montagna. OGGI 90 ANNI FA[P]

La giornata di festeggiamento del 1926 in occasione dell’inaugurazione della Ferrovia Alto Pistoiese
Il volume «La Montagna Pistoiese»
Il volume «La Montagna Pistoiese»

MONTAGNA. Oggi, 90 anni, fa veniva inaugurata la Ferrovia Alto Pistoiese, in sigla Fap, ma per tutti era affettuosamente e rimarrà per sempre nel ricordo come “il Trenino”.

Per 39 anni, fino al 1965, anno della sua dismissione, caratterizzò il paesaggio della montagna, portandovi sviluppo e benessere.

Imponenti furono i festeggiamenti organizzati per celebrare l’avvenimento, passato alla storia contemporanea come uno dei più importanti che la Montagna Pistoiese possa ricordare.

Già dalla sera precedente si iniziò a far festa a San Marcello con spettacoli musicali, balli e con un’illuminazione straordinaria del paese.

La mattina successiva, lunedì 21, di buon’ora, tutti a Pracchia, dove, ricevute le autorità civili, militari e religiose, venne scoperta una targa ricordo voluta dal Comitato dei Festeggiamenti per l’Inaugurazione della Ferrovia, la cui epigrafe riportava le seguenti parole: “Sotto gli auspici del Re Vittorio Emanuele III / Duce d’Italia Benito Mussolini / alla presenza di S. E. Costanzo Ciano / Ministro delle Comunicazioni / benedice l’Ecc.mo Vescovo di Pistoia Gabriele Vettori / il 21 giugno 1926 / si inaugura solennemente la ferrovia elettrica / Pracchia-San Marcello-Mammiano / costruita sotto la direzione dell’ing. Giusto Puccini”.

Treno di inaugurazione (dal profilo Facebook di Roberto Prioreschi, foto di Gloria Andreoli
Treno di inaugurazione [dal profilo Facebook di Roberto Prioreschi, foto di Gloria Andreoli]
Il Vescovo benedisse la linea e le vetture che componevano il treno inaugurale. Il piccolo convoglio bardato a festa, lasciò fischiando, alle 9:30, la stazione di Pracchia.

Il “Trenino”, dopo essersi fermato in tutte le stazioni del percorso: Pontepetri, Campo di Zoro (così il nome riportato sul primo orario della Società Anonima Ferrovia Alto Pistoiese), Maresca, Oppio, Gavinana e Limestre, giunse a San Marcello dopo un’ora di viaggio, alle 10:30.

Il Comitato d’onore, sceso dal treno, venne ricevuto nel Municipio dalle autorità e rappresentanze locali.

Qui il Ministro delle Comunicazioni Costanzo Ciano, proclamò un solenne discorso d’inaugurazione e, come nella località di partenza, venne scoperta una targa, non di auspicio ma in ricordo di uno dei “costruttori” della Montagna Pistoiese: Gismondo Morelli Gualtierotti.

Gismondo Morelli Gualtierotti
Gismondo Morelli Gualtierotti

Queste le parole – alla faccia di Luigi Marroni, ex-assessore alla sanità Toscana, dei Sindaci e dei loro patti territoriali virgolettati – incise nel bronzo: “I popoli della Montagna / con alto giubilo / vollero qui ricordato l’avvenimento / a perenne testimonianza / della gratitudine loro / al compianto deputato / Gismondo Morelli-Gualtierotti / e alla Società Ferrovia Alto Pistoiese / presieduta dal Grand Uff. Luigi Orlando / che seppero prodigiosamente attuare un’opera / feconda di mirabile attività / di commerci, di industrie, di ogni civile progresso”.

Dopo la commemorazione fatta dal Presidente della Camera dei Deputati Antonio Casertano, si tenne, alle 13, un banchetto d’onore al Teatro “Appennino”, poi dalle 15, musica e balli in tutte le piazze dei paesi.

I festeggiamenti terminarono alle 5 del pomeriggio con la visita delle autorità ai paesi.

In segno di riconoscenza all’ing. Luigi Orlando, Presidente della Società Fap e all’ing. Giusto Puccini, direttore dei lavori, vennero consegnate una pergamena e una medaglia d’oro.

In conclusione merita ricordare le parole di monito di Cipriano Giachetti, riportate nella pubblicazione del 1921 voluta dal Comitato per i Festeggiamenti dal titolo La Montagna Pistoiese: “Questa ferrovia impone a tutti dei doveri che si riassumono poi in uno solo: quello di valorizzare il paesaggio e le attrattive innumerevoli della regione. Il primo passo è fatto. Dove passa il treno, passa la civiltà”.

Su queste parole, gli amministratori di oggi in primis si interroghino e si domandino se hanno fatto il proprio dovere, come chiesto dal Cipriani, per la terra cui sono preposti all’amministrazione.

E magari si vergognino pure – se ne sono capaci…

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[Marco Ferrari]

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