MONTALE, TOGNACCINI LASCIA IL PD

Tiziano Tognaccini
Tiziano Tognaccini

MONTALE. [a.b.] “Ufficialmente da oggi inizia un mio nuovo percorso, o meglio, continuo quello che avevo cominciato anni fa, da Sinistra per la Sinistra e tutti quelli che hanno la chiara necessità di vivere e di non volere solamente sopravvivere, o tirare a campare, scelte chiare e nel rispetto più assoluto di quella parola grandissima che vuol dire tutto: Democrazia, quella vera”.

Con queste parole Tiziano Tognaccini, tobbianese, iscritto al Pd di Montale e persona attiva nel partito e nella comunità dove vive, ha anticipato di lì a poco la lettera ufficiale inviata agli organismi del partito locale dove ha annunciato le sue dimissioni “ all’interno del Pd in tutte le sedi e in tutti i ruoli”. Una “uscita” che farà certamente discutere.

Ecco di seguito il testo della lettera:

Segretario del Partito Democratico di Montale Fabrizio Masini
al Segretario del Circolo Pd Tobbiana/Fognano Ivan Vannucci
al segretario del Circolo Pd Montale/Stazione Federica Sciré
A Meoni Emilio per conoscenza rispetto e amicizia
ai membri dell’Unione Comunale del Partito Democratico di Montale
 

Cari compagni e compagne,
sento il dovere di comunicare a tutti voi che sono giunto ad un punto di svolta nel mio percorso politico.

La deriva, sempre più evidente e concreta del Partito verso destra e le scelte che il Governo sta perseguendo, per me, snaturano quegli elementi fondanti che erano alla base della costituzione del Pd e l’apertura e gli accordi più o meno espliciti verso transfughi e trasformisti della destra mi hanno portato alla conclusione della mia incompatibilità con la permanenza in questo partito.

Quello che è avvenuto anche a livello montalese, caro segretario, come ho avuto modo già di scriverti, non mi ha certo aiutato ad evitare di arrivare alle conclusioni che ti ho appena espresso, anzi il modo come è gestito il partito, scelte importanti non discusse, iniziative annunciate e mai portate avanti, sottovalutazione di fatto del ruolo degli organismi dirigenti, mi hanno fatto capire ancora di più che questo Pd non è più il partito sul quale avevo riposto la mia fiducia.

Fabrizio Masini
Fabrizio Masini

Come sai io sono sempre stato uno di sinistra lo dimostra il fatto che mi sono esplicitamente riconosciuto con le posizioni portate avanti da Bersani ma ho accettato con correttezza l’affermarsi di posizioni diverse dalla mia nel partito ritenendo che comunque ci sarebbe stata la possibilità di confrontarsi, di discutere e senza preconcetti, di scegliere le soluzioni migliori per la gente. Mi sono reso conto che questa mia convinzione non è mai stata quella degli attuali dirigenti del partito né a livello locale né a livello nazionale. Inoltre per le convinzioni che ho maturato nel corso della mia vita lavorativa e politica mi resta particolarmente difficile accettare quello che l’attuale Segretario e capo del Governo vuole portare avanti (cambiamenti che non condivido e che non ho potuto neppure discutere), così come me tanti altri elettori e iscritti, il non voto ha dato numeri per riflettere ma come al solito ci si è turati il naso la bocca gli occhi e le orecchie, facendo finta di niente.

Inoltre i cambiamenti (riforma della costituzione, legge sul lavoro, legge sulla scuola, ecc.), che volete fare passare in maniera disinvolta come nuovi e progressisti, stanno portando il paese a quella deriva autoritaria contro la quale mi sono sempre battuto.

Il mio percorso politico è a Sinistra, è stato in passato a Sinistra e tale rimarrà.

Oggi con le scelte compiute io ritengo che il Pd di Sinistra non abbia più niente soprattutto perché non è interessato minimamente a difendere e tutelare gli interessi dei lavoratori e dei più deboli e sposa invece le indicazioni, i programmi, le idee dei potentati economici, dei signori della finanza, dei padroni del vapore. Gli attacchi sistematici ai sindacati dimostrano il totale disinteresse per il mondo del lavoro (la nuova legge sul lavoro si dice abbia dato diritti a chi mai li aveva avuti però, io dico, li ha tolti a chi li aveva: un governo e un partito di sinistra avrebbero sicuramente ampliato i diritti ai lavoratori che non li avevano senza toglierli a coloro che non per grazia ricevuta ma attraverso lotte dure, pagando anche con il prezzo della vita, li avevano conquistati).

Tutto questo per me è diventato inaccettabile e per tutto questo reputo conclusa la mia presenza all’interno del Pd in tutte le sedi e in tutti i ruoli

Tiziano Tognaccini

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