MONTALE-SFORAMENTI: LE OSSERVAZIONI E LE RIFLESSIONI DEL CENTRODESTRA

Tabella n. 1 - Cis sforamentiMONTALE. In merito alla vicenda dello sforamento occorre fare alcune osservazioni e riflessioni, sia in base a quanto riportato nei documenti della Ladurner sia in base ai Report mensili pubblicati sul sito di Cis spa.

1) Innanzi tutto occorre ricordare che dal mese di aprile di quest’anno Cis spa, su richiesta unanime del Consiglio Comunale di Montale, pubblica sul suo sito i report mensili sull’attività dell’Impianto, e che essi, in merito ai consumi del “Carbone attivo”, riportano i seguenti dati (vedi tabella n. 1)

Appare chiaro che nel mese di luglio è stata immessa nell’impianto una quantità di carbone attivo inferiore del 25/30% rispetto a quella immessa nei mesi precedenti.

Siamo passati, per la linea 1, da una immissione nell’impianto di 8,5 a 5,96 kg di carbone attivo per ogni ora, ( meno 29,88%) mentre il rapporto fra la quantità carbone attivo e la quantità rifiuto trattato è passato da 2,382 di aprile e 2,751 di maggio a 1,877 di luglio.

Forse non è una coincidenza se le emissioni fuori norma si sono registrate quando è stata diminuita drasticamente la quantità di carbone attivo immessa nell’impianto

Forse si tratta di una questione di quantità invece che di qualità

2) In merito alla “Relazione descrittiva in merito ai valori pcdd+pcdf linea 1 luglio/ agosto 2015” dove la Ladurner afferma “visto il valore della fiala dell’ultima quindicina di agosto (0,022 ng/Nmc) della concentrazione del parametro Pccd/F l’ipotesi più probabile è che il carbone attivo immesso alla linea in quel periodo abbia avuto delle caratteristiche non ottimali. In particolare il carico del giorno09/06/2015 che è stato dosato sulla linea in quel periodo.

Secondo in nostri calcoli quel carico di carbone è stato introdotto nella linea dal 28 giugno al 10 agosto 2015. Infatti una volta esaurito questo carbone i valori Pccd/F sono rientrati su valori consoni al normale funzionamento della linea

Su questo punto è necessario fare alcune considerazioni

Il carico di carboni attivi del giorno 09/06/2015, come riportato nei Report, era di 8460 kg.

L’inceneritore di Montale
L’inceneritore di Montale

Visto che la linea 1 ha consumato, come da Report, nei circa 22 giorni di attività del mese di luglio 3179 kg di carbone e dal 28 al 30 giugno, tenendo conto del dosaggio medio di quel mese, si può ipotizzare un consumo di ulteriori 600 kg di prodotto, possiamo dire che a fine luglio, visto che nella relazione si indica sempre che tale partita di carbone è stata immessa nella linea, cioè solo nella linea 1, sarebbero stati ancora disponibili 4681 kg della partita arrivata il 9 giugno

Se, come dice la Ladurner, tale partita si è esaurita verso il 10 di agosto, significa chi in dieci giorni la linea 1 avrebbe consumato 4681 kg di carboni attivi, quando nei precedenti 22 giorni di attività del mese precedente ne aveva consumati 3.179.

Sicuramente anche i 3464 kg immessi nella linea 3 nel mese di luglio facevano parte di quella partita, altrimenti i conti non tornano

Di conseguenza il consumo di Carboni attivi si può sintetizzare con questo schema:Tabella n. 2 - Cis sforamenti

Come si evince alla data del 31 luglio della partita di carboni scaricata il 9 di giugno, prendendo per valida la data di inizio utilizzo della stessa il 28 giugno, ne rimanevano in giacenza solo 714 kg,(8460-7745,76) sufficienti per essere immessi nelle due linee per soli 2/3 giorni e non fino al 10 agosto, e di conseguenza non possono aver influito in maniera consistente sui valori anomali riscontrati nel periodo 1-15 agosto, rafforzando l’ipotesi che i valori riscontrati siano dovuti alla drastica riduzione del dosaggio dei carboni attivi

Di conseguenza anche il carbone usato nel mese di Luglio per la linea 3 aveva caratteristiche non ottimali e le analisi in corso sulle fiale Amesa, relative sia alla prima che alla seconda quindicina, dovrebbero dare risultati simili a quelle della linea 1, cioè oltre i limiti autorizzati.

