montagna. FUSIONE SAN MARCELLO-PITEGLIO, INDECENT PROPOSAL

Danni e malanni del P[artito] D[ynamo] alla gente che non ricorda quanto male è toccato alla ex-Comunità Montana…
La politica all'ospedale Pacini: l'assessore Marroni
La politica all’ospedale Pacini: l’Assessore Marroni con gli “uomini dei tagli”

MONTAGNA PISTOIESE. Grandi, piccole manovre nei Comuni montani, tanto per far sembrare che questi organismi, cioè i Comuni, ancora possano “contare” qualcosa.

“Serve” che la popolazione montana “sembri” interessata, perlomeno nella parte sempre meno numerosa e sempre più democratica degli amanti degli “asini che volano”: ex comunisti che non hanno il coraggio di definirsi ancora tali e candidi democristiani che con la destra ti offrono “il pane” e con la sinistra ti pugnalano per ubbidire ai superiori e “disinteressati” ordini di Rossi, Saccardi & combriccola varia.

Lo si è visto con l’omicidio premeditato dell’ospedale Pacini e il suo elisoccorso “riparatore” che doveva costare – così disse pubblicamente il rosso-Rossi, futuro segretario nazionale Pd – una pedata nel culo all’Abati, ras dell’Asl 3 e dei suoi seguaci.

Pomodori al rame
Manes, l’uomo dei pomodori al rame, vero Sindaco della Montagna

L’elisoccorso non c’è, l’Abati e i suoi seguaci, anche se non più a Pistoia, ci sono ancora. La Montagna e “i montanari”, quelli di Abetone e alta montagna e “i montanini”, quelli di bassa montagna confinanti, anzi abbracciati, dai possedimenti ex Smi di Manes e della Dynamo che, così riporta la stampa locale cartacea, nel 2014 ha ricevuto quasi €. 500mila dal cinque per mille per i suoi fini caritatevoli (?), stanno serenamente a guardare e, forse, dirigere l’orchestra: non quella del “fu” politicamente Gualtierotti; quella politica, quella attuale.

Dobbiamo anche dire ancora, della ex Comunità Montana, che fra i suoi possedimenti, milioni di euro, e le sue competenze, annoverava anche quello della forestazione, il primo campo di intervento dove lavorano (o lavoravano) decine di dipendenti. È stata fatta fallire per un deficit inesistente di neppure € 250mila.

Sarà bene che il cittadino elettore della Montagna si ricordi di tutto ciò, specialmente quando qualche buffone, incompetente e refrattario al vero e alla verità, marchiato Pci-Pds-Margherita-Ds e oggi P[artito] D[ynamo] continua a presenziare e offrire soluzioni politiche sperando che la gente si sia dimenticata dei ruoli e delle responsabilità avute nella defunta Comunità Montana.

Dynamo Camp, il Comune di Limestre
Dynamo Camp, il Comune di Limestre

Quando vedete questo prototipo di umano, chiedetegli perché non vedeva, non sapeva e non sentiva: dopo, dategli una pedata nel culo e rimandatelo a valle. È meglio.

Torniamo a cose più serie: la forestazione resterà in mano alla ex Provincia fino al 31 dicembre 2016. Il giorno dopo, arrivederci a tutti: ma speriamo non ai suoi dipendenti che hanno tutto il diritto di usare eventuali trattori per “bonificare” il territorio.

Questo problema non di poco conto, è stato gettato in mano al Sindaco di Abetone che pensiamo sia stato costretto ad assumere la presidenza dell’Unione dei Comuni dopo la presidenza Marmo e Cormio: onori, nessuno; oneri, tanti. Perché l’Unione dei Comuni che poteva essere lo strumento di coesione e di sinergia fra Comuni diversi ma omogenei, è divenuto il primo sostenitore del principio “ognuno per sé e Dio per tutti”.

Le vittime di questo perfido sistema politico, che pretende in maniera mendace di presentarsi come paladino della volontà popolare, sono proprio i cittadini della Montagna.

I cittadini di Cutigliano e di Abetone hanno scelto, attraverso un referendum popolare, di restare “comunità” singola, specifica e autonoma.

I boss con la stella rossa sfumata e il cilicio della Regione (i catto-comunisti al potere – per la definizione vedi qui) avevano già deciso il contrario: alla faccia del popolo sovrano e della democrazia. Insomma, per dirla alla toscana, li “hanno presi per i fondelli”, gli abeton-cutiglianesi.

Quello che ancora fa più ribrezzo, è che lo stesso “giochetto” si sta effettuando per i Comuni di San Marcello e di Piteglio, per i quali il progetto di fusione già è stato stabilito.

Nonostante ciò, si invita “il popolo” ad andare a votare senza dire che già tutto è stato fatto e deciso.

Luca Marmo e Silvia Cormio
Luca Marmo e Silvia Cormio. Gli spodestati

Summa iniuria è che questi boss regionali pretendono che i cittadini di questi due comuni si auto-castrino.

Quanto popolo andrà a votare sapendo che il “sì” alla fusione dei due Comuni è già cosa fatta?

Ci sarà qualcuno che dirà alla Sindaca di Limestre-San Marcello che gli ipotetici e non reali benefici di una fusione non compensano la possibilità di tirarsi fuori da questo “casino” che uccide le radici, le tradizioni e il diritto ad esistere come “comunità”?

Siamo tenuti a dover dire qualcosa anche di e su Piteglio: scusateci se per puro affetto restiamo muti.

Possiamo solo dire che se una municipalità non riesce a intitolare un suo edificio a una persona “degna” del luogo, che ha dimostrato affetto e attenzione al suo territorio, ma è invece costretta a cercare uno “straniero” alla moda, dimostrando così di non conoscere la propria storia, e di “dovere”, super partes, un riconoscimento a un suo concittadino, allora comprendiamo anche perché, con questa gente-dirigente, la Montagna è destinata a morire senza scampo.

Andate a votare e sentitevi pure importanti e membri attivi della vostra comunità, cittadini di Piteglio e di Limestre-San Marcello: noi, lo ripetiamo, vogliamo contare quanti saranno numericamente coloro che cadranno in questa trappola indecente.

[Felice De Matteis]

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