MONTALE. PAOLO VAGNOZZI CI HA LASCIATO

Consumato da una malattia che non perdona
Paolo Vagnozzi
Paolo Vagnozzi

MONTALE. A noi che l’abbiamo conosciuto nello sviluppo dell’inchiesta giornalistica sulla Misericordia di Agliana, piace ricordarlo con una definizione che, siamo certi, avrebbe gradito: l’antesignano della trasparenza, della correttezza e della democrazia. In ogni luogo.

Paolo, era una persona libera, con una mente libera che non ha mancato di rivendicare, con costanza e rigore, gli essenziali princìpi di giustizia sociale ed equità, che vengono richiamati in modo spesso strumentale dalla generalità dei cittadini omologati. E non aveva paura di dire la verità.

Questo non lo rivendicava solo nella “sfera sociale”. Chi lo ha conosciuto come impresario, potrà testimoniare la sua onestà intellettuale che, nel precipitare della procedura concorsuale, lo vide impegnato prima e comunque, a tutelare le poche disponibilità in favore dei suoi dipendenti.

Noi lo abbiamo conosciuto quando la malattia lo aveva già colpito, ma ci piace ricordare l’apprezzamento che ci riservava per le notizie pubblicate, prima con il blog Quarrata/news, e poi con Linee Future. Ci diceva: “… questo pezzo mi è piaciuto: è come avere una terapia, mi farà bene”.

Ricco l’archivio delle sue narrazioni informative che ci rilasciava con un senso di liberazione, consapevole, forse della sua criticità di salute.

Particolarmente importante la sua testimonianza rilasciata sull’inchiesta della discarica delle ceneri dell’inceneritore di Montale, uno scheletro che lui trovò con la sua impresa impiegata nelle opere di ristrutturazione dell’impianto. Rimase, però, sempre stupefatto e contrariato dal fatto che mai la magistratura pistoiese volle ascoltarlo sul tema al momento in cui consegnò la sua denuncia alla polizia giudiziaria.

Mentre scriviamo questo saluto, riteniamo di poter richiamare ancora una volta la sua testimonianza di vita rivendicandone i princìpi di onestà trasparenza e correttezza – per la quale la parola “esemplare” è davvero calzante e appropriata.

Sperando che l’esempio dato sia almeno utile a mettere una dose di maggiore sensibilità, libertà di pensiero e, dunque, di coraggio, nelle azioni di chi è rimasto, avvisiamo che Paolo è esposto nella propria abitazione, a Montale, in via Terenzio Olivelli 7.

La redazione tutta porge un abbraccio pieno di affetto e di dolore alla moglie, la signora Gioietta, e ai figli che lo hanno accompagnato con tanti sacrifici nell’ultima parte della sua vita.

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3 thoughts on “MONTALE. PAOLO VAGNOZZI CI HA LASCIATO

  1. Conoscevo suo padre, innamorato di Tobbiana, infaticabile lavoratore, mi fece vedere la sua “capanna di lamiera” sopra Tobbiana… Paolo non era che il proseguimento dei suoi insegnamenti, Paolo era un grande nel piccolo che ci circonda e cerca di denigrare la persona per squalificarla agli occhi della gente: Alla moglie non dico niente, abbiamo da imparare da Lei, ai figli dico, siate orgogliosi di vostro padre, seguite il suo esempio.
    Il mio è un modesto omaggio a Paolo.
    Pier Vittorio Porciatti

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