MONTALE AL “PIN PUN PAN”: QUANDO INNOVAZIONE FA RIMA CON COMPLICAZIONE

La burocrazia è sempre stata la grande passione della fu sinistra comunista: una passione che, evidentemente, è transitata nel Dna del Pd. E Sinistra Unita si indigna
Verso il rientro a scuola
Verso il rientro a scuola

MONTALE. Sono apparse come un fulmine a ciel sereno, in questi ultimi giorni di agosto, le dichiarazioni dell’assessore alla Pubblica Istruzione Alessandro Galardini che annuncia una grande “rivoluzione” nel pagamento delle rette per la mensa scolastica ed altri servizi quali lo scuolabus.

Il nuovo sistema – che prevede, in pratica, che i genitori anticipino i soldi per la mensa secondo un sistema farraginoso descritto in una lettera – corredata da tanto di “istruzioni” – spedita in questi giorni alle famiglie – risponde, secondo le parole dello stesso Galardini, “ad un’esigenza di semplificazione”.

Ricorrendo al supporto informatico, saranno evitate le file agli sportelli, i bollettini, la produzione di carta, le dimenticanze dei pagamenti, e le famiglie potranno avere sempre la situazione sotto controllo”. Il funzionario incaricato, Elena Logli, ha aggiunto che “le famiglie potranno ricaricare con l’importo desiderato e non ci sarà bisogno di ripetere ogni anno l’iscrizione”.

Ora, se tale sistema risponde ad un’esigenza di semplificazione, questa riguarda non certo i genitori e le famiglie (per cui le incombenze si aggraveranno notevolmente) ma solo l’amministrazione comunale, che con questo sistema “scarica” non solo molte incombenze sulle famiglie stesse ma si arroga anche il diritto di prendere in anticipo dei soldi in tempi di crisi in cui molti nuclei familiari fanno già fatica ad arrivare a fine mese. Ma consideriamo più da vicino – aiutandoci con le ‘istruzioni’ inviate alle famiglie – l’annunciata “rivoluzione” portata avanti dall’Assessore Galardini e dalla sua amministrazione:

  • 1) È obbligatorio creare un “conto” versando una prima quota a scelta utilizzando un apposito numero di identificazione, denominato “Pan”.

Secondo il vecchio sistema, i genitori ricevevano un bollettino dopo aver usufruito del servizio o parte di esso. Bastava che chiunque della famiglia, uno o più volte l’anno (a seconda del servizio in questione) si recasse in posta ed in banca ed il gioco era fatto.

Adesso no: i genitori “hanno la possibilità” di ricaricare più volte: le file quindi (esclusivamente all’Urp o in banca), aumentano. Dove sta la “semplificazione”? Nel non “produrre più bollettini”? Scusi, assessore, ma l’Urp o le Banche non rilasciano ricevute? Non è carta, quella?

  • 2) Con il bollettino inviato a casa, le famiglie sapevano esattamente quanto dovevano versare. Ora invece, per il servizio mensa, dovranno fare “a occhio”.

Proprio così: come faranno le famiglie, infatti, a sapere in anticipo di quanti giorni di mensa usufruiranno i propri figli? Saranno così costrette a versare dei soldi in più, che saranno eventualmente rimborsati solo in seguito: “A conclusione dell’anno scolastico, le eventuali somme residue resteranno disponibili per l’anno scolastico successivo, sempre che venga confermata l’iscrizione ai servizi. Nel caso, invece, di cessazione dai servizi, il credito residuo verrà rimborsato, previa domanda da presentarsi all’Ufficio Pubblica Amministrazione. Insomma, le famiglie i cui alunni finiscono il percorso scolastico, per riavere eventualmente le somme anticipate dovranno fare domanda: per gli altri, il “credito” non viene recuperato subito ma viene “accantonato” per gli anni successivi. Insomma, si tratta in definitiva di un “prestito” che i cittadini fanno al comune, dal momento che su quei soldi decorrono gli interessi bancari che spettano al titolare del conto su cui sono versati, in questo caso il comune.

  • 3) Per effettuare il pagamento, bastava portare il bollettino, riempirlo, e tutto era a posto. Adesso il pagamento richiede la “gestione” di una procedura complicata. Non basta infatti dichiarare nella casuale “pagamento mensa” ma ciò che segue:
Alessandro Galardini
Alessandro Galardini

“La casuale del versamento deve riportare il numero di codice Pan, il servizio da ricaricare, il nome e cognome del bambino separati dal segno + come nell’esempio: 1234+Mensa+Mario+Rossi

Come gestiranno tutto questo le persone più anziane? Come si pensa che le ricariche “multiple” possano migliorare la vita ai genitori che lavorano?

  • 4) Con il vecchio sistema, se l’alunno era assente, il pasto non veniva conteggiato nel bollettino che veniva inviato alle famiglie. Adesso sono i genitori a fare da “impiegati comunali” e da contabili, e se sbagliano, pagano:

L’eventuale assenza a scuola deve essere comunicata entro le 9:30. Ma attenzione: solo dal cellulare del genitore che ha fatto l’iscrizione e a un numero di cellulare apposito. Insomma, l’avviso deve essere mandato solo da quel numero di cellulare. Scordatevi di far telefonare da qualcun altro da un fisso o che basti avvisare scuola o Comune. Dovete per forza telefonare da quel numero; e guai a voi se ve ne dimenticate, se il telefono non vi funziona o avete esaurito la ricarica, perché dovrete pagare il pasto anche se vostro figlio è assente. Resta poi una domanda in sospeso: se l’alunno esce prima per indisposizione, e comunque dopo le 9:30, che fa il sistema, addebita comunque il costo della mensa alla famiglia? Ci piacerebbe saperlo…

E ancora: attenzione, non dovete telefonare! Dovete inviare un sms! Ma non un sms qualsiasi, con su scritto, come sarebbe molto più facile, “mio figlio/mio nipote” oggi è assente! Dovete indicare ciò che segue:

“Nel messaggio Sms bisogna anteporre alla richiesta il nome mensa seguito dal codice Pan del bambino e dal N. di giorni per i quali si disdice il pranzo o il tipo di richiesta che si vuole effettuare: Mensa 12345 N. (disdetta giornaliera/+gg)

“Sinistra Unita per Montale” si oppone naturalmente con forza a tale tipo di scelta, che sacrifica e sacrificherà le famiglie sia in termini monetari che di impegno e che darà luogo, inevitabilmente, ad una serie di contestazioni da parte di molte famiglie, che già si stanno dimostrando preoccupatissime di fronte alle nuove incombenze.

Non bastava il “disastro” con cui si apre il nuovo anno scolastico nel paese, che vede una scuola chiusa (quella di stazione), una a rischio (quella di Fognano, in cui la classe prima non partirà), l’asilo di Tobbiana chiuso, e l’emergenza spazi che coinvolge le scuole medie: le famiglie saranno gravate da un sistema farraginoso e ingiusto che le costringe a versare soldi in anticipo per servizi di cui probabilmente usufruiranno in parte. Molte domande poi restano in sospeso:

  • 1) Il sistema dà risultati in tempo reale? Che succede ai bambini a cui, per vari motivi, i genitori non hanno provveduto a ricaricare il sistema in tempo? Non viene servito loro il pasto?
  • 2) Quanto costa alle casse comunali tale sistema e la sua manutenzione?

Tutte domande, queste, da cui esigiamo un’immediata risposta.

Gruppo Consiliare
“Sinistra Unita per Montale”

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