MONTAGNA, DISMISSIONI E… PASSERELLE

La copertina dello studio
La copertina dello studio

PISTOIA-MONTAGNA. Sabato 11 aprile, a Piteglio, verrà illustrata alla cittadinanza una “Analisi delle attività produttive. I nostri numeri e le nostre prospettive”.

Ci auguriamo che le prospettive siano foriere di buone nuove anche se l’analisi nuda e cruda del territorio e delle sue attività è, a prima vista, deprimente. Comunque la percezione, corroborata dai numeri, deve essere materia di discussione e di approfondimento fra i cittadini che non possono attendere la manna dal cielo né tanto meno attendersi che qualche politico di un certo grado faccia oggi quello che mai ha fatto o cercato di fare prima. Ex Comunità Montana, ospedale, uffici postali, viabilità e servizi vari soppressi, parlano esaurientemente al cuore e soprattutto all’intelligenza delle persone.

In questo senso la presenza della Presidente della Provincia, Federica Fratoni, potrebbe essere un beneaugurante segnale di interessamento ai problemi della Montagna in generale e del Comune di Piteglio in particolare.

Invece, ahimè, è solo la squallida passerella di una candidata alle prossime elezioni regionali del P[partito] D[democristiano].

Ci meravigliamo della copertura offerta da un avvenimento, quale la presentazione di cui sopra, che nasconde invece una semplice vetrina elettorale per una candidata che, altrimenti, in Montagna avrebbe avuto ben poco da dire e molto da rispondere.

Abbiamo definito questa passerella “squallida” e tale è perché questa candidata predestinata alla Regione dovrebbe chiarire agli abitanti della Montagna come sono stati gestiti i denari, copiosi, che la disciolta Comunità Montana ha lasciato in eredità alla Provincia.

A cosa sono serviti questi denari? Quali deleghe sono state restituite alla Montagna? Quale aiuto concreto è stato dato alla economia e allo sviluppo del territorio?

Come si concilia il fatto che mentre il Comune di Piteglio, con sano spirito di realismo, riduce il canone d’affitto ai gestori di “Le dogane” aiutando concretamente l’offerta turistica e appoggiando gli sforzi dei giovani imprenditori, la Provincia, e quindi la sua Presidente, sfrattino, o cerchino di sfrattare, i gestori della Casetta de’ Pulledrari per una questione di ipotetico dare-avere tutta da verificare [vedi]?

La candidata Fratoni vorrà spiegare questa discrasia fra compagni e vorrà offrire, non a parole, la certezza che questo contenzioso sarà appianato tenendo principalmente presente che certi sforzi debbono essere aiutati e corroborati con tutti i mezzi a disposizione? Oppure ci attendiamo che certe promesse e certi impegni vengano assunti da qualche candidata con il latte materno ancora in bocca, messa a rappresentare la Montagna solo per non intralciare il vittorioso incedere di qualche predestinato che alla Montagna può chiedere solo preferenze elettorali senza avere mai concesso nulla in cambio?

Di tutta questa “bassa” vicenda rimane il logoro interrogativo delle persone intelligenti che si domandano se questa “nuova” classe politica sia come la precedente: pronta a prendere senza dare, confidando nella riconosciuta incapacità dei più a saper distinguere fra un progetto politico in cui credere e le persone che dovrebbero rappresentare questo progetto.

È un dilemma che si ripropone; nessun medico, però, prescrive di dovere per forza andare a votare.

Sarebbe bello poter e dover votare contribuendo civilmente alle scelte; ma se barare è la regola prima di questi ludi cartacei, beh, un pensierino a restare a casa bisogna pure farlo; tanto più che non si favorirebbe neppure una controparte che è dispersa in mille e non aggregabili rivoli.

Si è liberi anche rifiutandosi di avallare certe porcherie. Anzi, si è ancora più liberi.

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