montagna. TOSCANA-EMILIA, IL DIVERSO MODO DI INTENDERE “INTESA”

Squilli di trombe e rulli di tamburo, ma probabilmente solo per rinnovare un Bengòdi da acchiappacitrulli…
L’incontro di Abetone
Toscana-Emilia. L’incontro di Abetone

MONTAGNA. Cercare di strappare il maggior numero di consensi – spesso ricorrendo alla classica “luna nel pozzo” – è rito praticato ripetutamente in occasione delle diverse tornate elettorali da molti capi di governo, governatori regionali, presidenti delle (ormai disciolte?) Province, da sindaci di ogni dove e – immancabilmente – dai segretari nazionali delle diverse formazioni politiche.

Tra le zone maggiormente use a farne ricorso primeggia – com’è noto – la Regione Toscana che, seguendo la collaudata impostazione scaturita in ripetutissime conferenze (famose per la Montagna quelle svoltesi per tanti anni a Maresca, frazione di San Marcello Pistoiese) e sotto la spinta di ben conosciute lobby o conventicole, ha, ancora una volta, dato fuoco alle polveri in occasione dell’imminente chiamata referendaria.

E con una significativa modifica dettata da ovvie esigenze di opportunità (stanti le sfumate illusorie promesse delle conferenze marescane) attualmente come “località-pulpito”  si è scelto l’Abetone dove il sottosegretario di stato Luca Lotti, il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, l’assessore regionale al Turismo, Stefano Ciuoffo, contornati da tutti i loro sodali sindaci montani hanno sciorinato alla platea un elenco di promesse con cui chi ha rovinato l’economia della Montagna ora assicura di far piovere su di essa decine e decine di milioni.

Sapendo poi quanto sia difficile inserire la retromarcia in discesa e alla luce delle cose non fatte, i papaveri toscani hanno chiesto il sostegno alla Regione Emilia-Romagna la quale ha inviato in sua rappresentanza il presidente Stefano Bonaccini, l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini, il presidente della provincia di Modena, Gian Carlo Muzzarelli ed il sindaco di Sestola, Marco Bonucchi. Tutta gente concreta usa a promettere e, dandosi da fare, a mantenere.

In questo quadro rientra la firma di un protocollo d’intesa per dare l’avvio al progetto di una ferrovia transappenninica attraverso la storica Porrettana. Ma – da quanto si sente – gli emiliani ci credono ma ai toscani interesserebbe assai poco. Lasciamo il giudizio alla storia.

Il sottosegretario Lotti firma il protocollo
Il sottosegretario Lotti firma il protocollo

Da rilevare che tra l’uditorio presente all’Abetone è sorto più di un dubbio circa le risorse disponibili in quanto:

  • – 20 milioni di euro del Governo vanno equamente ripartiti tra le due regioni
  • – altri 20 milioni di euro sono ipotizzati a carico ed in pari misura delle Regioni Emilia-Romagna e Toscana da impiegarsi nelle rispettive località sciistiche e turistiche appenniniche

Altri interrogativi sorgono poi circa l’utilizzo delle somme. Tutti, emiliani e toscani, concordano sulla revisione, sostituzione e l’ampliamento degli impianti di risalita, sulla realizzazione di impianti per l’innevamento artificiale e – sembra – sul collegamento funiviario tra Doganaccia e crinale di arrivo degli impianti.

Dal canto loro gli assessori al turismo dell’Emilia Romagna e della Toscana hanno rivolto un forte appello alla necessità di interventi sulla promozione turistica – “nodo strategico per l’economia montana per puntare ad una apertura di respiro internazionale” lo hanno definito – . Hanno poi precisato che per la valorizzazione delle località montane si deve puntare anche sul turismo verde e naturalistico e su quelli della vacanza all’aria aperta, del benessere, del turismo bianco e del turismo culturale.

Parla il Presidente della Regione Enrico Rossi
Parla il Presidente della Regione Enrico Rossi

Questo ampliamento di indirizzi ha suscitato repressi mugugni tra chi teme (abetonesi in primis) che una consistente fetta di risorse venga poi dirottata in zone che con la montagna hanno poco o nulla da fare o che finisca in mano ad operatori che sulla stampa quotidiana magnificano migliaia e migliaia di passaggi sugli impianti e poi presentano bilanci sociali in rosso che vorrebbero fossero (come spesso è avvenuto) ripianati con soldi pubblici.

Il nodo è che la Regione Toscana per quanto riguarda il settore turistico ha legiferato in modo del tutto contraddittorio sfornando leggi su leggi per poi creare enti accentrati come Toscana Promozione Turistica; sopprimere di fatto gli Iet e arrivare, infine, a conferire le competenze residue nelle mani dei Comuni capoluogo di provincia che, proprio per le loro caratteristiche, mai hanno trattato questo specifico settore.

“Quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini”

Grillo Parlante

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