montagna. RACCOLTA FUNGHI, LE CONSIDERAZIONI DELLA LEGA NORD

“Ci attiveremo per far sì che la raccolta sia disciplinata in maniera equa favorendo i residenti della montagna e facendo sì che i controlli siano adeguati”
Marco Poli, Lega Nord

SAN MARCELLO. Come ogni anno inizia la stagione dei funghi e la Montagna Pistoiese diventa meta della peggior specie di predatore esistente: il fungaiolo della domenica, incivile e selvaggio.

Il nostro territorio è snobbato per quasi tutto l’anno, anche quando la messa in sesto idrogeologica dello stesso, garantirebbe molti meno problemi anche a valle.

Ma invece ci se ne ricorda solo in questo periodo per depredarlo di una delle sue ricchezze naturali, il fungo.

Siamo presi di mira da gente che viene a raccogliere funghi in maniera selvaggia, senza rispetto per il bosco, distruggendo le fungaie e seminando rifiuti a più non posso.

Senza contare che da anni numerosi esperti micologici e boschivi discutono sulla bontà di non stressare i boschi tutti i giorni, e che si dovrebbero istituire dei giorni di divieto di raccolta.

In tale senso andava la sperimentazione voluta dalla Regione Toscana iniziata nel giugno 2015 e finita nel giugno scorso, che preveda il fermo totale della raccolta per tutti il martedì, e limitata ai soli residenti, il venerdì.

Purtroppo nessuno si è preoccupato in Regione di rinnovare la sperimentazione, renderla definitiva o eventualmente studiarne una nuova, facendo sì che si possa di nuovo andare tutti i giorni a raccogliere i funghi.

Fermo restando che un regolamento va studiato e reso effettivo quanto prima, c’è un altro grosso problema che caratterizzava anche la precedente sperimentazione, ovvero i mancati controlli.

Un fungo porcino

Già prima l’esiguo numero di persone non permetteva un controllo adeguato di tutto il territorio, ma con lo smantellamento della forestale e l’assorbimento della stessa nei carabinieri, si sono azzerati totalmente i controllori.

Per fare un esempio dei tanti che si potrebbero fare, il martedì (giorno di chiusura totale) chi percorreva la strada del Reno trovava file e file di macchine parcheggiate di fungaioli improvvisati.

Molti politici della maggioranza hanno spesso disquisito sul fatto che “la montagna dovrebbe vivere della montagna”, ma nei fatti non hanno mai tutelato uno dei maggiori prodotti locali.

Chi viene a raccogliere funghi dalla pianura, usa le nostre strade e le nostre foreste, quindi sarebbe giusto che si facesse pagare un tot che copra la manutenzione di queste.

Le quote dei tesserini per la raccolta funghi dei non residenti dovrebbero essere rialzate considerevolmente, in quanto questi spesso rivendono il tutto a 25-30 euro al kg in nero (fatto già grave di per sé).

I soldi delle quote poi non dovrebbero andare alla Regione (o comunque solo una piccolissima parte), ma rimanere sul territorio.

Ci inquieta anche la paventata attribuzione delle foreste demaniali al progetto “Social Valley” che porrebbe un’inquietante interrogativo sulla libera raccolta dei prodotti del sottobosco.

Faccenda ancora tutta da definire perché fumosa come tutto il progetto, ma sui cui la nostra attenzione è sempre alta.

Come Lega Nord ci attiveremo per far sì che la raccolta sia disciplinata in maniera equa favorendo i residenti della montagna e facendo sì che i controlli siano adeguati, anche ponendo il problema all’attenzione dei nostri consiglieri regionali.

Marco Poli
Patrizia Iori
Lega Nord Montagna Pistoiese

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