giusta e di pensare alla propria sopravvivenza e non a quella di chi ordina: “armiamoci e partite”».

« I frutti dell’eventuale rinnovato bottino di guerra che la disfida di via Cavour dovesse produrre – conclude il Comitato – dovranno pur essere immediata linfa tangibile e fuori dal solito carrozzone, se si vuol davvero che siano investimento per i nostri figli. O no? ».

Leggi anche: http://www.linealibera.info/montagna-rischio-default-degli-impianti-di-risalita/

[Andrea Balli]

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