montagna. M5S & STRADE DISASTRATE

«La gravosa situazione in cui versano le strade è da ricercare nella pessima politica locale operata dal Pd»
Strada Regionale 66 Pistoiese, località Piazza
Strada Regionale 66 Pistoiese, località Piazza

MONTAGNA. Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dal meetup Montagna a 5 Stelle, inviata ai Sindaci dell’Unione dei Comuni della Montagna Pistoiese, al presidente della Provincia di Pistoia Rinaldo Vanni e per conoscenza ai consiglieri comunali e provinciali.

Il meeup Montagna a 5 Stelle con la presente vuole denunciare lo stato delle strade della montagna pistoiese e richiamare l’attenzione dei notificanti su questo dolente dato di fatto. Non ci riferiamo a una strada in particolare, in quanto tutte, siano esse comunali o provinciali vertono in pessimo stato, ben al di sotto della sufficienza.

I problemi ravvisabili sono di tutti tipi : buche, cedimenti (anche gravi), crepe, ma anche la mancanza di segnaletica orizzontale e dei classici paletti catarifrangenti ai lati delle strade, cosa questa, che volendo, sarebbe di facile risoluzione. Già la mancanze di strade veloci e più dritte possibile, la cui realizzazione, nonostante si annunci da decenni, non è nemmeno in fase progettuale, è una grave penalizzazione della montagna. Recentemente, con la delibera della Giunta regionale n. 98 del 23.02.2016, la Regione ha stanziato dei soldi con i quali si provvederà alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle seguenti strade regionali: sr 435 Lucchese, sr 436 Francesca e sr 66 Pistoiese.

La Provincia di Pistoia dovrà destinare a questo progetto 670980 euro, cifra che, a nostro parere, non sarebbe sufficiente nemmeno nella sua interezza a risistemare tutta la regionale 66, figuriamoci se tale somma dovrà essere spalmata su più interventi in varie strade.

A questo poi si somma, come dicevamo, lo stato indecente e insicuro delle strade che provoca vari molti disagi ai cittadini che sono costretti ad imparare a memoria le buche della strada per non sciupare le proprie automobili, che anche in aree urbane si trovano a dover viaggiare nel buio più completo e che in caso di nebbia si trovano a procedere in modo rischioso per la mancanza, come dicevamo, di strisce e delimitatori di catarifrangenti di carreggiata. Le persone sono costrette a partire prima del dovuto per recarsi a lavoro in città (visto che sulla montagna l’occupazione è sempre in calo) per evitare tutti i problemi di cui sopra, senza contare che con frane e smottamenti sempre dietro l’angolo (dovuti alla mala manutenzione del territorio), si possono allungare ulteriormente i tempi di percorrenza.

Oltre a questi problemi, che sicuramente peggiorano la qualità della vita, un altro fattore che ci preoccupa sono i tempi di percorrenza dei mezzi di soccorso, in special modo quello delle ambulanze che sempre più spesso devono viaggiare verso l’ospedale di Pistoia (dal momento che l’ospedale di San Marcello non è più dotato di un vero e proprio pronto soccorso). Con le seguenti condizioni delle strade non vi è più garanzia della “Golden Hour”, ovvero di salvarsi la vita.

In ultimo, ma non di minor importanza, vogliamo far presente che le aziende locali (strozzate anche da altri fattori), a causa della pessima viabilità, non sono neanche più in grado di assicurare le cosiddette “garanzie di approvvigionamento”.

La pessima viabilità è stata di recente raccontata nei seguenti articoli che riportano la lettera di una cittadina esasperata.

«Segnaletica carente e pochi lampioni»

(Tirreno Pistoia 9 febbraio 2015 di Carlo Bardini)

CAMPO TIZZORO. La strada regionale 66 che dalla montagna pistoiese arriva a Pistoia a tratti è in condizioni precarie. A renderla tale è l’assenza di segnaletica orizzontale che delimita la carreggiata. Una mancanza che rappresenta un pericolo costante perché in caso di poca visibilità il rischio di fare un incidente o finire nelle cunette al lato della strada non è così remoto.

