montagna. SANITÀ DILUITA

L’intervento di Carlo Vivarelli consigliere di minoranza del Comune di San Marcello Piteglio evidenzia la strategia dilatoria regionale. Il ruolo delle amministrazioni comunali
Pps al Pacini di San Marcello Pistoiese

SAN MARCELLO. Sanità e area disagiata ancora al centro dell’attenzione sulla Montagna Pistoiese.

Carlo Vivarelli, consigliere di minoranza nel Comune di San Marcello Piteglio per il Partito Indipendentista Toscano e membro della Consulta della Salute Montagna Pistoiese, ha diramato un comunicato stampa con cui torna sulla decisione assunta dal consiglio comunale del 5 giugno, in cui sono state accettate le proposte in ambito sanitario contenute nel documento denominato “Rossi-Saccardi”, consegnato brevi mano ai Sindaci Luca Marmo, di San Marcello Piteglio e Diego Petrucci, di Abetone Cutigliano, nell’incontro tenutosi in Regione il 12 aprile scorso.

LE RICHIESTE ALLA REGIONE

Vivarelli, nel suo articolato intervento, ricorda quale sia il punto di inizio di questa lunga e articolata vicenda: la petizione del 2017 firmata da 8145 persone con la richiesta alla Regione Toscana di riconoscere la Montagna Pistoiese Area Disagiata e riottenere un Pronto Soccorso accreditato nell’attuale Piot di San Marcello.

Richieste sancite e ufficializzate con un apposito consiglio comunale congiunto dei due comuni montani il 10 agosto 2017.

Carlo Vivarelli

“La Regione Toscana – scrive il consigliere – non rispose, fregandosene della richiesta fatta da 8145 persone”.

Nei mesi successivi venne costituita la Consulta per la Salute, a cui l’Assessore alla Sanità della Regione Toscana Saccardi chiese la redazione di un documento contenente le richieste per la sanità della Montagna Pistoiese.

“Un modo – stigmatizza Vivarelli – per dilazionare ulteriormente la risposta sull’Area Disagiata e sul Pronto Soccorso”.

LA REGIONE NON RISPONDE

Una lettera, ma non la risposta, arrivò in montagna dopo mesi di attesa e dopo un incontro in Regione cui parteciparono i rappresentati della Consulta insieme ai due Sindaci, recatesi a Firenze proprio per sollecitare un riscontro alle richieste.

Constatando la mancata risposta, le associazioni di Vogliamo il Pronto Soccorso per protesta si dimisero in blocco dalla Consulta.

Il rientro fu vincolato all’organizzazione in montagna di un incontro pubblico e alla presenza dell’Assessore Regionale alla sanità.

LA SACCARDI DÀ BUCA

L’incontro si tenne il 19 marzo 2019 nella sala Motore di Campo Tizzoro traboccante di cittadini, ma senza però l’ospite d’onore.

Grande indignazione per lo sgarbo subito e totale rifiuto della controproposta formulata tramite Marmo dalla Saccardi di un incontro, a porte chiuse per i cittadini, in Regione: “deve venire su in montagna” fu detto all’unanimità.

E I SINDACI VANNO IN REGIONE

E infatti, passato un po’ il clamore per lo sgarbo, il 12 aprile “i sindaci di Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio – prosegue Vivarelli – sono andati in Regione ad incontrare il presidente Rossi che gli ha dato un documento su carta intestata Usl Toscana centro, non firmato”, bollato dallo stesso Vivarelli come “un ricatto che non cita il pronto soccorso né dice se e quando l’area disagiata verrà mai dichiarata. Una rivoltante vergogna che un Presidente di Regione e il suo Assessore alla sanità presentino un documento su carta intestata di altro ente, la Usl in questo caso, chiedendo ai sindaci di firmarlo. I sindaci avrebbero dovuto lasciare quel documento sul tavolo, chiedendo alla Regione di esporre la documentazione relativa riguardo i capitoli di spesa collegati ai servizi, ai medici e ai macchinari indicati.”

