montagna. GAL E NON PIÙ GAL: È QUESTO IL PROBLEMA?

A Gal donato non si guarda in bocca...
A Gal donato non si guarda in bocca…

MONTAGNA. Morto un Gal se ne fa un altro, in fretta e a tappe forzate perché il treno dei finanziamenti europei 2014-2020 è in partenza sul binario regionale direzione Bruxelles e non può certo aspettare i ritardatari.

L’acronimo Gal viene utilizzato per indicare i Gruppi di Azione Locale, costituiti generalmente in società di tipo consortile a responsabilità limitata, cui partecipano sia enti pubblici che privati, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un area rurale.

Gestiscono ingenti contribuiti finanziari erogati dall’Unione Europea, quindi soldi pubblici.

Un Gal, cui partecipavano diversi enti e realtà della Montagna Pistoiese, tra cui l’Unione dei Comuni, per la verità c’era di già: era il Gal Garfagnana Ambiente e Sviluppo S.c.r.l.

Nato nel lontano 1991, ha gestito circa 31 milioni di euro ed è stato messo in liquidazione volontaria sul finire dello scorso anno, con, si vocifera, circa un milione di buco di bilancio e ovviamente bilanci certificati.

Fermiamoci però un attimo e poniamoci la seguente domanda: ma i soldi pubblici, di noi tutti, derivanti da tasse spesso esose per non dire di peggio, nel caso dei Gal da chi sono gestiti? E ne deriva: quali le garanzie e le forme di controllo sul loro impiego?

Non sono gestiti da enti di primo livello, quelli cioè eletti direttamente dai cittadini come i Comuni; non sono gestiti dagli enti di secondo livello, sempre più in volga oggi (e anche qui domandiamoci perché), come le Unioni dei Comuni i cui rappresentanti sono nominati dai Consigli Comunali; ma sono gestiti da società giuridiche private, tali sono infatti i consorzi, i cui componenti non sono espressione diretta dei cittadini, ma, solo ed in parte, dagli eletti degli eletti e potrebbero essere anche dei non eletti.

È sì perché il cda, il consiglio di amministrazione del nuovo consorzio Montagnappennino, costituitosi lo scorso giovedì 3 marzo, ed aspirante Gal (essendo in attesa del relativo riconoscimento dal parte della Regione) prevede che: la società sia amministrata da un numero di membri variabile da tre a cinque e possono essere nominati amministratori anche non soci, rispettando la seguente espressione di nomina:

  • 2 componenti di espressione dei soci pubblici
  • 3 componenti di espressione dei soci privati

Quindi anche non soci, nominati ad insindacabile giudizio degli aderenti al consorzio.

La disponibilità dei fondi pubblici viene, quindi, allontanata dai cittadini ed astratta ad un terzo livello di gestione e la res pubblica in tre passaggi diventa privata.

Come se non bastasse è da sottolineare che questi consorzi, che per loro natura sono soggetti giuridici privati, sono composti da enti pubblici e da società o associazioni private, dove il pubblico deve detenere almeno il 51% del capitale.

Oltre ai finanziamenti pubblici, chi allarga maggiormente i cordoni della borsa e investe nella società è ancora il pubblico, ma la gestione è di fatto dei privati che esprimono la maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione: tre rispetto ai due del pubblico. Unico caso societario in cui la minoranza dei soci ha in mano il timone del barca.

Con questo non si vuole sostenere la tesi, peraltro assai ardua, che il pubblico gestisca meglio del privato, ma solo evidenziare, quella che sembra essere una contraddizione. Un qualcosa che richiama per commistione di interessi pubblico-privati il project financing.

UN PO’ DI NUMERI E DI NOMI

Il capitale sociale sottoscritto del consorzio è di 83.100 euro, La quota pubblica ammonta a 61.000 euro e detiene il 73,14% dell’intero capitale sociale, il restante 26,59%, pari a 22.100 euro è di contro in mano ai privati. Gli enti pubblici della provincia di Pistoia detengono il 13,24% di cui il 10,83 (9.000 euro) in mano all’Unione dei Comuni Appennino Pistoiese e il 2,41% (2.000 euro) dal Comune di Marliana. Gli enti della provincia di Lucca detengono la maggioranza con il 51,74% (43.000 euro).

Questi i soci del Consorzio Montagnappennino e futuro Gal:

Soggetti pubblici:

  • Unione dei Comuni Alta Versilia
  • Unione dei Comuni Appennino Pistoiese
  • Unione dei Comuni Garfagnana
  • Unione dei Comuni Media Valle del Serchio
  • Comune di Marliana
  • Comune di Villa Basilica
  • Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano

Soggetti privati:

  • CIA Pistoia
  • CIA Toscana Nord
  • Coldiretti Lucca
  • CNA
  • Confesercenti Toscana Nord
  • Consorzio Forestale di Villa Basilica
  • Confcommercio Lucca
  • Rete di Impresa Smart Valley Garfagnana e Valle del Serchio
  • Consorzio di tutela del Farro IGP della Garfagnana
  • Associazione culturale Alta Val di Lima
  • CTV (Consorzio Toscana Verde)

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One thought on “montagna. GAL E NON PIÙ GAL: È QUESTO IL PROBLEMA?

  1. ma se nell’ultimo consiglio comunale il Danti ha detto di uscire dall’unione dei comuni …………….infatti nell’ultimo consiglio dell’unione mancava e anche il suo designato che è sempre mancato infatti alcuni assessori sono curiosi di vedere chi è

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