montagna-elezioni. “IL PACCO” DELLA BACCARINI

«Chi non ha consentito che il pubblico ponesse le proprie domande ai candidati? Chi ha accettato di proporre questo ulteriore sfregio al legittimo diritto di chiedere e di sentirsi rispondere?»

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Sulla televisione nazionale è terminato il programma condotto da Flavio Insinna, quello della nana di m..da, e poiché il successo è stato grande, qualcuno ha pensato di riproporlo il 5 giugno u.s. presso la Baccarini di San Marcello a cura della Confcommercio e con attori i candidati sindaci del comune di Limestre (San Marcello-Piteglio) , Venusia Ducci, Luca Marmo e Carlo Vivarelli.

A proposito, il programma di Insinna si chiamava “ I pacchi” e quello andato in onda a San Marcello si potrebbe chiamare “Il pacco”, cioè quel prodotto confezionato e proposto all’utente che ha fatto storcere la bocca a tutti e venire il sonno ai più.

Moderava a sorpresa Elisa Valentini, corrispondente de La Nazione (Alessandro, quanto ci manchi!) e di Tvl, con otto domande probabilmente già prospettate ai candidati e con il minutaggio rigoroso dei quattro minuti ad intervento.

Ripetiamo: roba da fare venire sonno e voglia di andarsene, anche perché non è stata data assolutamente la possibilità di porre domande e di ascoltare risposte e questo la dice proprio lunga sulla progenie di tale iniziativa. Vietato domandare e conseguentemente  vietato pretendere risposte.

È andata in scena “una commedia delle parti” che ha lasciato di stucco tanti volenterosi partecipanti mentre altri, come lo scribacchino, osservavano alle 21:30 dal terrazzo della Baccarini la desolazione di un territorio solitario e triste che cozza inevitabilmente con i ricordi gioventù.

Questo, sia chiaro, è colpa solamente del progresso…

A parte questa personale annotazione sentimentale, la manifestazione non ci ha convinto e soddisfatto perché in politica ci si scontra urbanamente ma non si “fanno sconti”; se poi tutto è programmato per togliere al primo attore, che è il pubblico, l’opportunità di fare domande e ricevere risposte, la domanda è consequenziale: chi ha preparato “il pacco”?

Il politicamente corretto è essenzialmente il metodo di acquisizione del consenso attraverso il quale si è obbligati alla formulazione rispettosa del dissenso, formalmente accettata ma sostanzialmente non condivisa: e così  tutto cambia perché tutto resti uguale.

Ci ha deluso questo incontro politico, perché abbiamo visto calare prepotentemente il cappello sulle questioni pregnanti che riguardano la Montagna; anche le persone presenti se ne sono accorte, perché mancava il sano e maieutico dibattito popolare.

Nessuno ha toccato, fra i tantissimi altri, il problema Comunità Montana e di Oreste Giurlani, sindaco Pd di Pescia e Assessore in Comunità Montana, di tutto e di più, che dalla Montagna ha preso e non dato.

Nessuno ha parlato degli uomini di un Pd, degli scandali finanziari e politici che in Montagna hanno trovato occupazione politica per continuare e dare da  campare “di politica”  a tante persone (vedi Dynamo, Oasi e Social Valley) mentre di altri compagni “assolti” più non si parla perché non più, evidentemente, fruttuosi per i futuri destini della sinistra (vero, dott. Fedeli?).

Lasciamo per ultima la domanda “fumante”: chi non ha consentito che il pubblico ponesse le proprie domande ai candidati?

Chi ha accettato di proporre questo ulteriore sfregio al legittimo diritto di chiedere e di sentirsi rispondere?

Non certo Venusia Ducci, Luca Marmo e Carlo Vivarelli (in ordine alfabetico): sicuramente la Confcommercio e chi con questa associazione ha interloquito per organizzare la serata con obiettivo “la distrazione di massa”, quella dai problemi veri e grandi che tracimano le specificità dei problemi di frazioni e borghi, di piccole comunità periferiche montane e di quotidiane necessità alle quali provvedeva un tempo il prode Oreste, attualmente in galera a casa sua.

Tutta roba del Pd.

Avete l’occasione di fare pulizia l’11 giugno. Non sprecatela.

[Felice De Matteis]

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