MONTALE. IL PD E LA DEMOCRAZIA DI CHI COMANDA

Un incontro aperto a tutti in cui il Vicesindaco detta le proprie regole di emarginazione e mancanza di rispetto dei cittadini
IL Vicesindaco Emanuele Logli
IL Vicesindaco Emanuele Logli

PIANA-MONTALE. Ci scrive il collega Pier Vittorio Porciatti per portare all’attenzione l’episodio del suo allontanamento dall’assemblea del Pd di Montale, avvenuto per l’iniziativa del Vicesindaco Emanuele Logli.

L’assemblea del Pd montalese, era stata pubblicizzata come “aperta a tutti” ma, evidentemente, con qualche eccezione:

Il 23 scorso a Montale, presso il circolo Arci, mi sono presentato alle 10:30 all’assemblea del Partito Democratico e, come al solito, ho preso posto nelle prime file. Cerco di essere presente dove può essere presente il cittadino “attivo”, di qualsiasi parte politica, nessuna esclusa, seppur con le mie scarse capacità e modesti mezzi di cui dispongo, per fornire una testimonianza documentata (foto-audio-video) disponibile a tutti, in particolare a chi non ha potuto partecipare.

La partecipazione trasparente è segno di democrazia. Appena entrato, sono stato avvicinato dal segretario del Pd, Masini che mi ha rivolto alcune domande in merito alla mia partecipazione e che, dopo si è allontanato, tornando al tavolo dei relatori. Sono seguiti, alcuni chiarimenti verbali senza microfono, con la presidenza, in merito all’uso di foto e video, con piena soddisfazione degli organizzatori, avendo io dichiarato di rinunciare a fare “riprese o registrazioni”.

Dopo poco, si avvicina l’assessore e vicesindaco, Emanuele Logli che mi invita a chiarire la mia presenza e a uscire, per non “disturbare” l’assemblea. Mi mostra una lettera dell’invito ai tesserati motivandomi che ero escluso e che dovevo allontanarmi, non essendo io tesserato al Pd.

Inutili le mie proteste, richiamate a quanto dichiarato pubblicamente dal segretario Masini, ovvero che “…la partecipazione era aperta a tutti.” Una giornata triste, non per me ma per l’assessore e Vicesindaco di Montale Logli che, mi ha “gentilmente” espulso, dandomi solo il tempo di raccogliere le mie cose. Mi sono scusato io con i presenti: il gesto non è stato né giusto né democratico; poi sono uscito. Vi è documentazione ufficiale (vedasi pagina di Fb) datata 18 novembre che annuncia l’assemblea specificando che “L’evento è aperto anche ai non iscritti”.

L’incontro era aperto a tutti...
L’incontro era aperto a tutti…

Ho ricevuto – in separata sede – le scuse per l’accaduto e, anche se non fornisco i nomi li ho ringraziati, sicuro della regola: “Male non fare, paura non avere”. Chi partecipa a un evento, “aperto” a tutti, può chiedere di non essere fotografato, personalmente oscuro la sua identità, anche se, quale giornalista pubblicista, la deontologia professionale mi permetterebbe di lasciarla: non credo che la democrazia e la storia si facciano omettendo documenti.

Proprio in questi giorni, la mancanza di trasparenza (documenti nascosti della Convenzione Ato/Cis spa) verso i cittadini, ha creato notevole disagio e malumore, per non dire di peggio. Forse, qualcuno non vuol essere fotografato, perché in futuro, può sempre negare di aver partecipato, detto o fatto. Un consiglio finale a chi organizza le assemblee: si scrivano delle regole.

Siamo in democrazia, io sono un cittadino libero, giornalista pubblicista, non sono interdetto e fruisco dei diritti civili: posso partecipare, se voglio, dove non sia chiaramente, preventivamente espresso il divieto di accesso, rispettando i “diritti costituzionali”. Grazie dell’ospitalità.

Pier Vittorio Porciatti

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3 thoughts on “MONTALE. IL PD E LA DEMOCRAZIA DI CHI COMANDA

  1. Egregio Piervittorio,
    noi ci conosciamo già, dal punto di vista epistolare, e qualche volta ci siamo anche un po’ “pizzicati”. Ebbene, questa volta, dopo avere letto attentamente quanto ha scritto, da tesserato P.D (con molti mal di pancia), voglio porgerLe la mia più sentita solidarietà. Il comportamento di quelli che l’hanno espulsa è stato veramente miope ed insulso, e fa trasparire un disagio verso un vero e proprio esercizio della democrazia, che all’interno del P.D si è già toccato con mano in diverse occasioni. (Vedi ad es l’inqualificabile episodio del Circolo Garibaldi di qualche settimana fa a Pistoia, in cui il consigliere regionale Aldo Morelli, dopo avergli dato del coglione, ha picchiato un disoccupato che era intervenuto fuori dal coro durante la presentazione di un libro di Enrico Rossi).
    Piero Giovannelli

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