Ma anche per i risultati di questa linea c’è da tenere conto della drastica riduzione del dosaggio del carbone attivo, anzi per questa linea il percorso di riduzione era già cominciato nel mese precedente quando è passato dagli 8,5 kg/ora dei mesi di aprile e maggio ai 7 kg/ora del mese di giugno ,per arrivare ai 5,33 kg/ora del mese di luglio.

Sarebbe importante conoscere, con assoluta certezza e senza dubbi, con quale dosaggio di carboni attivi l’impianto ha lavorato sia nella prima e soprattutto nella seconda quindicina di agosto quando il risultato della linea 1 è stato di 0,022ng/Nmc

3) A creare ulteriori dubbi e incertezze ci sono le analisi fatte sia sulla linea 1 che sulla linea 3 il 06/07/2015 (riportate sul sito di Cis spa e del comune di Montale), cioè nel pieno periodo in cui sarebbe stato usato il carbone attivo con caratteristiche non ottimali.

Ebbene, questi risultati, che non portano nessuna indicazione sul soggetto che le ha fatte, probabilmente susseguenti ad un prelievo giornaliero di otto ore, hanno valori ampiamente nella norma, cioè 0,0397 per la linea 1 e 0,0265 per la linea 3.

Visto che, come già evidenziato in precedenza, a quella data, secondo i calcoli del gestore, era usato il carbone attivo della partita che ha dato origine ai problemi, perché queste analisi hanno valori assolutamente consoni al normale funzionamento della linea?

Eppure il carbone attivo immesso a quella data, secondo la Ladurner, è sicuramente quello che avrebbe generato valori fuori norma.

Forse in quella data, e solo per quel giorno, considerato che erano in corso le analisi, è stato immesso un dosaggio di carboni attivi pari a quello dei mesi precedenti quando i valori delle analisi erano sempre stati nella norma?

L’inceneritore di Montale
L’inceneritore di Montale

E se così fosse, qual è il motivo per cui i dosaggi di carboni attivi utilizzati nel mese di luglio per t/rifiuto, sono stati notevolmente inferiori? Forse perché ciò comporta un consistente risparmio sui costi per il soggetto gestore Ladurner?

Quello che è accaduto in questo ultimo mese conferma ancor di più la tesi che il nostro Gruppo sostiene di far tornare la gestione direttamente a Cis alla scadenza naturale del contratto con Ladurner perché sull’impianto non ci si deve fare un business ma, visto che purtroppo le politiche precedenti hanno creato un debito enorme per la ristrutturazione, si deve solo operare per arrivare prima possibile all’esaurimento dei mutui per poi poterlo chiudere.

Risparmiare il costo del gestore (ben oltre il milione di euro) vorrebbe dire riuscire a pagare alle scadenze naturali i mutui presi senza dover poi rifinanziare ulteriormente quel balloon da 8.500.000.

Se l’attuale management di Cis non è in grado di gestire direttamente l’impianto, i comuni proprietari e unici soci, devono sostituirlo con manager che abbiano conoscenze e professionalità in grado di svolgere quel ruolo di gestori che finora i manager attuali non hanno saputo svolgere.

Su questi punti necessitano risposte chiare e rapide da parte del gestore, da parte di Cis spa, da parte dei Sindaci quali soci proprietari.

È in gioco la salute.

Alberto Fedi
Consigliere “CentroDestra Unito Per Montale”

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