LA CONSULTA NON FIRMA. I CONSIGLI COMUNALI SÌ

Il documento veniva successivamente presentato alla, nel frattempo ricostituita con il rientro della Associazioni, Consulta della Salute, la quale riferisce Vivarelli “correttamente, non ha ritenuto di sottoscrivere quello che è chiaramente un ‘ricatto’”, rimandando la decisione ai Sindaci.

Consulta della Salute: Diego Petrucci, Roberto Rimediotti, Luca Marmo

“Il ‘docuricatto’ – così definito da Vivarelli – della Regione/Usl, non firmato da nessun componente della Consulta, passava ai Consigli Comunali di San Marcello Piteglio e di Abetone Cutigliano. Il sottoscritto, votava contro la mozione di maggioranza presentandone una propria, che veniva respinta con l’astensione del gruppo di Futuro Civico, che io ho comunque apprezzato. A questo punto, la situazione è che i due consigli comunali di Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio, si sono rimangiati, a parte il sottoscritto, la loro unanime votazione del 2017.”

ATTO FORMALMENTE INESISTENTE?

Il documento Rossi-Saccardi viene contestato, non solo nel merito, ma anche sotto il profilo formale, nota infatti l’esponente del Pit che i consigli comunali “hanno approvato un documento formalmente inesistente, mancante di protocollo di uscita e di entrata e di ogni riferimento al bilancio previsionale della Usl, documento che giudico, ripeto, totalmente inesistente e riguardo al quale ho inviato una durissima lettera al Segretario comunale del Comune di San Marcello Piteglio chiedendo come sia possibile che questo sia stato ammesso all’attenzione del Consiglio Comunale”.

Riguardo a questo punto il consigliere di minoranza aspetta “una puntuale risposta dal segretario comunale in attesa di inviare una lettera o una denuncia alla Corte dei Conti riguardo il documento inviatoci dalla Regione/Usl”.

Colloqui amorosi…

ASPETTANDO LE REGIONALI

Prosegue: “considero la manovra messa in atto con il ‘docuricatto’ una pagliacciata per dilazionare i tempi, un ridicolo tentativo, da parte della Regione Toscana di arrivare sotto le elezioni regionali del 2020 senza rispondere al quesito che le 8145 firme avevano posto, e cioè quella di avere una risposta riguardo l’area disagiata ed il pronto soccorso. Ma la pagliacciata non è finita qui. Recentemente il Consigliere Regionale Quartini del Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione alla commissione sanità della Regione Toscana, nel quale si chiedeva il riconoscimento dell’area disagiata e del ripristino di un pronto soccorso accreditato nel Piot, una sigla ridicola ed offensiva che esiste solo in Montagna Pistoiese. Incredibilmente, Quartini, si è fatto cambiare la mozione dal Partito Democratico, che l’ha diluita con uno scioglilingua inutile e nuovamente dilatorio con cui si rimanda la questione dell’area disagiata alle calende greche e si toglie il pronto soccorso. Quartini, credo in buona fede, è cascato nel trucchetto di far sembrare che la Regione abbia concesso qualcosa, mentre in realtà ha continuato a dilazionare una risposta che non verrà mai, perché siamo in campagna elettorale.

“Tutto ora tace – conclude Vivarelli – la Regione non ha risposto alla richiesta di area disagiata e pronto soccorso e le minuscole concessione promesse non trovano per adesso nessun riscontro oggettivo”.

Piot Pacini di San Marcello

I PASSI ISTITUZIONALI DELLA VICENDA

  • Marzo 2013 la Asl 3 Pistoia smantella la sala operatoria e il reparto di chirurgia/ortopedia dell’ospedale Pacini di San Marcello
  • Giugno 2013 la conferenza dei Sindaci di Pistoia ratifica i “potenziamenti” dell’ospedale Pacini contenuti nei così detti Patti territoriali.
  • Agosto 2017 il Consiglio Comunale congiunto San Marcello-Piteglio e Abetone Cutigliano chiede l’area disagiata e pronto soccorso alla Regione sulla scia della petizione che ha raccolto 8.145 firme
  • I Consigli comunali di Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio accettano, come i precedenti, quanto la Regione Toscana mette sul piatto.

Ma del Pronto soccorso, tolto 7 anni fa e richiesto dai cittadini, neanche l’ombra.

[Marco Ferrari]
marcoferrari@linealibera.info


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