montagna da scoprire. GEOGRAFIA TURISTICA ANNI ‘60

Le distanze chilometriche dalle principali località italiane nei “Google Mapps” ante-litteram dell’Azienda Autonoma di Soggiorno
Le distanze da Lizzano

MONTAGNA PISTOIESE. A cavallo tra gli anni ’60 e ’70, quando la montagna era ancora la Montagna, ogni borgo grande o piccolo che potesse essere, era dotato di tutti i servizi: non mancavano le poste, le scuole e alberghi, pensioni e colonie brulicavano di persone.

Tempi andati, in cui in ogni paese c’era e faceva bella mostra di se un cartello, che in maniera discreta e un po’ civettuola ammiccava all’importanza del luogo in cui ci si trovava, con su riportato le distanze chilometriche che lo separavano da altre località, ovviamente non meno importanti.

Una sorta di “Google Mapps” ante-litteram, di un bel blu scuro austero con scritte bianche che ne enfatizzavano l’ufficialità e ne esaltavano l’importanza.

Alcuni di questi, testimonianza di un passato ricco di fasti, sono ben visibili sui muri, dove l’Azienda Autonoma di Soggiorno li aveva collocati, quasi 50 anni fa.

Con forse orgoglio campanilistico vi furono riportati i nomi degli altri capoluoghi montani: Abetone, Cutigliano e, anche se non lo era, Pracchia, importante snodo ferroviario, ma non, chissà perché, Piteglio, all’epoca ancora comune.

Le distanze da Mammiano

Poi tutte o quasi le città di provincia della Toscana,: Arezzo, Carrara, Firenze, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia e Siena e in anticipo sui tempi, anche Prato assurta solo 20 anni dopo nel 1992, a ruolo di capoluogo di provincia, ma non, altra curiosità, Grosseto.

Fra le altre toscane menzionate, le termali Bagni di Lucca e Montecatini, la marittima Viareggio e la culturale Volterra, legata alla montagna dalle vicende storiche di Francesco Ferrucci caduto nella battaglia di Gavinana atto conclusivo dell’assedio di Firenze del 1530.

D’obbligo poi il riporto delle due capitali italiane: quella politica, Roma e quella economica, Milano.

Infine tre menzioni per le vicine Porretta Terme e Bologna lungo la direttrice della ferrovia transappenninica e la “lombarda” Modena.

[Marco Ferrari]

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