Lo denuncia una signora di Campo Tizzoro, Ornella Cattani, che si è resa conto dell’effettivo pericolo quando giorni fa ha rischiato di finire in una cunetta con la propria auto. Cattani non ha messo tempo in mezzo e giunta a casa ha scritto al prefetto, alla Provincia di Pistoia e ai sindaci della montagna pistoiese per esporre nel dettaglio la pericolosità di tale assenza. «Vorrei solo ricordare le condizioni precarie della strada regionale 66 circa la segnaletica orizzontale, e la mancanza in molti punti dei catarifrangenti che dovrebbero delimitare la carreggiata. In presenza di nebbia scrive Ornella Cattani e con poca luminosità, la strada diventa molto pericolosa e non è difficile perdere il senso dell’orientamento». Raggiunta al telefono la nostra protagonista precisa. «È successo proprio a me alcune sere fa spiega che a causa della poca visibilità non mi rendevo conto di come procedessi con la vettura ed è mancato poco che finissi in una cunetta. Ho anche chiamato negli uffici competenti della Provincia e mi hanno risposto che aspettano che ci siano i fondi necessari». «Ma che nazione è questa? Mancano i soldi, sempre si legge ancora nel testo della lettera a cosa serve pagare le tasse automobilistiche? Un’assurda e pericolosa situazione per chi è obbligato a percorrerla».

Un disastro la Regionale 66, cittadina scrive al Prefetto

(Report Pistoia 21 febbraio 2015 di Biancalisa Nannini)

Cittadina esasperata per le condizione della Regionale 66, scrive al Prefetto, al presidente della Provincia e ai sindaci della Montagna.

“Vorrei solo ricordare le condizioni precarie della strada regionale 66 circa la segnaletica orizzontale e la mancanza in molti molti punti dei catarifrangenti che dovrebbero delimitare la carreggiata – scrive Ornella Cattani – in presenza di nebbia e con poca luminosità la strada diventa molto pericolosa e non è difficile perdere il senso dell’orientamento”.

La donna spiega di aver telefonato in Provincia dove le hanno detto che mancano i soldi per la manutenzione. Una risposta accettabile?, si chiede la signora Cattani.

“Mancano sempre i soldi – osserva, ma le ruberie aumentano giorno dopo giorno. A cosa serve, ad esempio, pagare le tasse automobilistiche se poi dobbiamo viaggiare su strade come la 66?”

Una curiosa, quanto tristemente premonitrice assonanza lega la Ss 66 alla ben più nota americana Route 66, ricorda Cattani. Quest’ultima nacque nel 1926 per collegare Chicago a Los Angeles e assunse fin da subito il significato dell’ “andare da qualche parte”, ben oltre quello di raggiungere un luogo. Nel periodo tra le due guerre venne percorsa da tutti quelli che cercavano scampo alla Grande Depressione cercando miglior fortuna all’ovest, proprio in questo contesto e in questo scenario presero vita opere immortali quali “I grappoli dell’odio” di John Steinbeck, diventato per i lettori italiani e per il cinema “Furore”. Lungo i suoi 4000 chilometri sono stati ambientati alcuni tra i più suggestivi racconti di Kerouac, anche Nat King Cole ha dedicato alla strada una indimenticabile (Get Your Kicks On) Route 66, scritta dal compositore jazz Bobby Troup.

“Nel caso della Route 66 – conclude la signora – un nuovo sistema viario ha cancellato dalla mappa della civiltà tutte le cittadine che vi erano nate all’intorno. Oggi la strada non è più ricordata sulle mappe e sopravvive come strada storica, a disposizione di turisti nostalgici o curiosi, buona parte è stata però ricoperta da erbacce e arbusti. La differenza con la ex Statale 66 balza agli occhi: stesso abbandono senza però una nuova viabilità”.

Il Meetup montagna a 5 stelle imputa la colpa di questa gravosa situazione alla pessima politica locale del Pd e chiede che sia al più presto di ristabilire una situazione di viabilità sicura.

Meetup Montagna a 5 Stelle

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